Casapesenna. Il costo reale dei diritti delle donne al centro del confronto promosso da Rise Up nel presidio di legalità "Orientiamoci"






Articolo pubblicato il: 09/03/2026 10:45:00

Questa la nota giunta in redazione: "Nessuna mimosa, nessuna celebrazione rituale. A Casapesenna - si legge - l’8 marzo si è trasformato in un momento di riflessione pubblica sul valore reale dei diritti delle donne.

Nel presidio di legalità “Orientiamoci Famiglie in Rete”, si è svolto un partecipato incontro di confronto sul significato autentico della Giornata internazionale della donna. L’iniziativa è stata promossa da Lucia Cerullo, docente e criminologa, presidente di Rise Up e responsabile del presidio, con l’obiettivo di riportare l’attenzione sul significato originario dell’8 marzo e sul costo sociale che ancora oggi molte donne pagano nella vita quotidiana.

«L’8 marzo non è una semplice celebrazione. È il risultato di una lunga storia fatta di lavoro, rivendicazioni e diritti conquistati dalle donne nel corso del tempo. E allora la domanda che dobbiamo farci è una sola: quanto costa ancora oggi essere donna? Costa in termini di tempo. Costa in termini di opportunità. E spesso costa anche in termini economici.»

Attorno - continua - a questa riflessione si è sviluppato il dialogo tra amministratrici locali, associazioni e cittadinanza. All’incontro hanno partecipato il sindaco di Casapesenna Giustina Zagaria, il vicesindaco Maria Di Sarno e diverse rappresentanti dei comuni dell’Agro Aversano, segno di una crescente attenzione verso il modello sociale costruito attorno al presidio Orientiamoci.

Simbolo della serata è stata l’installazione “Il Muro della Disuguaglianza”, realizzata dall’architetto Chiara Coppola. Un’opera pensata non per dividere, ma per raccontare attraverso dati e simboli il peso spesso invisibile che ancora oggi grava sulle donne.

«Questo muro non divide. Questo muro racconta», ha spiegato Cerullo.

«Racconta il lavoro invisibile delle donne, il peso della cura, le responsabilità che spesso vengono date per scontate. La disuguaglianza non sempre si vede nei grandi numeri: spesso si nasconde nelle piccole cose della vita quotidiana. E noi oggi abbiamo scelto di renderla visibile.»

La scelta - prosegue - di ospitare l’iniziativa proprio all’interno di un bene confiscato alla criminalità organizzata ha rafforzato il valore simbolico dell’evento: un luogo un tempo legato al potere criminale che oggi diventa spazio di cittadinanza attiva e promozione dei diritti. La serata si è conclusa con un brindisi offerto dalle Cantine Palazzo Marchesale, che hanno scelto di sostenere uno dei laboratori creativi promossi da Rise Up all’interno del presidio di legalità. A rappresentare l’azienda erano presenti il professor Leonardo Vanacore e Corrado Benfidi, testimoniando come l’imprenditoria possa diventare supporto e alleata dei percorsi di rinascita sociale dei territori.

L’iniziativa ha confermato il ruolo del presidio “Orientiamoci Famiglie in Rete” come spazio di partecipazione civica e laboratorio di innovazione sociale nel territorio dell’Agro Aversano".