Alberi segati a Parco Cerasola. "Caserta non può abituarsi al degrado"






Articolo pubblicato il: 29/08/2026 10:33:19

Questo il comunicato stampa diffuso da Adriana Giusti, Consigliere Nazionale e Delegata per i Diritti e il Benessere Animale L'Altritalia Ambiente:

"CASERTA, AL PARCO CERASOLA ALBERI SEGATI: «CHI DISTRUGGE UN ALBERO DISTRUGGE LA VITA»

Adriana Giusti (L’Altritalia Ambiente): «Un gesto di inaudita inciviltà e strafottenza verso il bene comune. Non possiamo rassegnarci a una città dove anche la vita degli alberi viene trattata con disprezzo»

CASERTA – La notizia degli alberi segati e danneggiati al Parco Cerasola, in via Don Gangi, rappresenta l'ennesimo episodio - si legge nel comunicato - che deve suscitare indignazione e non rassegnazione.

Tre giovani alberi, tra cui due ibiscus e una lagerstroemia, sono stati abbattuti. Piante che avrebbero dovuto contribuire alla qualità e alla vivibilità di uno spazio pubblico sono state distrutte, privando l'intera comunità di un patrimonio - si legge ancora - che appartiene a tutti.

«Chi danneggia o abbatte deliberatamente un albero distrugge la vita – dichiara Adriana Giusti, Consigliere Nazionale e Delegata per i Diritti e il Benessere Animale de L'Altritalia Ambiente – perché un albero non è un semplice - prosegue il comunicato - elemento dell'arredo urbano. È un essere vivente e rappresenta un piccolo ecosistema».

«Un albero offre riparo e luoghi di nidificazione agli uccelli, ospita insetti ed altri organismi, contribuisce alla biodiversità ed all'equilibrio dell'ambiente urbano. Distruggerlo significa anche mettere in pericolo la fauna che da quella pianta dipende e impoverire l'intero ecosistema.»
Quello del Parco Cerasola, pertanto, non può essere derubricato - si legge ancora - a una semplice “bravata”. È un gesto che manifesta una preoccupante assenza di rispetto per la vita, per l'ambiente e per la cosa pubblica.

«Ci troviamo di fronte – prosegue Giusti – a quella che definisco senza mezzi termini strafottenza civica: la convinzione di alcuni cittadini di poter fare ciò che vogliono di un bene che invece appartiene a tutti. Chi distrugge un albero pubblico - si legge ancora - non danneggia qualcosa che non appartiene a nessuno: danneggia ciascuno di noi». Il problema, dunque, non è soltanto il danno economico o materiale, è il messaggio culturale che un gesto simile trasmette.

«Quando una persona arriva a segare deliberatamente un albero, dimostra di non comprendere il valore di ciò che sta distruggendo. Non vede la vita, non vede l'ambiente, non vede gli uccelli, non vede la biodiversità: vede soltanto - si legge ancora - qualcosa che può essere eliminato senza rispetto e senza conseguenze. È questa mentalità che dobbiamo combattere».

IL VERDE PUBBLICO È UN BENE COMUNE

Il Regolamento del Verde del Comune di Caserta vieta comportamenti che possano danneggiare il patrimonio arboreo pubblico e prevede specifiche sanzioni per gli interventi non autorizzati.
A seconda delle circostanze e della natura del bene danneggiato, possono inoltre trovare applicazione le disposizioni della normativa nazionale - prosegue il comunicato - compreso l'articolo 635 del Codice Penale. «Le norme esistono e devono essere rispettate – sottolinea Giusti – ma prima ancora delle sanzioni deve esistere una coscienza civile. Non possiamo pensare di risolvere tutto semplicemente aumentando le pene se non insegniamo alle persone che un albero è vita e che il patrimonio pubblico va rispettato».

CASERTA NON PUÒ ABITUARSI AL DEGRADO
La vicenda si inserisce, inoltre, in un contesto cittadino nel quale da tempo vengono denunciate situazioni di incuria, degrado e insufficiente tutela degli spazi verdi. «Caserta – afferma Giusti – sembra essere precipitata in una condizione nella quale il degrado rischia di diventare la normalità. Quando il degrado diventa normale, il pericolo più grande - si legge ancora - è che anche l'inciviltà venga considerata normale». «Non possiamo però attribuire ogni responsabilità alle istituzioni. Esiste una parte della cittadinanza che deve assumersi le proprie responsabilità. Chi sporca, distrugge, danneggia e deturpa gli spazi - si legge ancora - comuni dimostra di non avere alcun senso di appartenenza alla comunità».

La cosa pubblica non è terra di nessuno, è di tutti e proprio per questo dovrebbe essere rispettata da tutti. "Chi ama una città la rispetta. Chi ama l'ambiente lo protegge. Chi rispetta la vita non distrugge un albero per divertimento, dispetto o semplice arroganza. Dobbiamo recuperare questo principio elementare". L'auspicio - si legge ancora - è che le autorità competenti possano accertare quanto accaduto e individuare i responsabili, affinché vengano applicate tutte le disposizioni previste dalla normativa vigente. "Non chiediamo vendetta – conclude Adriana Giusti – ma giustizia, responsabilità e rispetto delle regole. Perché non possiamo continuare ad assistere impotenti alla distruzione del nostro patrimonio ambientale". "Un albero che viene abbattuto non è soltanto un albero in meno. È vita che viene cancellata, biodiversità - si legge ancora - che viene impoverita, habitat che viene distrutto e futuro che viene sottratto alla comunità". "Caserta ha bisogno di tornare ad amare il proprio ambiente e i propri spazi pubblici. E deve farlo partendo da una parola semplice, ma fondamentale: RISPETTO".