Con la partita di San Severo la striscia di sconfitte della Juvecaserta è arrivata a 6, un numero che deve senz'altro far preoccupare. Tanti tifosi stanno dando la colpa a coach Nando Gentile, sulla graticola ogni volta che la squadra è stata in difficoltà. Ma sono davvero tutte sue le colpe? No, non sono solo sue. Le sconfitte sono purtroppo figlie di tanti fattori, che adesso proveremo ad enunciare seppur in maniera molto breve.
Iniziamo con una questione a monte che da alcune settimane è ormai di dominio pubblico. Al termine della stagione la proprietà potrebbe lasciare, e questo certamente non rende sereno l'ambiente di lavoro a Pezza delle Noci. Insomma, a qualsiasi lavoratore dipendente fa un certo effetto lavorare per un'azienda dal futuro incerto. E di certo non lo sono da meno i giocatori di pallacanestro. Questo è un primo aspetto emotivo.
Ad inizio gennaio fu sollevata la questione del freddo al PalaMaggiò. Allenarsi con temperature davvero molto basse come spesso si registrano a Castel Morrone non è affatto semplice. E questo per una mera conseguenza porta anche ad avere tanti infortuni. C'è dunque un nesso tra il freddo dell'impianto dove si allena la Juvecaserta e i tanti infortuni? Pensiamo proprio di sì. E questo è un aspetto fisico.
Il roster bianconero, oltretutto, era stato costruito per disputare la serie B, e coach Gentile ha sottolineato come con Nevola si era deciso di sistemarlo in corsa vedendo l'andazzo della stagione. Quesi tutte le avversarie di Caserta hanno apportato modifiche al proprio roster, vedasi Odige che ha trascinato San Severo alla vittoria neppure 24 ore fa. A mettere i bastoni fra le ruote c'ha poi pensato la FIBA, che ha bloccato il mercato del club costringendo Gentile ad avere rotazioni cortissime. Questo è un aspetto materiale.
Coach Gentile allora non ha colpe? No, le sue colpe ce le ha. Le ha per il modo in cui gioca la squadra, votata soprattutto all'attacco e poco alla difesa. In parte lo si era capito sin dal mercato, quando per lo spot di ala grande è stato firmato un lungo tiratore come Carlson invece di prendere un lungo più interno che potesse integrarsi con Cusin, e Paci a fare la riserva. Diciamo che la filosofia del "basta fare un punto in più degli avversari" non sta ripagando il tecnico, che a detta sua non riesce neppure a trasmettere ai giocatori quella giusta carica agonistica. Questo è un aspetto tattico.
Un ultimo aspetto riguarda senz'altro il pubblico. Ieri sera a San Severo c'era un pubblico straordinario, che ha incitato la squadra di casa dall'inizio alla fine, facendo sentire tutto il calore ai propri beniamini e un po' di paura ai rivali. Certo, il PalaMaggiò è difficile da riempire anche per una questione di capienza, molto più grande di tanti altri impianti, e su questo siamo d'accordo. Ma una cosa che non comprendiamo è perché dalle tribune quei circa 2 mila tifosi non facciano sentire la propria voce. Bisogna capire che come i giocatori scendono in campo per mettere la palla nel canestro i tifosi devono fare altrettanto "facendo rumore", incitando la squadra a più non posso.
Possono sembrare opinioni semplici, ma messe insieme in un unico calderone, portano a sei sconfitte consecutive. Riflettiamoci tutti insieme e Forza Juvecaserta.
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