Questo il post Facebook del Lions Club Caserta Host: "Nello scenario del Quartiere militare borbonico, realizzato su consulenza dell’architetto Vanvitelli, in una atmosfera rievocativa della storia della città di Caserta e in un clima intriso dal senso di comunità e appartenenza al territorio il Lions Club Caserta Host, Club più antico della città di Caserta, ha conferito il Premio “Eccellenze del territorio nelle arti e nelle professioni” a Francesco Piccolo, casertano di nascita, casertano insieme con tutta la sua famiglia che è l’essenza della città di Caserta.
Primo dei tre figli di una famiglia borghese di ristoratori. Il padre Corrado Piccolo, infatti, calciatore in gioventù nei campionati di IV Serie e di Eccellenza e impiegato di banca, sposò Anna Russo, il cui papà Peppino aveva rilevato il ristorante Massa a metà degli anni Cinquanta, portandolo al livello dei più celebrati ristoranti di Napoli.
La Famiglia Piccolo è il basket di Caserta, lo zio Santino Piccolo è il fondatore della JUVECASERTA insieme con il fratello Romano.
Ed ancora persona importante nelle sua formazione: la zia Rosa Piccolo, che fu anche la sua professoressa di italiano gli ultimi due anni del liceo, severa di suo, con il nipote ancora di più.
Dopo essersi laureato in Lettere all’università “La Sapienza” esordisce in letteratura con il romanzo “Diario di uno scrittore senza talento” che si qualifica finalista al Premio Calvino.
Nel 2014 la conquista del Premio Strega, con “Il desiderio di essere come tutti”(Einaudi, 2013), definita dall’autore un’autobiografia dei suoi primi 50 anni perché “il desiderio di essere come tutti” è il desiderio di conciliare la scelta del comunismo con le origini borghesi, la profondità con la superficialità, la purezza con l’impurità, noi con gli altri.
“Il desiderio di essere come tutti” è appunto la voglia di essere comunità, noi che ci assomigliamo assieme agli altri che non ci assomigliano.
Oltre alla attività di narratore lavora nel mondo del cinema e vince tre David di Donatello, per le sceneggiature di “La prima cosa bella” (2010) e il “Capitale umano” (2014) di Paolo Verzí e “Il traditore” di Marco Bellocchio (2020). Scrive sceneggiature per noti registi tra cui Nanni Moretti, Silvio Soldini, Francesca Archibugi.
Ha sceneggiato la serie tv di successo l’”Amica Geniale”.
Scrittore, sceneggiatore, regista, giornalista.
É un ex collaboratore per i quotidiani “l’Unità” e “il Sole 24 ore” è docente dell’Università IULM di Milano per il Master Arti del Racconto.
Ultima sua opera “Cosa sono le nuvole”racconta il tramonto del sole di Totó, il buio che scende sulla sua vita sofferta e meravigliosa e lo fa con un sentimento di tenerezza, quasi di amore per quest’uomo che la sua generazione ha scoperto davvero solo dopo.
La sua scrittura resta un continuo tentativo di raccontare le contraddizioni dell'essere umano, tra desiderio di normalità e inevitabile diversità: "volevo essere come tutti e invece ero diverso come tutti”.
Francesco Piccolo non è uno di quegli autori legati a una singola "frase iconica" universalmente riconosciuta, ma è forse qui che si concentra il senso più autentico del suo lavoro.
“Volevo essere come tutti, e invece ero diverso come tutti”, frase che riassume in modo semplice ma profondo un paradosso universale: il desiderio di normalità che convive con l'unicità di ogni persona.
Un ringraziamento speciale a MariaGiovanna Piccolo, sorella di Francesco, che ha ritirato il premio e che ha scelto orgogliasamente e coraggiosamente di restare a Caserta, la città natale, per continuare con la sua partecipazione attiva alla comunità a portare sugli scudi il nome della sua Caserta".
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