Cpr a Castel Volturno. Associazioni presentano esposto alla Commissione Europea






Articolo pubblicato il: 21/05/2026 11:28:15

Questo il comunicato stampa pervenutoci in redazione:
 
"CPR a Castel Volturno: presentato esposto alla Commissione Europea per Violazione del Diritto Ambientale
 
Le associazioni ELSA ETS, rappresentata da Leda Tonziello e ASOIM, guidata da Maurizio Fraissinet hanno presentato un esposto alla Commissione Europea. L'obiettivo è segnalare le gravi violazioni - si legge nel comunicato - del diritto ambientale comunitario legate al progetto di realizzazione di un Centro di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) a Castel Volturno, precisamente nella delicata area umida denominata “La Piana”.
 
La zona, di straordinario valore ecologico, è un ecosistema strategico e vulnerabile del litorale domizio, già sottoposto a forti pressioni urbanistiche. A conferma del suo pregio naturalistico, l'area è attualmente in uso al Reparto Biodiversità - si legge ancora - dei Carabinieri Forestali, elemento che ne attesta l'inconfutabile valore ambientale.
 
Le associazioni sottolineano come l'opera rischi di violare le Direttive europee "Habitat" e "Uccelli", minacciando la biodiversità locale. È inoltre in corso l'istruttoria presso la Regione Campania per il riconoscimento del sito come Zona di Protezione Speciale (ZPS). Oltre ai danni ecologici, l'insediamento di una struttura detentiva ed emergenziale - si legge ancora - andrebbe ad aggravare le già complesse dinamiche sociali di Castel Volturno, assestando un colpo durissimo all'immagine della comunità e ai suoi sforzi di riscatto turistico e culturale.
 
A far scattare il ricorso a Bruxelles sono state le motivazioni fornite da Invitalia in risposta alla diffida legale presentata da ELSA ETS, ASOIM ed ENPA nell’ambito della procedura di gara relativa alla realizzazione del CPR. I firmatari dell'esposto evidenziano - si legge ancora - tre grandi anomalie procedurali e giuridiche: l'uso indiscriminato dei regimi derogatori, l'assenza di progettazione preventiva e il totale azzeramento del coinvolgimento pubblico.
 
Invitalia ha infatti richiamato il regime derogatorio del cosiddetto "Decreto Cutro" e delle normative speciali in materia, affermando che l'opera può procedere "in deroga ad ogni disposizione di legge diversa da quella penale". Per le associazioni - si legge ancora - questo approccio azzera di fatto le tutele urbanistiche e ambientali nazionali.
 
Invitalia ha ammesso che valutazioni ambientali e autorizzazioni saranno acquisite solo successivamente, un modus operandi che contrasta nettamente con i principi europei di prevenzione e precauzione, che esigono verifiche prima del via libera ai bandi. Infine, la scelta della localizzazione è avvenuta tramite interlocuzioni blindate tra amministrazioni statali - prosegue il comunicato - escludendo totalmente i cittadini, la comunità scientifica e il terzo settore.
 
Secondo i promotori dell'esposto, legare il nome di Castel Volturno a una struttura detentiva ed emergenziale, invece che alla valorizzazione delle sue straordinarie risorse ambientali, significa condannare l'area a un'ingiusta - si legge ancora - e permanente etichetta di "terra di criticità".
 
"Chiediamo alla Commissione Europea di verificare con urgenza la compatibilità del progetto con il diritto europeo e di intervenire per garantire la legalità delle procedure. La gestione dei flussi migratori e le politiche di sicurezza non possono prescindere - prosegue il comunicato - dalla salvaguardia del patrimonio naturale.
 
Non esiste alcuna ragione emergenziale che possa giustificare il sacrificio di ecosistemi fragili, né si può continuare a calpestare la dignità di una comunità che chiede sviluppo sostenibile. Le deroghe normative – conclude Leda Tonziello – non devono tradursi in una sospensione dello Stato di diritto ambientale, né nella cancellazione dei principi di trasparenza e partecipazione - si legge ancora - democratica sanciti dall'Unione Europea".