Questo il post Facebook del Sindaco di Marcianise, Maria Luigia Iodice: "Sono ore terribili per la nostra comunità. La morte di un altro giovane sul luogo di lavoro spezza il cuore e ci lascia sgomenti.
Tragedie come questa non possono essere affidate soltanto alle parole di cordoglio. È necessario fare piena luce su quanto accaduto, accertare eventuali responsabilità e verificare che non vi siano stati errori o violazioni delle norme di sicurezza.
Come Amministrazione comunale, faremo la nostra parte affinché siano compiuti tutti gli approfondimenti necessari e sia fatta chiarezza sulla vicenda.
In questo momento di dolore, rivolgo a nome mio e dell’intera comunità di Marcianise le più sentite condoglianze e la più sincera vicinanza alla famiglia di Antonio. A lui va il nostro pensiero e la nostra preghiera".

Questo parte del comunicato stampa diffuso dal Consigliere regionale Vincenzo Santangelo:
"Santangelo (FdI): 'Ancora una morte sul lavoro. Basta parole, servono controlli veri'
'Un ragazzo (...) è uscito di casa per lavorare e non è più tornato. La morte di Antonio (...) a Marcianise è l’ennesima tragedia che colpisce questa provincia e che non può essere archiviata come fatalità'. Così Vincenzo Santangelo - si legge nel comunicato - consigliere regionale di Fratelli d’Italia e presidente della Commissione Anticamorra. "Dietro ogni numero c’è una famiglia distrutta e una comunità ferita. Serve piena luce su quanto accaduto: condizioni del cantiere, formazione, misure di sicurezza, gestione di appalti e subappalti. Ma soprattutto serve prevenire. La sicurezza non può diventare prioritaria solo dopo i funerali. Servono più ispezioni - si legge ancora - più risorse e regole davvero rispettate. Un lavoro non può costare la vita. Proteggiamo i dipendenti delle aziende che sono il vero tesoro delle imprese. Sono loro che generano reddito e vanno tutelati da qualsiasi rischio di infortunio e di incidente: lo dico da imprenditore ancorché da consigliere regionale".
Questo parte del comunicato stampa diffuso da Mons. Pietro Lagnese: "La morte di Antonio (...) mentre era al lavoro a Marcianise, provoca un dolore che si aggiunge a quello, ancora vivo, per le troppe vite spezzate sul lavoro nella nostra terra. Alla sua famiglia - si legge nel comunicato - ai suoi amici e ai suoi compagni di lavoro va la mia più affettuosa vicinanza, insieme alla preghiera delle Chiese di Caserta e di Capua. Ma questa nuova tragedia ci pone davanti a una domanda che non possiamo più eludere: quante altre giovani vite dovremo perdere prima che la sicurezza sul lavoro diventi davvero una priorità assoluta e quotidiana? (...) ( alla sua età ndr) - prosegue il comunicato - si dovrebbe poter guardare al futuro, costruire progetti, tornare a casa dopo una giornata di lavoro. Il lavoro non può chiedere in cambio la vita.
Ciò che più dobbiamo temere è l’assuefazione: che una morte segua l’altra, che per qualche giorno proviamo dolore e indignazione e poi tutto continui come prima. Non possiamo permetterlo. Ogni tragedia - si legge ancora - deve tradursi in una responsabilità più grande: nella vigilanza, nella prevenzione, nella formazione, nel rispetto rigoroso delle regole e nella cura concreta di ogni lavoratore. La vita di chi lavora viene prima di ogni altra considerazione. Affido Antonio al Signore e stringo in un abbraccio la sua famiglia. E dalla nostra terra - prosegue il comunicato - rinnovo un appello a tutti coloro che hanno responsabilità nel mondo del lavoro: facciamo tutto ciò che è umanamente possibile perché nessuna famiglia debba più vedere un proprio figlio uscire per andare a lavorare e non tornare a casa".
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