Questo il comunicato inviatoci dall'Accademia Palasciania: "Un evento di cui altrove non si troverà facilmente l'eguale – per giunta a partecipazione libera e gratuita, com'è usanza dell'Accademia Palasciania – avrà inizio alle ore 19:00 di domenica 12 luglio a Capua, presso i giardinetti di via Duomo (precisamente all'angolo in cui si trova il Monumento ai Caduti), per dipanarsi quindi lungo le vie più fresche e ombrose del centro storico e concludersi un paio d'ore dopo sulla soglia di una pizzeria. Qui l'incontro proseguirà, per chi vorrà, in forma di una cena fra vecchi e nuovi amici dell'Accademia "meno accademica del mondo". Il XVIII festival-laboratorio palascianiano di scienza, filosofia, poesia, gioco e umana armonia – iniziato ad aprile 2026 e intitolato «Ama, conosci, parla. Un percorso "caleidoscosmico" con Marco Palasciano tra racconti meravigliosi, educazione filosofica e giochi teatrali» – si caratterizza per una programmazione aperta agli spunti del quotidiano e alle proposte dei partecipanti, con Palasciano a sperimentare formule didattiche inusuali, come la lezione-passeggiata o la lezione-festa, e tradurre concetti complessi in esperienze dirette: lo scolarca capuano spiega il proprio sistema filosofico usando la struttura architettonica del campanile del Duomo; tratta di kalokagathìa indicando un giovane virtuoso, e di Socrate sileno indicando sé stesso; approfitta del concludersi delle prove di un'orchestra per dotare la puntata n. 4 di un prologo inusuale, in [orch]estrosi versi, che inizia mentre i musicisti ripongono gli strumenti; costruisce l'intera puntata n. 6 a partire dal sogno di un sodale, vincitore di medaglia d'argento delle Cento Presenze, e per un novizio aggredito da un passante alterato organizza un cerchio di condivisione e ascolto; supera un proprio trauma costruendoci sopra la puntata n. 3, «La leggenda del pianista sull'oceano dei mostri»; trasforma in teatri spazi urbani insoliti, come il basamento di un edificio demolito; e rielabora la cronaca e la memoria storica mettendo in scena, ad esempio, il mortale ferimento di un ragazzo a Napoli in concomitanza con il transito lunare della navicella Integrity, o celebrando il 25 aprile sia la Resistenza antifascista capuana – tra l'altro facendoci scoprire i luoghi in cui i fratelli Tucci stampavano clandestinamente «Il Proletario» – sia il centenario della «Turandot», di cui da allora inserisce nel mezzo di ogni puntata del festival-laboratorio una diversa scena da fare recitare a chiunque lo desideri.
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