Articolo pubblicato il: 30/06/2026 19:38:13
Questo il post pubblicato sulla sua pagina Facebook dal Sindaco di Marcianise Maria Luigia Iodice:
"La disabilità gravissima non può avere un prezzo e non può essere misurata attraverso l'ISEE. Da questo principio nasce l'importante decisione approvata all'unanimità dal Tavolo istituzionale dell'Ambito sociale, al quale hanno preso parte tutti i sindaci dei Comuni coinvolti: superare definitivamente il sistema - si legge nel post - delle graduatorie basate sul reddito per l'erogazione degli assegni di cura destinati alle persone con disabilità gravissima.
Desidero rivolgere un sentito ringraziamento alla nostra assessora Milena Taddia, che ha rappresentato il Comune con grande impegno e senso di responsabilità, contribuendo in maniera determinante a questa scelta. Fin dai primi giorni - si legge ancora - di amministrazione sta dimostrando dedizione e attenzione concreta verso le attività istituzionali e, soprattutto, verso i bisogni delle persone più fragili.
Negli ultimi anni si era determinata una situazione che molte famiglie hanno vissuto come profondamente ingiusta: persone riconosciute con la stessa gravissima disabilità, con identici bisogni assistenziali - si legge ancora - e gli stessi diritti, venivano distinte esclusivamente in base alla condizione economica del nucleo familiare. Alcune ricevevano il contributo, altre ne rimanevano totalmente escluse.
Una contraddizione che non poteva più essere accettata. Con la decisione assunta all'unanimità dai sindaci dell'Ambito, quando le risorse regionali non saranno sufficienti a coprire l'intero fabbisogno, non verranno più escluse decine di famiglie: il contributo - prosegue il post - sarà invece ridotto in modo proporzionale per tutti gli aventi diritto, garantendo a ciascuno il riconoscimento di un sostegno concreto.
È una scelta che non elimina il problema dell'insufficienza dei finanziamenti regionali, ma che rimuove una delle sue conseguenze più ingiuste: stabilire chi, tra persone tutte riconosciute come gravissime, debba essere aiutato e chi no. Abbiamo affermato un principio di civiltà e di equità: la gravità della disabilità non si mette in graduatoria - si legge ancora - e il diritto all'assistenza non può trasformarsi in una competizione economica tra famiglie che vivono la stessa sofferenza.
Perché davanti alla stessa fragilità non devono esistere cittadini di serie A e cittadini di serie B. E quando le risorse non bastano, la risposta più giusta è condividere equamente ciò che c'è, senza lasciare indietro nessuno. Questa è la politica che vogliamo: una politica - si legge ancora - che mette al centro la dignità delle persone, la giustizia sociale e la tutela dei più fragili".