Questo il comunicato stampa diffuso da Confcommercio Caserta:
"Via Ferrante e via Mazzini, i gestori dei locali dicono 'no' alle campagne discriminatorie nei confronti della categoria
Chiedono l’installazione della videosorveglianza, rivendicano di non avere nulla a che fare con la malamovida e auspicano di non essere additati come responsabili di un fenomeno, quello della movida selvaggia, che non li riguarda direttamente. Sono i gestori dei locali - si legge nel comunicato - di via Ferrante.
‘Stiamo facendo gruppo, avvalendoci del sostegno di Confcommercio Caserta, per sensibilizzare tutti al rispetto delle regole – fa notare Maurizio Di Nardo, titolare di ‘Radicali Liberi’ – abbiamo avviato un dialogo con le istituzioni e con il comitato dei residenti - si legge ancora - e sfido chiunque a dire che in questa strada non vengano osservate alla lettera le ordinanze comunali, anche quelle più restrittive.
Non solo quindi quella che prevede la chiusura dei locali alle due di notte ma anche quella relativa al divieto di vendita e somministrazione per asporto di bevande alcoliche a partire dalle ore 23. Non ci sono più gli schiamazzi notturni e tanti locali si sono dotati - si legge ancora - a proprie spese, di un servizio di vigilanza per garantire la sicurezza del personale e dei clienti. Alla luce di tutto ciò chiediamo soltanto che si metta fine ad una campagna denigratoria che continua a indicare questa strada come luogo di caos. Così non si fa altro - si legge ancora - che penalizzare le attività commerciali che cercano di svolgere il proprio lavoro con senso di responsabilità’. Riflettori accesi anche sui sopralluoghi delle forze dell’ordine.
‘Si continua a dire che non ci sono controlli in via Ferrante ma non è vero – aggiunge Davide Palmiero, titolare del ‘Sunshine’ – i controlli sono continui e nell’ultimo periodo sono stati anche intensificati. Almeno in questa strada. Bene farebbero le istituzioni - si legge ancora - a monitorare anche altre strade della città dove probabilmente non c’è la stessa attenzione mediatica. Sappiamo dai nostri clienti infatti che ci sono locali in altre zone di Caserta che chiudono ben oltre le due e questo sta comportando per noi una riduzione dei flussi e una perdita di incassi’.
I gestori rivendicano poi anche di essere contribuenti del Comune e di aver diritto, in quanto tali, ad un trattamento che non sia discriminatorio: ‘E’ assurdo che si continui a parlare del centro storico per partito preso e senza che ci siano evidenze di ciò che si dichiara – rincara Alfonso Ciaramella, titolare del bar Mazzini – rivendichiamo con forza - si legge ancora - questa nuova stagione che ci vede molto uniti come categoria e continueremo a farci portavoce del rispetto delle regole come abbiamo sempre fatto. Restiamo in attesa di un confronto con i commissari straordinari del Comune, ai quali abbiamo chiesto di essere convocati per affrontare il nodo legato all’ordinanza per il divieto della vendita per asporto delle bevande alcoliche, perché riteniamo che questo provvedimento penalizzi pesantemente - conclude il comunicato - la categoria senza apportare alcun vantaggio concreto sul piano della sicurezza del territorio".
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