Caserta. Al Liceo Manzoni dibattito sul romanzo giallo storico di Raffaele Zocchi






Articolo pubblicato il: 19/03/2026 17:25:37

Questo il comunicato stampa pervenutoci in redazione:

"Una strada nel bosco”: il giallo storico di Raffaele Zocchi tra cultura olivettiana e Napoli settecentesca al Liceo “Manzoni” di Caserta.

La storica figura di Adriano Olivetti ed il suo modello imprenditoriale continuano a nutrire i progetti di chi vede nell'impresa un laboratorio di civiltà dedicato alla valorizzazione del capitale umano e sociale. In questa prospettiva - si legge nel comunicato - si inserisce l’iniziativa promossa dal Liceo “Alessandro Manzoni” di Caserta, che ha fatto da cornice ad un appuntamento di assoluto rilievo, dando voce a un autore la cui formazione è profondamente radicata in quell’esperienza industriale e culturale.

L’evento, parte del progetto educativo “Manzoni”, che ha già affrontato in passato la tematica del “bosco” collocandosi nel più ampio percorso culturale “Debate” promosso con determinazione dall’ex Docente di lettere Silvana Virgilio, nonché moderatrice dell’incontro, ha fornito agli studenti la consapevolezza che la vera conoscenza nasce sempre - si legge ancora - dall'unione tra sapere tecnico, passione civile e memoria storica.

Accanto a Mauro Nemesio Rossi, Presidente dell’associazione Spille d’Oro Olivetti della Campania e del Museo A. Olivetti di Caserta, che ha delineato la cornice educativa dell'iniziativa, sono intervenute la giornalista Vittoria Caso, in veste di Presidente dell’associazione Clarae Musae - si legge ancora - e la Professoressa Silvana Virgilio, che ha guidato il dialogo con l'autore Raffaele Zocchi.

La peculiarità del romanzo “Una strada nel bosco” risiede nella sua capacità di far dialogare i meandri del passato con le sfide del presente, offrendo agli studenti una chiave di lettura del territorio assolutamente inedita. Questo giallo storico, il terzo di una serie, è ambientato nel Real Bosco di Capodimonte nella Napoli del Settecento - prosegue il comunicato - un luogo che diventa un labirinto di luci e ombre dove si riflettono le contraddizioni di un'epoca. In questo nuovo romanzo, l'autore ricostruisce l'intreccio sociale tra nobiltà, ceti emergenti e plebe, restituendo a ciascuna componente una specifica dignità espressiva e una voce perfettamente calata nel proprio contesto storico. Il testo è un omaggio alla storia di Napoli, filtrata attraverso una mente tecnica che non rinuncia mai al potere evocativo della parola. Zocchi - si legge ancora - incarna perfettamente l'archetipo dell'intellettuale di scuola olivettiana: ingegnere meccanico esperto in metallurgia d'avanguardia e già dirigente presso lo storico stabilimento di Ivrea, ha successivamente messo la sua esperienza al servizio della Laminazione Sottile di San Marco Evangelista, consolidandosi come figura chiave in una delle realtà industriali più significative della Terra di Lavoro.

Ingegnere di professione ma umanista per vocazione, Zocchi non ha mai reciso il legame con la sua formazione classica. Il suo percorso narrativo evoca la grande stagione degli anni Sessanta e Settanta, quando la fabbrica di Ivrea divenne un laboratorio di talenti, confrontandosi con figure del calibro di Ottiero Ottieri - prosegue il comunicato - Paolo Volponi, Franco Ferrarotti e Natalia Guinsburg, dimostrando come il rigore scientifico e la sensibilità poetica possano alimentarsi vicendevolmente. Adriano Olivetti, autore dell’umanesimo industriale, ridefinì il ruolo dell'impresa come custode del capitale umano, elevando la cultura da privilegio a diritto inalienabile dei lavoratori e motore dello sviluppo sociale - si legge ancora - regalando al mondo un’eredità culturale come quella di Raffaele Zocchi.

Nell’attuale contesto storico, lo spirito olivettiano identifica nella formazione un atto di responsabilità sociale, dove la crescita intellettuale del singolo nutre lo sviluppo civile della comunità. Questa filosofia è sposata ampiamente dal Liceo Manzoni che, sotto l’egida della Dirigente Scolastica Adele Vairo, è orientato a formare cittadini capaci di tessere legami tra ambiti di studio differenti, invitando gli studenti a esplorare le proprie radici - si legge ancora - con metodo e curiosità. La scelta di ospitare una narrazione firmata da un Ingegnere riflette l'idea di una cultura priva di barriere. L’incontro è stato coordinato dalle docenti Anna Pasquariello e Marianna Marsilio e si è avvalso della collaborazione del Polo Museale della Provincia di Caserta, MUDITEC OLIVETTI".