Ce. Ristorazione e celiachia: oggi il format di Fipe Confcommercio per aumentare la consapevolezza e saper gestire il gluten free






Articolo pubblicato il: 20/04/2026 17:28:33

Questo il comunicato inviatoci dall'ufficio stampa della Camera di Commercio di Caserta: "Ristorazione e celiachia, oggi il format di Fipe Confcommercio per aumentare la consapevolezza e saper gestire il gluten free  

Presentati due progetti dell’Aic Campania per i ristoratori e gli studenti dell’Alberghiero

Cresce in Italia il numero dei celiaci e con essi anche le istanze legate all’educazione alimentare e alla formazione degli operatori della ristorazione. Stando agli ultimi dati diffusi dal Ministero della Salute, gli intolleranti al glutine sono quasi 280mila, pari allo 0,5% della popolazione. Il 70% sono donne. La Campania risulta essere la terza regione per numero di casi dopo Lombardia e Lazio. Un quadro particolarmente significativo che impatta sulla comunità locale e che ha spinto la Fipe Confcommercio Caserta a interrogarsi sulle azioni da porre in essere per formare i ristoratori ed essere così in grado di rispondere in modo adeguato a tutte le richieste che arrivano dai clienti celiaci in materia di tracciabilità e provenienza dei prodotti, menu dedicati, organizzazione interna della cucina e non solo. Di questo e tanto altro si è discusso questa mattina alla Camera di Commercio in occasione del format “Ristorazione e Celiachia: tra fake news e opportunità di business”.

In apertura i saluti del presidente della Camera di Commercio, Tommaso De Simone: ‘Oggi, rispetto al passato, - ha detto - c’è una maggiore attenzione alla consapevolezza e alla cultura alimentare anche grazie alle attività svolte dalle associazioni di categoria su questi temi. Un plauso va dunque alla Fipe Confcommercio per aver acceso i riflettori su un fenomeno attuale e sempre più diffuso che la Camera di Commercio ha ospitato ben volentieri’. A introdurre i lavori Giuseppe Russo, presidente provinciale Fipe Caserta e presidente regionale Fipe Giovani Campania: ‘‘La parola d’ordine – ha detto nel suo intervento – deve essere l’inclusione. I celiaci, così come le persone che hanno una qualsiasi intolleranza alimentare o allergia ad alcuni cibi, devono poter gestire i pasti fuori casa in maniera serena e sicura. Perché ciò avvenga è fondamentale che noi ristoratori siamo preparati ad affrontare in maniera professionale e specializzata le loro esigenze, senza farli sentire discriminati o diversi dagli altri clienti. Da qui il protocollo d’intesa sottoscritto con l’Aic, Associazione italiana celiachia, per promuovere una ristorazione più sicura e consapevole per i celiaci in tutti i bar e locali anche attraverso il rispetto delle linee guida nazionali e territoriali dettate dalle Asl’.

‘Sono due i progetti che stiamo mettendo in campo – spiega Giulia Corrado, referente Aic Campania – il primo si chiama ‘Alimentazione fuori casa’ ed è un progetto di formazione destinato agli operatori del settore e che investe circa 4.200 esercizi commerciali, l’altro, invece, ‘A scuola di celiachia’, si rivolge agli studenti degli istituti alberghieri per fornire loro conoscenze sulla celiachia, sulle esigenze nutrizionali dei celiaci e sulla gestione del servizio, dal ricevimento delle merci fino alla produzione e alla distribuzione dei pasti’. Ha incentrato il suo intervento sulle opportunità di business fornite dal settore ma anche sull’importanza della comunicazione e sugli errori da non commettere nell’accoglienza dei clienti intolleranti al glutine invece il giornalista enogastronomico Alfonso del Forno, anche in relazione ai dati forniti da Eurispes: ‘Se è vero che in Italia ci sono quasi 280mila celiaci – ha precisato - è altrettanto vero che le persone che osservano una dieta senza glutine sono invece quasi 11 milioni, pari al 18% della popolazione. Molti lo fanno per moda, altri perché ritengono che mangiare gluten free sia più salutare, a tanti altri viene suggerito dai medici perché sono affetti da una serie di patologie. Si tratta di una platea notevole che corrisponde anche ad una fetta di mercato non secondaria alla quale bisogna saper fornire risposte serie e concrete’. Durante il format anche la testimonianza dell’imprenditore Giuseppe Iovino, titolare del birrificio Magifra di Capua, che ha incentrato il 90% della sua produzione sulle birre gluten free. ‘Ogni dieci birre che produciamo – spiega – nove sono certificate senza glutine ma l’obiettivo è arrivare, entro fine anno, al 100% della produzione. Stiamo portando avanti un progetto con il Cnr di Avellino per brevettare una nuova birra che dovrebbe essere pronta a breve’. In sala anche una rappresentanza degli studenti dell’istituto alberghiero ‘Ferraris’ di Caserta".