Il messaggio per la Pasqua di Mons. Lagnese: "Il Signore vi dia Pace"






Articolo pubblicato il: 04/04/2026 14:19:18

Il messaggio per la Pasqua di Mons. Pietro Lagnese, Arcivescovo di Capua e Vescovo di Caserta: "Il Signore vi dia Pace!

Viene Pasqua; un’altra Pasqua con la guerra, anzi con le guerre: altre guerre che si aggiungono alle tante, troppe, che si combattono sul pianeta, con la loro spirale di morte e di distruzione, di odii e di rancori, di vendette e sete insensata di conquiste e di potere. Perché la guerra? Ci sarà un tempo in cui cesseranno le armi? “Quanti cannoni dovranno sparar / e quando la pace verrà? / Quanti bimbi innocenti dovranno morir / e senza saperne il perché? / Quanto giovane sangue versato sarà / finché un’alba nuova verrà? / Risposta non c’è o forse chi lo sa, / caduta nel vento sarà”: così cantavamo nel secolo scorso - con i versi della celebre "Blowin' in the Wind" di Bob Dylan, rivisitata da Mogol - mentre l’umanità, a pochi anni di distanza dal secondo conflitto mondiale, assisteva inerme a un'altra tragedia, quella della guerra in Vietnam.

Ci potrà essere la pace? È possibile un mondo senza guerre? La pace è un’utopia? “In verità - ci dice il Concilio - gli squilibri di cui soffre il mondo contemporaneo si collegano con quel più profondo squilibrio che è radicato nel cuore dell'uomo. È proprio all'interno dell'uomo che molti elementi si combattono a vicenda”. Egli, “debole e peccatore, non di rado fa quello che non vorrebbe e non fa quello che vorrebbe. Per cui soffre in sé stesso una divisione, dalla quale provengono anche tante e così gravi discordie nella società” (Gaudium et spes, 10). Chi, allora, ci darà la pace? “Cristo è la nostra pace”! - annuncia l’Apostolo Paolo - Egli è colui che con il suo Sangue “di due ha fatto una cosa sola, abbattendo il muro di separazione che li divideva, cioè l'inimicizia, per mezzo della sua carne”; Egli è venuto “per creare in se stesso, dei due, un solo uomo nuovo, facendo la pace, e per riconciliare tutti e due con Dio in un solo corpo, per mezzo della croce, eliminando in se stesso l'inimicizia” (Ef 2,14.16).

Sì, Cristo è colui che è venuto a fare nuovo il cuore dell’uomo. Per questo è venuto in mezzo a noi; e per questo ha donato la sua Vita. Perciò, la sera prima di morire, ai suoi dice: “Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi” (Gv 14,27). E per questo, la sera di Pasqua e otto giorni dopo, apparendo ai discepoli, li saluterà dicendo: “Pace a voi” (Lc 24,36; Gv 20,19.21.26). Sì, la pace è dono del Risorto! È Cristo che ci dà la pace vera! Perciò Papa Leone, la sera della sua elezione a Sommo Pontefice, salutava Roma e il mondo con queste parole: “La pace sia con voi! Questa è la pace del Cristo Risorto, una pace disarmata e una pace disarmante, umile e perseverante. Proviene da Dio, Dio che ci ama tutti incondizionatamente”.

Aveva detto Papa Francesco qualche anno prima: “La pace che Gesù ci dà non è la pace che segue le strategie del mondo, che crede di ottenerla attraverso la forza, con le conquiste e con varie forme di imposizione. Questa pace, in realtà, è solo un intervallo tra le guerre; la pace del Signore segue la via della mitezza e della croce: è farsi carico degli altri. Cristo, infatti, ha preso su di sé il nostro male, il nostro peccato e la nostra morte. Ha preso su di sé tutto questo. Così ci ha liberati. Lui ha pagato per noi. La sua pace non è frutto di qualche compromesso, ma nasce dal dono di sé”. Sì, la pace è possibile. La pace non è un’utopia! L’uomo è fatto per la pace e non per la guerra. La fraternità è la sua vocazione. C’è bisogno però che l’uomo riscopra Cristo, che lo accolga e che si lasci raggiungere da Lui.

L’aveva capito bene Francesco d’Assisi: aveva scoperto che solo quando incontra Cristo l’uomo trova pace, perché è Cristo la nostra pace, e non altri. In Lui, l’uomo sperimenta la riconciliazione con Dio e scopre di essere amato. Là, pacificato, con sé stesso, con gli altri, con il creato, diventa uomo di lode e di benedizione, e si scopre capace di misericordia, di perdono, di amore e di pace. Per questo Francesco, esattamente otto secoli fa, nel Testamento che, morente, volle consegnare ai suoi frati e a tutti noi, scrisse: “Il Signore mi rivelò che dicessimo questo saluto: il Signore ti dia pace!” (FF 121). Sì, il Signore ti dia pace! Non è solo un saluto; non è solo un augurio! È molto di più, è un annuncio. È il Signore che dà la pace! Accogliere Cristo significa trovarla; e sentire il desiderio di portarla e donarla. Il Signore vi dia la Pace! Santa Pasqua di Risurrezione!"