Questo il comunicato stampa perventoci in redazione: "Basilica di Sant'Angelo in Formis. Presentazione della pubblicazione «La priorale benedettina di Sant'Angelo in Formis. Documenti e studi per un secolo di restauri» a cura di Lucinia Speciale. Giovedì 10 settembre 2026 - si legge nel comunicato - alle 17.30, si parlerà di un secolo di restauri, di ricerca e di bellezza racchiusi nel volume “La priorale benedettina di Sant'Angelo in Formis. Documenti e studi per un secolo di restauri”, edizioni CoRes, curato da Lucinia Speciale, docente di Storia dell’Arte medievale all’Università di Lecce, con i contributi di Anna Capuano, Elisabetta Rizzo, Marta Acierno e Giuseppina Torriero. La presentazione della pubblicazione dedicata alla basilica millenaria e allo svelamento di un recupero che porta con sé la suggestione della storia e la forza di un’esperienza umana - si legge ancora - ci sarà esattamente cento anni dopo l'avvio dei primi interventi documentati sulla basilica. La pubblicazione ricostruisce, per la prima volta in modo organico e sistematico, un secolo di interventi conservativi su uno dei monumenti romanici più preziosi del Mezzogiorno.
La presentazione del volume rappresenta non solo un momento di divulgazione scientifica, ma anche un'occasione per celebrare il lavoro svolto da studiosi, tecnici, restauratori e istituzioni che hanno contribuito alla tutela e alla valorizzazione - si legge ancora - di questo straordinario monumento. Attraverso documenti d'archivio, rilievi, fotografie, studi specialistici e testimonianze inedite, il volume ripercorre le principali - si legge ancora - tappe che hanno segnato la conservazione della basilica dal 1926 ai giorni nostri. Un percorso che restituisce non soltanto la storia materiale dell'edificio, ma anche l'evoluzione delle metodologie di restauro - si legge ancora - delle conoscenze scientifiche e delle sensibilità culturali che ne hanno guidato la salvaguardia.
La pubblicazione offre così uno strumento per una lettura approfondita del rapporto tra memoria, tutela e valorizzazione di uno dei luoghi più significativi della storia - si legge ancora - medievale campana. Ricostruita nel 1072 per volontà dell'abate Desiderio di Montecassino, futuro Papa Vittore III, la basilica di Sant'Angelo in Formis è uno degli esempi più rappresentativi dell'architettura medievale - si legge ancora - dell'Italia meridionale. Custodisce il più esteso ciclo di affreschi medievali del Sud Italia e sorge ai piedi del Monte Tifata, sulle vestigia dell'antico santuario dedicato a Diana Tifatina, del quale la chiesa reimpiega colonne e capitelli. Ad accogliere i visitatori è un luogo di rara suggestione: il sagrato, incorniciato da maestosi cipressi secolari, si apre su un paesaggio che abbraccia la piana del Volturno, la città di Capua e, nelle giornate più limpide, il mare all'orizzonte. Dopo i saluti del parroco della basilica - si legge ancora - don Franco Duonnolo, del sindaco di Capua, Adolfo Villani, e dell’arcivescovo di Capua, monsignor Pietro Lagnese, ci saranno gli interventi di Luigi La Rocca, capo Dipartimento per la tutela del patrimonio culturale del Ministero della Cultura e di Mariano Nuzzo, soprintendente per l’Archeologia le Belle Arti e il Paesaggio per le province di Caserta e Benevento, Lucinia Speciale, Anna Capuano, Elisabetta Rizzo, Marta Acierno e Giuseppina Torriero.
La presentazione si svolgerà all'interno della Basilica. A rendere ancora più speciale l'evento sarà la rivelazione di un ritrovamento inedito, emerso durante i lavori di restauro e mai presentato prima al pubblico. Un nuovo tassello della storia della Basilica che verrà svelato esclusivamente nel corso della serata del 10 settembre - si legge ancora - offrendo ai presenti l'opportunità di assistere a una scoperta destinata ad arricchire ulteriormente la conoscenza di questo straordinario complesso monumentale".
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