Relativamente alle contestazioni formulate dall'Assessora sui gruppi whatsapp, la quale definisce l'area verde denominata "collinette" quale discarica a cielo aperto in stato di totale abbandono, sostenendo che l’onere del controllo dei vandali, cassonetti pubblici, e dell’immondizia da essi generate su pubblica via sia di questa associazione, preme precisare la reale portata giuridica del rapporto pattizio in essere. L'atto di affidamento dell'area verde "collinette" circoscrive in modo tassativo la sfera prestazionale dell'associazione alla sola gestione del manto erboso, ovvero all'ordinario sfalcio e al taglio della vegetazione. La convenzione non attribuisce, né potrebbe in alcun modo attribuire, poteri o doveri di vigilanza sul territorio, di ordine pubblico, di polizia amministrativa o di gestione integrata dei rifiuti urbani. Risulta indispensabile richiamare le nozioni elementari del diritto amministrativo, che ogni amministratore pubblico è tenuto a conoscere: la gestione e il controllo costituiscono funzioni giuridicamente distinte e scisse. Un'associazione di volontariato, quand'anche affidataria della gestione del verde, non possiede né le prerogative né la potestà d'imperio (poteri) per esercitare funzioni di controllo e pubblica vigilanza, competenze che la legge riserva in via esclusiva all'Ente locale.
Il compito proprio di un Assessore non è muovere accuse pretestuose contro il tessuto associativo territoriale, bensì farsi promotore presso l'Ente di appartenenza affinché vengano predisposti i necessari servizi di vigilanza e repressione degli illeciti. Contestare all'affidatario del verde l'omessa vigilanza su atti vandalici (di lanci di cassonetti, e immondizia dei cassonetti, che dovrebbero essere svuotati ogni singolo giorno) denota una palese inosservanza del principio di tipicità degli obblighi contrattuali e una sconcertante disattenzione verso l'ABC della gestione pubblica. Le evidenze fotografiche diffuse ritraggono contenitori per i rifiuti originariamente collocati sul sedime stradale e successivamente vandalizzati e capovolti da soggetti terzi e incivili proprio all'interno dell'area "collinette". Si evidenzia la totale assenza di nesso di causalità tra la gestione del manto erboso svolta dall'associazione e il compimento di tali illeciti. L'accumulo di rifiuti è altresì imputabile al mancato o irregolare svuotamento periodico dei cestini da parte del soggetto gestore del servizio di nettezza urbana, competenza rispetto alla quale l'associazione è del tutto estranea e priva di qualsivoglia facoltà di intervento sostitutivo. Nel respingere integralmente ogni addebito di negligenza o inadempimento convenzionale, l'associazione invita l'Organo Amministrativo e in particolare all’assessora che ogni tanto espone le proprie accuse sui gruppi, ma mai verso la sua nuova associazione di riferimento (che caso) a rivolgere la propria azione ispettiva verso le effettive carenze strutturali che interessano il territorio della zona NATO.
Si contesta, in primo luogo, l'omessa vigilanza dell'Amministrazione in ordine al prolungato disservizio dell'impianto di illuminazione pubblica presso l'area piscina della zona NATO, rimasto inattivo per oltre trenta giorni con evidente pregiudizio per l'incolumità pubblica e la sicurezza urbana. La quale nemmeno all’insediamento della nuova giunta si è degnata di partecipare al consiglio comunale che la riguardava. Si evidenzia inoltre la persistente inerzia amministrativa di fronte alla proliferazione incontrollata di vegetazione infestante e ai reiterati episodi di sversamento illecito di rifiuti speciali e ingombranti lungo le arterie viarie della medesima area, phenomena ampiamente documentati e mai tempestivamente perseguiti. Si ribadisce infine che le risoluzioni delle criticità sul territorio sono scaturite in via pressoché esclusiva dalle puntuali e reiterate istanze formali trasmesse da questa associazione a mezzo Posta Elettronica Certificata, unico strumento avente valore legale idoneo ad attivare gli uffici competenti. A questo punto sorge spontaneo un interrogativo politico ed etico: se oggi a Gricignano si conosce il nome e la figura dell'Assessora Katia Puca è grazie al percorso storico e all'impegno profuso proprio da questa associazione. Ci si chiede se l'intento di questi continui attacchi non sia quello di delegittimare una realtà che da oltre un decennio incarna il senso autentico del volontariato sul territorio, al solo fine di agevolare e fare spazio a un'altra associazione manovrata da lei e dai suoi riferimenti per finalità di parte. La tutela delle periferie si fa con il rispetto delle regole e la valorizzazione di chi lavora da anni per la comunità, non con strategie d'ombra e strumentalizzazioni. Associazione Il Sole è Nato".