Questo il post pubblicato sulla sua pagina Facebook dal Consigliere comunale ed ex candidato Sindaco del centrosinistra di Marcianise Lina Trataglione: "Non si dica che non siamo stati collaborativi. Non si dica che il centrosinistra si è sottratto alle proprie responsabilità. Non si dica - si legge nel post - che non esisteva una via d’uscita politica. Perché tutto questo è falso.
La verità è che il sindaco Trombetta ha scelto scientemente di portare Marcianise nel baratro istituzionale, preferendo le proprie difficoltà politiche al bene della città. Dal primo giorno del suo mandato ha governato senza una maggioranza, trasformando il Consiglio comunale - si legge ancora - in un mercato politico fatto di trasformismi, accordi opachi e cambi di casacca, sottraendo consiglieri alla coalizione che aveva perso le elezioni per appena 60 voti. Un’anatra zoppa diventata metodo di governo.
Da due mesi quel sistema era definitivamente imploso. I numeri non c’erano più, le fratture interne erano insanabili. Ha tentato - si legge ancora - fino all’ultimo di ricomporsi, ha provato a recuperare pezzi, a “comprare” consenso politico. Non ci è riuscito. Solo allora si è rivolto a noi.
Al centrosinistra. Non per una scelta politica chiara - si legge ancora - ma come strumento di pressione e di ricatto verso chi lo stava abbandonando.
Nonostante questo, noi abbiamo scelto la responsabilità. Abbiamo risposto all’appello per evitare il commissariamento, mettendo sul tavolo un sostegno trasparente, alla luce del sole, fondato su un presupposto politico non negoziabile: un governo - si legge ancora - di fine legislatura con una chiara trazione di centrosinistra, coerente con il voto dei cittadini e con la dignità delle istituzioni.
Dopo confronti e interlocuzioni, ieri mattina il sindaco aveva accettato, seppur con evidente difficoltà, questa soluzione. Nel pomeriggio di ieri ci siamo sentiti nuovamente - si legge ancora - e ci siamo accordati per lavorare già da oggi sui punti programmatici comuni.
E poi, alle 19.45 di ieri il colpo di coda. Le dimissioni. Senza una parola. Senza una spiegazione. Senza rispetto. Un gesto politicamente grave e istituzionalmente irresponsabile, che certifica una sola cosa: il sindaco ha preferito dimettersi - si legge ancora - piuttosto che assumersi la responsabilità di una scelta politica chiara, probabilmente ostaggio di veti, paure e ricatti interni.
Sia chiaro una volta per tutte: il commissariamento che incombe su Marcianise non è una fatalità, né colpa dell’opposizione.
È il risultato diretto di una gestione fallimentare, di due anni e mezzo di trasformismo e, infine, del rifiuto dell’unica soluzione possibile. Noi non abbiamo nulla da rimproverarci. Abbiamo fatto fino in fondo il nostro dovere. Altri hanno scelto la fuga. E Marcianise - si legge ancora - ancora una volta, paga il prezzo più alto".