Frosinone-Napoli 0 a 2 e senza troppa fatica


Articolo pubblicato il: 28/04/2019 16:17:04
Ultimo aggiornamento articolo: 28/04/2019 16:17:04

Non è da serie A questo Frosinone e per più di una ragione. Non ha un solo reparto di qualità compatibile con il massimo campionato. Difesa mediocre, centrocampo evanescente, attacco lodevolmente volenteroso, niente di più. Per opporsi alla superiorità tecnico atletica degli azzurri interventi rudi, gratuiti, al limite della cattiveria. Nel Napoli interessante la verve di Younes, driblomane che produce pericolosità e attira su di sé un paio di difensori, oltre a liberare spazi per Mertens e Milik. Di più un gol capolavoro, di quelli che conciliano con il calcio spettacolo. Per un tempo solo Napoli e Frosinone difensivista, a dispetto dei tre punti che lascerebbero aperto uno spiraglio alla permanenza in serie A. Gli azzurri ottimizzano il monopolio del centrocampo, ceduto totalmente dai ciociari e a tratti sembra di rivedere il Napoli di Sarri, la trama paziente, fitta di passaggi che precedevano l’affondo. Il guizzante Younes, è il minuto 19, ubriaca il diretto difensore dei gialli, che lo atterra. La posizione è allettante e Mertens non si fa pregare. Il tiro scavalca la barriera, Sportiello vede arrivare il pallone il ritardo. Uno a zero, per il tripudio dei duemila napoletani al seguito della squadra. E’ il gol numero 81 del belga che supera il primato di Maradona, è la 13esima rete in campionato. 300 le partite con la maglia azzurra. Chapeau. Bene Malcuit, incisivo percussore di destra, Ghoulam ancora alla ricerca della forma che prima del doppio interventi al ginocchio lo inserì tra i migliori terzini europei. Una sola occasione per il Frosinone all’8°, per responsabilità della difesa azzurra, deconcentrata, ma fuori la conclusione di Valzania, autore di una buona prestazione. The second time merita un paio di riflessioni. La prima è che forse va rivisto qualcosa della preparazione in casa degli azzurri, che fisicamente rispondono per poco più di un tempo alle fatiche della partita. La conferma nella ripresa. Il Napoli abbassa il ritmo del gioco e concede al Frosinone spazi e iniziativa. Fanno eccezione al minuto 64 il palo colpito da Callejon e l’immediata replica di Fabian Ruiz, respinta dalla traversa.

E’ bello tornare indietro con il cronometro, esattamente al quarto minuto della ripresa. Younes triangola con Milik e riceve il passaggio di ritorno nell’area di rigore del Frosinone, affollatissima di uomini in giallo. Il folletto tedesco se ne libera con una serie di veloci serpentine, si ritaglia lo spazio di centimetri per un tiro imparabile ed è 2 a 0. Il suo profilo racconta di 5 presenze nella nazionale tedesca e si pronostica un futuro esaltante nel Napoli, come sontuoso alter ego di Mertens, forse in partenza. Gli azzurri rallentano, in parte paghi del 2 a 0 e forse stanchi, falliscono buone occasioni, colpiscono per la terza volta il palo, seconda conclusione sfortunata di Callejon e badano a congelare il risultato.

Ancelotti imita il lupo dei proverbi. Perde il pelo, non il vizio e concede la vetrina di pochi minuti a Verdi e Ounas e forse non è la migliore scelta per valorizzare le seconde linee e non sminuirne la valutazione “di mercato”, accontentare De Laurentiis. Altro è il ritorno in campo di Albion, fuori per infortunio da due mesi. Entra all’ottantesimo, bentornato. Il dopo Frosinone sono otto infine i punti in più sull’Inter, a proposito di Campions League.