Articolo pubblicato il: 13/04/2026 16:20:01
Questo il post facebook della pagina della scuola di classe dirigente di Caserta Polity Design: "Sabato 18 aprile avremo una giornata di lezione specialissima perché cercheremo di capire come un cimitero, un palazzo monumentale, un museo come il Museo campano o un monumento come la Reggia possano diventare un simbolo nel mondo
Se diamo per assodato che la Reggia sia conosciuta ovunque, ci sbagliamo! Nel 2014 era precipitata ormai in un buco nero con soli 300mila paganti. E' stata l'opera lungimirante di un uomo solo al comando a farla di nuovo brillare: Mauro Felicori. E con lui passeremo almeno la mattinata a confrontarci. Essere classe dirigente significa anche sognare di poter dirigere la Reggia o far brillare l’eremo o la chiesa vicino casa
Una struttura complessa come un grande monumento non può essere demandata alla burocrazia ministeriale ma deve poter essere guidata dalle migliori risorse di un Paese o anche rivolgendosi al mercato dei talenti straniero. Chi ha visto a Caserta la trasformazione dell’ultimo tratto di Corso Trieste, da luogo abbandonato a spazio rutilante della movida e dei turisti conosce l’immenso potenziale della Reggia
Cosa accadrebbe se la città arrivasse a due milioni di visitatori paganti? Quanta incredibile energia rimarrebbe in città? Non solo corso Trieste, tutto il centro storico rivivrebbe. Avete mai pensato di contare quanti B&B sono nati dal 2015 a oggi?
È il motivo per cui la lezione di sabato è cruciale: cerca di spiegare una delle strade esistenti già in atto a Caserta per farla rinascere e mai realmente perseguite se non nell’epoca Felicori! Quale è il segreto? Quale è il metodo che bisogna seguire in ogni luogo d’arte d’Italia?
Mauro Felicori (Bologna, 2 marzo 1952) è un dirigente pubblico italiano. Direttore generale della Reggia di Caserta dal 2015 al 2018, dopo essere stato dal 1986 dirigente del Comune di Bologna, ricopre da febbraio 2020 a dicembre 2024 la carica di consigliere regionale e assessore alla cultura e al paesaggio della Regione Emilia-Romagna
BIOGRAFIA
Laureato in filosofia all'Alma Mater Studiorum di Bologna, si specializza in Economia della cultura e politiche culturali. Entra nel Comune di Bologna occupandosi di politiche giovanili, diventa dirigente nel 1986, è direttore dell'edizione 1988 della Biennale dei Giovani Artisti dell'Europa Mediterranea, dal 1993 al 1999 è capo di gabinetto del sindaco Walter Vitali. Dal 2011 al 2015 è direttore del Dipartimento economia e promozione della città, occupandosi sempre di politiche giovanili ma anche di sviluppo delle produzioni artistiche, turismo e marketing territoriale, networking europeo. Insegna anche all'Alma Mater di Bologna gestione e organizzazione delle imprese culturali. Responsabile dei servizi civici per il Congresso Eucaristico Nazionale con Papa Giovanni Paolo II nel 1997, promuove la candidatura di Bologna Capitale della Cultura nel 2000 e coordina la presenza di Bologna nel Giubileo del 2000
I CIMITERI
Divenuto responsabile anche del settore Cimiteri della città di Bologna, promuove un progetto che coinvolge il Monumentale della Certosa felsinea e fonda l'Associazione dei Cimiteri monumentali europei. In quest’ambito conduce esperienze pionieristiche di applicazioni Ict ai beni culturali. Dopo essere stato designato dal presidente della Regione Campania, De Luca, al commissariamento della Fondazione Ravello, nel febbraio 2019 la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena lo sceglie come direttore di Ago Modena Fabbriche Culturali, un progetto da 120 milioni di euro, mirato alla riqualificazione dell'ex ospedale settecentesco Sant'Agostino destinato ad ospitare parte degli istituti presenti nel Palazzo dei Musei
I VENTI
Nell'ottobre 2015 fa parte della squadra dei venti direttori (otto stranieri) nominati nei principali musei italiani e scelti con la procedura di selezione internazionale promossa dalla riforma dei musei statali voluta dal ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini. Felicori, che non è uno storico d'arte ma si definisce «dirigente d'idee», è nominato direttore della Reggia di Caserta.
L’UOMO CHE LAVORAVA TROPPO
Poco attento all'immagine, considera i musei come aziende: è il primo a presentarsi in ufficio e l'ultimo ad andarsene. E proprio perché «lavora troppo», nel febbraio 2016 i sindacalisti della Uil, Cgil, Usb e Ugl indirizzano una nota di protesta al ministero dei Beni Culturali accusando Felicori di lavorare fino a tardi la sera, «tenendo aperti gli uffici e mettendo così a rischio l'intera struttura museale, oltre a consumare energia elettrica». La polemica è tale da indurre la Treccani ad inserire nel 2016 il nome di Mauro Felicori nel «Libro dell'anno» con il titolo: «Il direttore che lavorava troppo»
LE INIZIATIVE
Molte le sue iniziative. Nel giugno 2016 allestisce la storica mostra «Terrae motus», la collezione progettata dal gallerista napoletano Lucio Amelio e realizzata con le testimonianze di un gruppo internazionale di artisti, da Andy Warhol a Robert Rauschenberg, da Enzo Cucchi a Mimmo Paladino, sul terremoto che ha colpito il Sud nel 1980. In tre anni il numero dei visitatori subisce uno straordinario incremento arrivando ad un milione di presenze. Commenterà Roberto Saviano su L'Espresso: «Di Felicori mi interessa il modo di comunicare perché è una comunicazione concreta e quindi è una comunicazione vincente. Non promette cambiamenti ma cambia le cose in tempi reali e poi ne commenta i risultati». Tra le altre cose, riesce a far rivivere, con un colpo di genio, la Vigna della Reggia, andata persa oltre 150 anni fa. Un scelta geniale che permette alla città di avere un nuovo asset monumentale internazionale, oltre che produttivo. Felicori lascia nell'ottobre 2018 per pensionamento obbligatorio con questi risultati: circa 2 milioni di euro di liquidità in cassa e il triplicarsi del numero dei visitatori (da poco più di 300.000 dell’ottobre 2015 agli oltre 900.000 quasi un milione del 2018)
ASSESSORE ALLA CULTURA DELL'EMILIA-ROMAGNA
Il 17 dicembre 2019, il presidente uscente e candidato del centro-sinistra alle elezioni regionali dell'Emilia-Romagna Stefano Bonaccini annuncia il nome di Mauro Felicori nel listino Bonaccini Presidente per la circoscrizione di Bologna. Il 26 gennaio 2020, Felicori viene eletto nel consiglio regionale. Il 28 febbraio 2020 entra in carica come assessore alla cultura e al paesaggio. Promuove la legge a sostegno delle case dei personaggi illustri, la legge per i cimiteri storico-monumentali, la legge per l'editoria. Riforma la legge per la promozione culturale. Trasforma l'Istituto per i Beni Culturali nel Dipartimento Patrimonio culturale della Regione. Organizza l'adesione della Regione alla Cineteca di Bologna e al Museo Internazionale della Ceramica di Faenza. Organizza la partecipazione della Regione al Pnrr dedicato ai borghi (con la scelta di Campolo e l'impegno dei privati) e al patrimonio rurale. Rafforza il sistema bibliotecario digitale aprendolo alle biblioteche scolastiche. Promuove l'acquisto di archivi e la loro digitalizzazione con il progetto Digital Humanities e la partecipazione al programma nazionale Pnrr con la digitalizzazione dei periodici dell'800. Finanzia un vasto programma di restauro di teatri e beni culturali
ALTRI INCARICHI
Ha insegnato alle Università di Genova, Udine e Bologna. È stato consigliere di amministrazione della Fondazione Marconi e della Fondazione Lucio Saffaro e componente del Comitato Scientifico della Fondazione Nino Migliori e commissario della Fondazione Ravello".