Casertana: il sogno serie B è possibile?






Articolo pubblicato il: 21/09/2026 13:10:46

L'estate della Casertana è stata quella di una ricostruzione ragionata. In panchina è arrivato Vinicio Espinal, mentre il direttore sportivo Alessandro Degli Esposti ha messo insieme una rosa composta in larga parte da calciatori di proprietà, mescolando esperienza e gioventù: da una parte l'attaccante Jacopo Manconi, prelevato dal Benevento, il centrocampista Francesco Di Tacchio e il difensore Francesco Belli; dall'altra profili come il portiere classe 2005 Federico Magro, l'esterno Junior Ajayi e il giovane Colley. A bilanciare gli arrivi, le partenze pesanti di Butic, Llano e Heinz.

Le scelte raccontano una linea precisa: valorizzare i giovani e ridurre il divario con le squadre di vertice del girone. Non a caso la società ha come obiettivo dichiarato quello di migliorare il quinto posto dello scorso anno. Il sogno dei tifosi è ovviamente quello di conquistare la promozione diretta, anche se ad oggi le possibilità sono molto limitate. Per chi fosse pronto a puntarci possono tornare utili bonus e promozioni, come quelli comparati da Superscommesse. Degli Esposti, dal canto suo, ha promesso che i falchetti saranno “disturbatori seriali”. E le prime settimane di campionato sembrano avergli dato ragione.

Sei giornate, nessuna sconfitta

Il campo ha restituito una Casertana ancora imbattuta. Il 3-3 interno con il Barletta all'esordio e il 2-2 con la Scafatese avevano lasciato qualche dubbio, ma i successi esterni sul Savoia (1-2) e sull'Inter U23 (2-3), uniti all'1-0 sull'Altamura firmato da Colley al 94', hanno fatto volare i falchetti sulle ali dell’entusiasmo, salvo poi fermarsi sullo 0-0 contro il Cerignola. Un risultato comunque buonfo contro una delle squadre candidate al vertice della classifica e che porta a quota 12 punti in sei gare: quarto posto a soli tre punti dalla capolista Sorrento.

Il punto di forza è soprattutto offensivo: Manconi guida la classifica marcatori del girone con 5 reti (insieme ad Abreu e Cargnelutti) e la squadra è andata a segno in cinque delle sei partite disputate. Convince anche il rendimento lontano dal Pinto, dove finora il bilancio è di tre due trasferte con due vittorie e un pareggio, tutte su campi tutt'altro che agevoli. È il segnale di una squadra che regge l'urto e sa colpire nei momenti giusti, doti non banali in un girone che punisce ogni distrazione.

Il lavoro da fare riguarda invece la fase difensiva, vero neo di questo avvio: otto reti incassate in sei giornate sono troppe per chi vuole restare stabilmente nelle prime posizioni. Da migliorare anche il rendimento interno: prima del successo sull'Altamura, al Pinto erano arrivati soltanto due pareggi contro avversarie alla portata. Il gol partita di Colley, arrivato da subentrato in pieno recupero, ha però confermato che la linea dei giovani non è soltanto un proclama: è una risorsa concreta, soprattutto nelle gare che si sbloccano tardi.

Catania e Cavese: il calendario dirà la verità

Domenica 27 arriva al Pinto il Catania, partito a rilento come confermato dallo 0-0 in casa contro il Barletta, nonostante il poker della giornata precedente sembrava aver rilanciato la squadra a Picerno; il 3 ottobre tocca invece alla trasferta con la Cavese. Due gare complicate in due settimane, che diranno se questa squadra può davvero restare agganciata al gruppo di testa o se il quinto posto dello scorso anno resterà il metro di paragone. Il successo sull'Altamura, arrivato all'ultimo respiro, e la solidità difensiva mostrata contro il Cerignola ha però già detto qualcosa sul carattere del gruppo di Espinal. 

Il girone C, del resto, è sempre il più complicato e imprevedibile dei tre: al comando c'è un Sorrento fermato solo all’ultimo giornata dal Bari, che insieme a Potenza, Picerno e la stessa Cerignola restano tutte in un fazzoletto di punti. In un contesto simile, la promozione diretta è un traguardo per pochi, ma il gruppo playoff è alla portata di molte e la Casertana ha finora fatto tutto quello che doveva. Per trasformare un buon avvio in qualcosa di più servirà però cambiare passo proprio al Pinto: è lì che la corsa alla B si vince o si perde.