Caserta. Sanità. Cons. Reg. Smarrazzo (Casa Riformista): "In 'Terra di Lavoro' nessuna PET/TC pubblica in funzione. Scritto a Fico"






Articolo pubblicato il: 20/10/2026 20:35:20

Questo parte del testo della nota inviataci da Casa Riformista: "CAMPANIA, SANITÀ, SMARRAZZO (CR): NEL CASERTANO NESSUNA PET/TC PUBBLICA IN FUNZIONE, HO SCRITTO A FICO

Un appello al presidente della Regione Campania, Roberto Fico, per accelerare l'attivazione delle due PET/TC pubbliche previste per la provincia di Caserta e stabilire tempi certi per la loro entrata in funzione. A lanciarlo è il consigliere regionale di Casa Riformista – Noi di Centro, Pietro Smarrazzo, che ha inviato una nota al governatore, alla Direzione generale per la Tutela della Salute e all'ASL di Caserta, sollecitando l'attuazione della delibera regionale n. 269 del 21 maggio 2025.

“Nel Casertano  - spiega il consigliere Smarrazzo - manca una PET/TC pubblica in funzione, mentre ogni anno oltre mille pazienti sono costretti a rivolgersi a strutture fuori provincia o fuori regione per esami fondamentali, soprattutto per la diagnosi e il monitoraggio delle patologie oncologiche. È una condizione che pesa sui malati e sulle loro famiglie e alla quale bisogna dare risposte concrete. La salute non può aspettare i tempi della burocrazia”.

Sottolineando come la programmazione regionale abbia riconosciuto il fabbisogno di due apparecchiature pubbliche per l’ASL di Caserta, anche sulla base delle esigenze precedentemente rappresentate dalla stessa azienda sanitaria, compreso il servizio previsto ad Aversa, Smarrazzo precisa di aver chiesto “al presidente Fico di promuovere, insieme agli uffici regionali e all'ASL, ogni iniziativa utile volta a fornire ai cittadini della provincia di Caserta apparecchiature diagnostiche pubbliche”.

“La nostra priorità è rafforzare la sanità pubblica, garantendo ai cittadini servizi diagnostici efficienti e accessibili sul proprio territorio. Non possiamo rassegnarci a una situazione in cui, per effettuare un esame essenziale, un paziente oncologico debba affrontare viaggi e attese. La programmazione deve tradursi in fatti: investire nella diagnostica pubblica significa tutelare il diritto alla salute e ridurre le disuguaglianze nell'accesso alle cure”, conclude Smarrazzo".