Carceri in provincia di Caserta. L'Osservatorio chiede interventi per migliorare l'abitabilità






Articolo pubblicato il: 17/07/2026 09:40:05

Questo il comuicato stampa pervenutoci in redazione: "L’Osservatorio Provinciale di Caserta sulle Carceri esprime forte preoccupazione per la situazione ormai insostenibile che caratterizza gli istituti penitenziari del territorio: Aversa, Santa Maria Capua Vetere - si legge nel comunicato - Carinola e Arienzo.

Una condizione che rispecchia fedelmente la drammatica tendenza nazionale, con un sovraffollamento che supera le soglie di tollerabilità e che compromette ogni prospettiva di tutela dei diritti fondamentali, sicurezza e trattamento rieducativo. Negli istituti casertani la pressione detentiva - si legge ancora - ha raggiunto livelli critici: celle pensate per due persone ne ospitano tre o quattro, gli spazi comuni risultano insufficienti, le attività trattamentali vengono ridotte al minimo e il personale — sanitario, educativo e di polizia penitenziaria — opera in condizioni di costante emergenza.

Il disagio psichico, l’autolesionismo e le tensioni interne sono in aumento, in linea con quanto registrato a livello nazionale, dove il sovraffollamento ha superato i 64 mila detenuti. La recente mobilitazione nazionale dei Garanti territoriali - si legge ancora -  e i provvedimenti giudiziari che hanno interessato altri istituti italiani confermano che il problema non è più circoscritto a singole realtà, ma rappresenta una crisi strutturale del sistema penitenziario. Anche nel nostro territorio, le criticità rilevate da operatori, volontari e familiari dei detenuti richiedono un intervento immediato e coordinato.

L’Osservatorio Provinciale di Caserta chiede con forza: Interventi strutturali per migliorare l’abitabilità, la sicurezza e la salubrità degli istituti. Rafforzamento del personale educativo, sanitario e di polizia penitenziaria, oggi numericamente insufficiente. Misure deflattive selettive che consentano - prosegue il comunicato - di ridurre la pressione detentiva senza compromettere la sicurezza. Potenziare le misure alternative per i detenuti con residui di pena brevi e senza profili ostativi. Un piano straordinario per il disagio psichico, oggi una delle emergenze più gravi negli istituti casertani.

La dignità delle persone detenute e quella degli operatori non sono in contrapposizione: sono parte della stessa responsabilità istituzionale. Un carcere sovraffollato non rieduca, non cura, non reinserisce e non garantisce sicurezza. È necessario che le istituzioni nazionali e regionali assumano decisioni coraggiose e immediate, affinché anche gli istituti di Aversa, Santa Maria Capua Vetere, Carinola e Arienzo non continuino - si legge ancora - a essere luoghi di sofferenza e di diritti sospesi. L’Osservatorio Provinciale di Caserta ribadisce il proprio impegno nel monitorare, denunciare e proporre soluzioni concrete, convinto che il carcere debba tornare a essere un luogo costituzionale, dove la pena non annulla la persona".