Ecco la Casertana, finalmente: dopo cinque apparizioni in chiaroscuro, i falchetti hanno gettato la maschera e si sono presentati al girone G di serie D come quella inarrestabile corazzata che tutti gli addetti ai lavori immaginavano ad inizio stagione. Contro il Real Monterotondo che fino a ieri era primo in classifica, i ragazzi di mister Parlato (in foto ndr) hanno sfoderato una prestazione offensiva dirompente. Quattro i gol segnati, almeno altri quattro quelli sfiorati (clamorosa l'occasione della traversa di Paglino). Disarmante la facilità con cui la squadra ha tramortito la difesa avversaria. Facilità solo apparente perchè in quelle folate offensive c'è la qualità di calciatori di categoria superiore come Turchetta e Bollino, l'astuzia di un centrocampista goleador come Vacca, la potenza del bomber Ferrari. Difetti da limare ce ne sono ancora, il gol dell'effimero vantaggio laziale è frutto di una distrazione evitabile e Paglino non doveva farsi espellere a risultato ormai acquisito. Ma la strada sembra quella giusta: segnare tanto, perchè le qualità per farlo ci sono, e pazienza se qualche volta il portiere rossoblù dovrà raccogliere la rete in fondo al sacco. Tempo per limare i dettagli ce n'è. L'importante è che la Casertana abbia imparato a sfruttare il suo enorme potenziale offensivo. Perchè si sa, per vincere, nel calcio, conta fare un gol in più dell'avversario e vincere a Caserta, quest'anno, è l'unica cosa che conta. Ora sotto con il prossimo impegno, domenica al Pinto contro la Lupa Frascati: il Sorrento capolista dista solo due punti. L'obiettivo è scavalcarlo quanto prima.
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