I movimenti casertani 'Lèp' e Polity Design, tra i promotori della Rete di Trieste






Articolo pubblicato il: 28/02/2025 09:49:58

Questo il comunicato stampa pervenutoci in redazione:

"I due movimenti casertani, Lèp e Polity Design, tra i promotori della Rete di Trieste

 

Lèp e Polity Design hanno partecipato alla prima assemblea della Rete di Trieste: non un partito, ma qualcosa di più. Una rete trasversale di amministratori, e non solo, di ispirazione cattolica, nata a Trieste, alle ultime Settimane Sociali, e che Polity Design ha contribuito a fondare partecipando fin dal primo incontro. Da ogni Regione d’Italia - si legge nel comunicato - sono arrivati a Roma oltre 400 amministratori locali, riuniti nella sala della Domus Mariae, sede storica di tante iniziative democristiane e del mondo cattolico. Amministratori locali, esponenti di associazioni e movimenti cattolici che vivono quotidianamente il territorio, città e provincia, e che ne conoscono problematiche, esigenze, ma anche punti di forza.

Anche il movimento di azione civica Lèp “Libertà è partecipazione” e la Scuola di classe dirigente - si legge ancora - “Polity Design” sono stati tra i partecipanti e i promotori della rete. A rappresentare Lèp a Roma i coordinatori Melissa Bonafiglia, Vincenzo Capuano e Alessandro Diana. La giovane attivista Bonafiglia e l’avvocato Diana hanno coordinato anche i lavori di gruppo, che si sono svolti nella serata di venerdì 14 febbraio, in qualità di facilitatori. Lavori di gruppo in linea con la mission - prosegue il comunicato - della Rete, quella di assicurare condizioni di protagonismo diffuso. Mentre per Polity Design è stata all’assemblea l’avvocato Monica Ippolito.

«Aver partecipato all’incontro della Rete di Trieste a Roma – spiega Luigi Ferraiuolo, fondatore di Lèp e di Polity Design – con la scuola del disegno delle relazioni Polity Design e con il movimento di azione civica Lèp, nato da un gruppo di ex allievi di Polity, ma autonomo e con un percorso ormai tutto proprio, è una grande novità per Terra di Lavoro, perché il mondo cattolico si fa protagonista non con dei singoli - si legge ancora - ma con un collettivo, pronto a intervenire e lavorare sul territorio nazionale. Vediamo con grande favore il nuovo attivismo del nostro mondo che nasce dalla spinta di Papa Francesco, per cui preghiamo, e dei vescovi italiani».

All'incontro di Roma hanno preso la parola politici nazionali e locali di diversa connotazione politica, ma che hanno in comune il riferimento alla Dottrina sociale della Chiesa - prosegue il comunicato - e percorsi formativi all'interno di associazioni e movimenti cattolici. Presenti anche i rappresentanti delle principali organizzazioni laicali ecclesiali.

Cos’è la “Rete di Trieste”? A questa domanda ha risposto Francesco Russo – uno degli attivisti della Rete, Vice Presidente del Consiglio regionale del Friuli e promotore del primo incontro – con la metafora dell’ornitorinco. L’ornitorinco è l’animale che sfugge di più alle classificazioni: becco e zampe d’anatra, corpo di un castoro - si legge ancora - senza etichette. La Rete di Trieste condivide con l’ornitorinco l’assenza di classificazione. Al di là dei partiti e della logica del bipolarismo, c’è la volontà di creare uno spazio di “democrazia del noi” aperto al dibattito e al confronto costruttivo.

«La Settimana sociale ha rappresentato un momento di svolta e di risveglio per quanto riguarda l'impegno dei credenti in politica – spiega Francesco Russo, vice presidente del Consiglio regionale del Friuli e promotore del primo incontro - La nostra rete sarà un luogo di confronto trasversale in cui porre un argine - si legge ancora - agli effetti deleteri di un bipolarismo esasperato. Non è un partito né una corrente né una lobby, ma un luogo realmente innovativo in cui cercare una risposta alla crisi dei partiti e della democrazia». La rete ora si darà una Carta d'identità, una governance snella e bipartisan con sorteggio e un obiettivo: presentare in cento città, in contemporanea, una proposta di buona amministrazione".