I Carabinieri restituiscono a vari Enti campani centiaia di beni archivistici recuperati






Articolo pubblicato il: 18/06/2026 12:22:33

Questo parte del comunicato stampa diffuso dal Comando Carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale: "Nella mattinata del 18 giugno 2026, a Napoli, nella sede della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Campania, si è tenuta una cerimonia per la restituzione di centinaia di beni archivistici e bibliografici - si legge nel comunicato - databili ai periodi XVIII - XX secolo, recuperati dal Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Napoli con la collaborazione della citata Soprintendenza.

La numerosa documentazione, composta da libri e testi storici contenenti atti civili, giudiziari e religiosi, sarà successivamente restituita ai diversi Enti pubblici ed ecclesiastici individuati come legittimi proprietari, tra i quali si menzionano: Azienda Acqua Bene Comune di Napoli, Azienda Napoletana Mobilità, Camera di Commercio di Napoli - si legge ancora - Archivio Fotografico Riccardo Carbone, Ente Autonomo Volturno, Fondazione Real Monte e Arciconfraternita di San Giuseppe dell’Opera di Vestire i Nudi, Istituto di Formazione Professionale Mater Dei di Napoli, Museo delle Arti Sanitarie di Napoli, Museo e Real Bosco di Capodimonte, Pio Monte della Misericordia di Napoli, Real Conservatorio della Solitaria di Napoli - prosegue il comunicato - Archivio di Stato di Caserta, Archivio di Stato di Napoli, Archivio di Stato di Salerno, Arcidiocesi di Napoli, Arcidiocesi di Benevento, Diocesi di Cerreto Sannita – Telese – Sant’Agata de’ Goti, Diocesi di Nola, Diocesi di Sorrento – Castellamare di Stabia, Sovrano Militare Ordine di Malta, Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III di Napoli, Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II di Napoli, Comuni di Atripalda - si legge ancora - Caivano, Caserta, Casoria, Melito di Napoli, Napoli, Ottaviano, Paolisi, Rotondi, San Giorgio a Cremano e Torre Annunziata.

Le indagini, che hanno consentito ai Carabinieri del Nucleo TPC di Napoli di recuperare gli importanti beni culturali, sono state avviate a seguito del controllo di un catalogo pubblicato online di una casa d’aste (...) che aveva ricevuto il mandato a vendere - si legge ancora - di centinaia di documenti archivistici di natura demaniale...

La riconsegna dei suddetti beni agli Istituti di provenienza consentirà il reinserimento di volumi e documenti di pregio nei contesti territoriali d’origine, garantendone - si legge ancora -  nuovamente la tutela, lo studio e la pubblica fruibilità all’interno degli archivi e delle biblioteche di pertinenza".