Questo il comunicato inviatoci in redazione: "Un ponte tra Caserta e Bratislava: successo per il festival “Vibrazioni Slovacche”
CASERTA. La cultura abbatte le distanze. Si è chiusa tra applausi e commozione “Vibrazioni Slovacche”, la rassegna promossa dall’associazione Tatra tra Capodrise, Casagiove e Caserta in un ponte culturale tra Italia e Slovacchia. Il festival si è aperto sabato a Capodrise, nella Chiesa di Sant’Andrea Apostolo, addobbata con le bandiere di Italia, Slovacchia e Unione Europea. A dare il tono alla serata è stato il messaggio di auguri dell’Ambasciatore della Repubblica Slovacca Peter Kmec, letto dalla conduttrice Stefania Sparaco. Poi gli interventi istituzionali. Al microfono, il sindaco di Capodrise, Vincenzo Negro, la presidente dell’associazione Tatra, Zuzana Vra%u0148aková Pengue, il parroco don Giuseppe Di Bernardo, Andrea Bucolo, in rappresentanza del Console onorario per Campania, Basilicata e Calabria Vincenzo Moretta, e l’onorevole Giampiero Zinzi, presidente della Commissione parlamentare per i rapporti bilaterali Italia-Slovacchia.
Subito dopo gli interventi delle autorità, Ludovico Gigliano ha rivolto un caloroso messaggio di benvenuto in lingua slovacca agli ospiti e alle delegazioni presenti, dando così ufficialmente il via al programma artistico. Poi il sipario, quello ideale, si è aperto sull’Orchestra da Camera di Kysuce, diretta dal maestro Enrico Volpe, con la partecipazione della soprano Kristína Zbon%u010Dáková. La risposta del pubblico è andata oltre i confini della provincia. In chiesa c’erano spettatori arrivati dai comuni vicini, da Napoli e persino dagli Stati Uniti. Il concerto si è chiuso con una lunga standing ovation sulle note della celebre canzone di Gejza Dusík dedicata alla terra natia. Tra il pubblico anche i componenti della Compagnia Teatrale Giovanile EVA. La musica non è stata l’unica protagonista. La chiesa ha ospitato i dipinti ad acquerello e olio del pittore slovacco Jozef Baus Sr. e una selezione di ceramiche tradizionali di Modra. Due linguaggi diversi, la pittura e l’artigianato, che hanno accompagnato il pubblico dentro la cultura slovacca.
Dalla musica al teatro, il giorno dopo, a Casagiove. Al Teatro Peppino De Filippo la Compagnia Teatrale Giovanile EVA, guidata dalla regista Eva Matysová, ha portato in scena “Ja, Francesco” (“Io, Francesco”). Lo spettacolo è stato introdotto dalle parole di Ludovico Gigliano. L’ultimo appuntamento è stato lunedì a Caserta, nella Chiesa di San Francesco di Paola. A chiudere la rassegna è stato il concerto dell’Orchestra Kysucký, ancora con la voce di Kristína Zbon%u010Dáková. Un saluto alla Terra di Lavoro dopo tre giornate costruite attorno a un’idea semplice: la cultura può creare relazioni anche quando le lingue non coincidono. Dietro il festival c’è stato il lavoro di Marcela Gigliano, componente del Consiglio Pastorale per la Multiculturalità della Parrocchia Sant’Andrea Apostolo-Immacolata Concezione di Capodrise e vicepresidente dell’associazione Tatra. Accanto a lei i volontari della Protezione Civile di Capodrise, il Comitato San Donato e una rete di sponsor locali che ha sostenuto l’iniziativa. Tra i sostenitori, come main sponsor, PREMIDA Serramenti. Hanno contribuito anche Dante Pizzeria Capodrise, Dodeca Capodrise, FlorArt Capodrise, Liciberto Edilizia, Michelangelo Bibite, Oggettivamente Casa, Petrucci (USA), Pontillo Service e Quattro D Ristorazione".
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