Capua. Restituita alla comunità la 'Madonna col Bambino' degli Alemanno: un dialogo tra arte, storia e identità






Articolo pubblicato il: 27/04/2026 16:27:51

Questo il comunicato stampa sul sito della SABAP CE-BN: "Si è svolto venerdì 24 aprile 2026, presso il Museo Diocesano di Capua – sezione Episcopio, l’incontro dedicato al restauro della preziosa scultura lignea policroma raffigurante la Madonna col Bambino, realizzata da Pietro e Giovanni Alemanno intorno al 1480. Un appuntamento che ha saputo coniugare rigore scientifico, profondità spirituale e partecipazione collettiva, segnando il ritorno dell’opera nel suo contesto originario dopo l’importante esposizione alla mostra Restituzioni 2025 a Roma.  Ad aprire l’incontro sono stati i saluti di S.E. Monsignor Pietro Lagnese, Arcivescovo di Capua, che ha sottolineato il valore simbolico del ritorno dell’opera alla comunità, definendola non solo testimonianza artistica ma presenza viva di fede e memoria condivisa. A seguire, il Direttore del Museo Diocesano Vincenzo Rossetti ha evidenziato il ruolo del museo come luogo di custodia attiva, capace di trasformarsi in spazio di narrazione e dialogo tra passato e presente. 

Il cuore dell’incontro è stato rappresentato dagli interventi tecnici e scientifici, che hanno restituito al pubblico la complessità e la ricchezza dell’opera. La funzionaria storica dell’arte Paola Coniglio ha tracciato con finezza il contesto storico-artistico della scultura, collocandola all’interno della produzione degli Alemanno e mettendo in luce le influenze culturali e stilistiche che attraversano il tardo Quattrocento. Il suo intervento ha evidenziato la straordinaria qualità esecutiva dell’opera, soffermandosi in particolare sull’eleganza formale e sulla raffinatezza decorativa, come l’abito damascato realizzato con la tecnica dell’estofado de oro, segno distintivo di una maestria tecnica di altissimo livello.  Di grande interesse anche l’intervento del restauratore Giuseppe Di Palma, che ha guidato i presenti attraverso le fasi del delicato intervento conservativo. Con un racconto puntuale ha illustrato le criticità riscontrate, le scelte metodologiche adottate e le soluzioni tecniche impiegate, restituendo il senso di un lavoro paziente e rigoroso. Il restauro, finanziato da Intesa Sanpaolo, ha permesso di recuperare la piena leggibilità dell’opera, rivelando dettagli rimasti a lungo celati e restituendo equilibrio cromatico e coerenza formale, nel pieno rispetto della materia originaria.  L’intervento di don Franco Duonnolo, Direttore dell’Ufficio per i Beni Culturali dell’Arcidiocesi di Capua, ha offerto una lettura iconografica intensa e significativa, capace di restituire all’opera la sua dimensione simbolica e devozionale.

Attraverso un’analisi attenta dei gesti, delle posture e degli elementi figurativi, ha evidenziato il profondo messaggio teologico racchiuso nella rappresentazione della Vergine e del Bambino, sottolineando come l’arte sacra sia, prima di tutto, un linguaggio capace di parlare al cuore oltre che allo sguardo.  A concludere l’incontro è stato il Soprintendente ABAP per le province di Caserta e Benevento, Mariano Nuzzo, che ha offerto una sintesi lucida e articolata del percorso intrapreso. Riprendendo i temi emersi, ha ribadito come l’intervento di restauro rappresenti non solo un’operazione tecnica, ma un atto di responsabilità culturale, volto a restituire significato e valore a un bene che appartiene alla collettività. In questo quadro, ha osservato come, attraverso gli interventi succedutisi in sala, l’immagine originaria della Madonna col Bambino si sia progressivamente trasformata in una Madonna col Bambino col cardellino in trono, sottolineando al contempo l’importanza della sinergia tra istituzioni, professionalità e territorio, quale elemento fondamentale per la tutela e la valorizzazione del patrimonio.  A guidare l’incontro è stata Mariangela Mingione, funzionaria SABAP, che ha accompagnato il dialogo tra i relatori e la narrazione partecipata. L’iniziativa si è confermata così come un momento di alta divulgazione e condivisione, capace di rendere accessibile la complessità del lavoro che si cela dietro ogni intervento di restauro.  Il ritorno della Madonna col Bambino degli Alemanno non è stato soltanto la restituzione di un capolavoro, ma il recupero di un frammento identitario, un ponte tra storia e comunità che intende continuare a generare conoscenza, appartenenza e bellezza".