Questo il comunicato stampa diffuso dall'Accademia Palasciania: "Il 3 ottobre 1226, al tramonto e dunque per l'ora italica il 4 ottobre, «sora nostra morte corporale» scioglieva dai vincoli di questa – direbbe Amleto – «troppo solida carne» il quarantaquattrenne - si legge nel comunicato - Giovanni di Pietro di Bernardone, ossia il santo frate Francesco, che dall'umile chiesetta detta la Porziuncola (poi inglobata in una superba, paradossale basilica) iniziava il suo viaggio verso l'iperuranio.
La sua figura straordinaria sarà celebrata dall'Accademia Palasciania nel prossimo incontro del XVIII festival-laboratorio palascianiano di scienza, filosofia, poesia, gioco e umana armonia «Ama, conosci, parla. Un percorso "caleidoscosmico" con Marco Palasciano tra racconti meravigliosi, educazione filosofica e giochi teatrali». L'appuntamento - si legge ancora - è per le ore 18:45 di domenica 4 ottobre – grazie alla collaborazione di Capua Sacra – nella chiesa di San Salvatore a Corte (via Principi Longobardi 19, Capua) come sempre a ingresso gratuito.
Questa puntata n. 13 ha per titolo un pentàmetro anfibrachico, come già la n. 11, alla quale si riallaccerà continuandone il discorso sul puro amore. Nel sottotitolo l'aggettivo “eidolico” allude a un inserto di teatro fiabesco. Titolazione completa: «Il corpo dell'altro nel quadro armonioso del mondo. Triumphum Amoris - si legge ancora - eidolico e non solo, per l'ottocentesimo anniversario della morte di san Francesco d'Assisi».
Sarà una lezione-spettacolo all'insegna della fantasia, della poesia e, al tempo stesso, dell'accuratezza storica e filosofica. Palasciano vestirà i panni di san Francesco, dando lettura del «Cantico delle creature»; tratterà quindi del reale contributo - si legge ancora - del poverello di Assisi al progresso umano, soprattutto in merito alla questione dell'Altro, bestiole comprese, e alla corporeità.
L'incontro includerà fra l'altro una sessione di laboratorio teatrale – atta a completare il racconto, iniziato nella puntata n. 2, della fiaba di Turandot – e a tale lieto fine farà séguito, per chi vorrà restare, una cena in pizzeria, con eventuale dibattito a raccogliere idee per le puntate successive. Ricordiamo che per partecipare non vi è necessità di aver seguito le puntate precedenti, e che il calendario - si legge ancora - completo del festival-laboratorio è consultabile nel blog dell'Accademia".