PD Caserta. Relazione ad ampio raggio del Segretario Lombardi: temi caldi voto, proteste e CPR






Articolo pubblicato il: 23/10/2026 09:26:47

Vi riportiamo la relazione del Segretario provinciale PD Stefano Lombardi, diffusa dalla direzione provinciale del partito:

"Voglio partire da alcuni temi che, in queste settimane, ci hanno chiamato a confrontarci direttamente con le difficoltà delle persone, con le responsabilità delle istituzioni e con il ruolo che il Partito Democratico - si legge nella relazione - deve saper svolgere nella nostra provincia. Credo che il nostro lavoro debba muoversi lungo una direttrice precisa: essere presenti nei problemi reali, costruire proposte credibili e rafforzare un partito capace di ascoltare, discutere e assumere decisioni. È questo il filo che lega i punti della relazione di oggi.

Parto dalla mobilitazione degli autotrasportatori e degli agricoltori, che stanno affrontando una fase di forte difficoltà a causa del caro carburanti e dell'aumento dei costi di produzione. Parliamo di settori fondamentali per l'economia - si legge ancora - del nostro Paese e, in modo particolare, per il tessuto produttivo della provincia di Caserta. Quando aumentano i costi del trasporto e della produzione agricola, le conseguenze non si fermano alle imprese direttamente coinvolte: ricadono sulle filiere, sui prezzi, sul lavoro e, alla fine, sulle famiglie.

Per questo ho ritenuto importante recarmi personalmente al casello autostradale di Caianello, per ascoltare le ragioni di chi stava manifestando. Non sono andato lì per una fotografia, né per cavalcare una protesta. Ci sono andato perché penso - si legge ancora -  che la politica debba stare dove i problemi si manifestano, ascoltare chi li vive sulla propria pelle e assumersi la responsabilità di dare risposte.

La vicinanza, però, non può esaurirsi in una dichiarazione. Chi lavora e produce ha bisogno di provvedimenti efficaci, non soltanto di annunci. Al Governo chiediamo interventi concreti sul costo dei carburanti, strumenti fiscali adeguati, sostegni tempestivi per le imprese dell'autotrasporto e
dell'agricoltura e, soprattutto, tempi certi. Il Governo Meloni deve spiegare quali misure intenda mettere in campo e con quali risorse. Perché non è sufficiente riconoscere la difficoltà delle imprese: bisogna intervenire affinché il peso di questa crisi non venga scaricato interamente su chi lavora, produce e garantisce servizi essenziali. Voglio ringraziare - si legge ancora - il nostro riferimento parlamentare, Stefano Graziano, per l'attenzione su queste questioni.

Allo stesso tempo, ritengo necessario rafforzare l'iniziativa politica e istituzionale, affinché le richieste dei territori arrivino con maggiore forza nelle sedi in cui si assumono le decisioni e si verifichi l'effettiva attuazione degli impegni annunciati. Su questo tema si è mosso anche il gruppo consiliare del Partito Democratico in Regione Campania - si legge ancora - presentando una mozione che propone l'istituzione di un Fondo regionale per le emergenze legate al costo dei carburanti, con una dotazione di almeno 20 milioni di euro, a sostegno delle imprese dell'autotrasporto e dell'agricoltura. Tra i firmatari c'è Marco Villano.

È una proposta che va sostenuta e portata avanti - si legge ancora - nella consapevolezza che le risorse pubbliche devono contribuire a proteggere il lavoro e la capacità produttiva dei nostri territori. Da questa vicenda dobbiamo trarre anche una lezione per il nostro partito: non possiamo limitarci a commentare ciò che accade. Dobbiamo esserci, ascoltare, costruire proposte e seguire il percorso delle soluzioni fino alla loro concreta realizzazione. Non possiamo limitarci a dire da che parte stiamo. Dobbiamo dimostrare - si legge ancora - di essere in grado di cambiare le cose.

Proprio dalla capacità di ascoltare i problemi delle persone voglio passare al secondo punto della nostra discussione: le prossime elezioni amministrative in provincia di Caserta. Ci attende un lavoro impegnativo. Sono diversi i Comuni chiamati al voto, tra cui sette città - si legge ancora - con più di 15.000 abitanti, oltre a realtà più piccole ma altrettanto importanti per gli equilibri politici e amministrativi del territorio.

Dobbiamo affrontare questa fase con metodo, evitando improvvisazioni e lavorando fin da subito
alla costruzione di proposte credibili. Dove governiamo e ci sono le condizioni politiche e amministrative per proseguire, dobbiamo lavorare per la ricandidatura dei sindaci uscenti, valorizzando il lavoro svolto e mettendolo al centro - si legge ancora - di una valutazione seria e condivisa. Dove siamo all'opposizione, dobbiamo invece costruire nuove proposte, capaci di interpretare i bisogni delle comunità e di offrire un'alternativa riconoscibile.

In tutti i casi, il nostro obiettivo deve essere quello di costruire coalizioni ampie e progressiste. Come ha più volte ricordato Elly Schlein, dobbiamo essere testardamente unitari.  Ma l'unità non può essere soltanto una somma di sigle o un accordo raggiunto intorno a una candidatura. Prima vengono i programmi, le priorità amministrative e l'idea di città che vogliamo realizzare. Poi vengono le candidature, che devono essere coerenti con quel progetto - si legge ancora - e capaci di rappresentarlo.

Il Partito Democratico deve svolgere un ruolo centrale in questo percorso, non soltanto per il
proprio peso organizzativo, ma per la qualità delle proposte, il radicamento sui territori e la
capacità di governo che può mettere a disposizione delle comunità. Quando non sarà possibile raggiungere una sintesi attraverso il confronto, le primarie di coalizione possono - si legge ancora rappresentare uno strumento legittimo, a condizione che vi siano regole condivise, trasparenza e rispetto del risultato.

La ricerca dell'unità non può trasformarsi in un diritto di veto permanente. E il confronto non può diventare un alibi per rinviare le decisioni. Caserta merita una riflessione particolare. La vicenda dello scioglimento ha segnato profondamente la città e la sua comunità politica, e sappiamo bene quanto sia delicata. Non serve né rimuoverla - si legge ancora - né alimentare polemiche: serve trarne una lezione politica, con serietà e consapevolezza.

Per il Partito Democratico, che ha avuto responsabilità di governo della città, questo significa
tenere insieme la necessità di guardare avanti e il dovere di essere rigorosi. La legalità non può
essere soltanto una parola da utilizzare nelle dichiarazioni: deve tradursi nella qualità delle scelte,
nella trasparenza, nella selezione delle persone e nella capacità - si legge ancora - di prevenire ogni forma di condizionamento.

È da qui che dobbiamo ripartire: senza scorciatoie, senza sottovalutazioni e senza rinunciare all'ambizione di costruire per Caserta una prospettiva politica credibile. In questa prospettiva, una priorità assoluta dell'agenda politica e programmatica del capoluogo deve essere il completamento del Policlinico universitario di Caserta. Non è una questione che riguarda soltanto la città. Parliamo di un'infrastruttura strategica per l'intera provincia, che intreccia sanità - si legge ancora - università, ricerca, formazione, occupazione e sviluppo.

Dobbiamo mantenere alta l'attenzione sugli impegni assunti e sul percorso di completamento, chiedendo risposte puntuali e tempi chiari. La nostra provincia ha bisogno di una politica che sappia tenere insieme le esigenze immediate delle comunità e una visione di lungo periodo. Da sindaco, ormai al secondo mandato, e da segretario provinciale - si legge ancora - ruolo nel quale sto entrando sempre più nelle dinamiche dei diversi territori, sento con particolare forza questa responsabilità. 

L'obiettivo non è semplicemente arrivare alle elezioni con un candidato e una lista. L'obiettivo è presentarci alle città con un progetto credibile, una coalizione coesa e la capacità di governare. Il terzo punto riguarda l'organizzazione del partito, il tesseramento e il rafforzamento dei circoli. Abbiamo seguito il percorso previsto dal regolamento approvato dalla Direzione regionale, che consentiva ai nuovi iscritti - si legge ancora - di aderire entro il 3 ottobre, ai fini della costituzione della platea congressuale. A oggi, questo lavoro ci ha consentito di raccogliere circa 300 nuove adesioni che, sommate ai rinnovi effettuati entro il 3 ottobre, ci consegnano una base di circa 550 iscritti. È un risultato significativo, che riconosce il lavoro svolto in questi mesi e la disponibilità di tante persone a partecipare alla vita del Partito Democratico.

Ma non dobbiamo commettere l'errore di considerarlo un punto di arrivo. Cinquecentocinquanta iscritti sono una base sulla quale costruire, non un obiettivo che esaurisce le nostre ambizioni. Dobbiamo ampliare - si legge ancora - il radicamento del partito, coinvolgere nuove energie e creare le condizioni affinché l'adesione non si riduca a un adempimento formale, ma diventi partecipazione concreta. Un partito vive quando le persone trovano luoghi in cui discutere, avanzare proposte, organizzare  iniziative e contribuire alle scelte politiche. Per questo il tema del tesseramento deve essere strettamente collegato a quello dei circoli. Sulla base delle verifiche in corso, considerando anche i potenziali rinnovi fino alle date previste per i congressi e laddove ricorrano le condizioni regolamentari, possiamo lavorare alla prospettiva di costituire 34 nuovi circoli. Se questo percorso si realizzerà - si legge ancora - ai 19 circoli esistenti se ne aggiungerebbero altri 34, arrivando a un totale potenziale di 53 circoli provinciali. Voglio essere chiaro: parliamo di un obiettivo di lavoro, non di un risultato già acquisito.

Per raggiungerlo servono organizzazione, verifiche puntuali e un impegno condiviso. Dobbiamo valutare anche la possibilità di organizzare giornate di tesseramento in presenza, utilizzando - si legge ancora - gli strumenti consentiti dalle deroghe nazionali e rispettando le scadenze previste dal regolamento regionale. La priorità è agevolare i rinnovi nella finestra congressuale prevista; successivamente, laddove consentito, potremo ampliare il lavoro sulle nuove adesioni. Su questo percorso sarà necessario lavorare in modo coordinato con il responsabile dell'organizzazione, il tesoriere e il responsabile dei circoli, condividendo passaggi, verifiche e obiettivi con la segreteria e con il gruppo dirigente. Non dobbiamo inseguire soltanto i numeri.

Dobbiamo fare in modo che ogni nuova adesione corrisponda - si legge ancora - per quanto possibile, a una persona coinvolta nella vita del partito e che ogni circolo sia un presidio politico riconoscibile nella propria comunità. Il nostro obiettivo deve essere avere un partito più largo, più presente e più organizzato. Perché il radicamento non si costruisce soltanto nei momenti elettorali: si costruisce ogni giorno, attraverso le persone, le relazioni e la capacità di essere presenti nelle comunità. Prima di avviarci alle conclusioni, voglio soffermarmi su un passaggio politico che considero importante per il presente e per il futuro del nostro Partito Democratico provinciale. In questa fase stiamo registrando un progressivo riavvicinamento - si legge ancora - e una ripresa di partecipazione alla vita del partito da parte di energie, sensibilità ed esperienze che non avevano preso parte al percorso congressuale che ci ha portato all'elezione della segreteria provinciale. Credo sia un fatto da accogliere con soddisfazione, senza personalismi e senza letture di parte. Il nostro obiettivo non è dividere il partito tra chi c'era prima e chi è arrivato dopo, tra chi ha sostenuto un percorso - si legge ancora - e chi ha compiuto scelte diverse.

Il nostro obiettivo è costruire una comunità politica nella quale tutte le energie disponibili possano trovare spazio, contribuire alla discussione e assumersi responsabilità. Il congresso unitario ha rappresentato un punto di partenza importante, ma l'unità non si esaurisce. in un passaggio congressuale. Si costruisce ogni giorno, attraverso il confronto, il rispetto reciproco e la capacità di individuare obiettivi comuni. Non significa cancellare le differenze, ma riconoscere che queste possono diventare una risorsa quando si sviluppano dentro una cornice - si legge ancora - condivisa e nel rispetto delle decisioni collettive. Questo percorso assume un significato ancora più importante guardando alla prospettiva delle prossime elezioni politiche. Saremo chiamati a una sfida nazionale che richiede al Partito Democratico di contribuire, insieme alle altre forze disponibili, alla costruzione di un'alternativa credibile di governo per il Paese.

Un'alternativa - si legge ancora - che non può nascere soltanto da un accordo tra gruppi dirigenti, ma deve fondarsi su una visione condivisa, su priorità programmatiche chiare e sulla capacità di parlare ai bisogni reali delle persone. In questo scenario, anche il nostro partito provinciale deve fare la propria parte. Dobbiamo essere capaci di portare nel confronto nazionale le questioni che attraversano Caserta e la sua provincia: il lavoro, le difficoltà delle imprese, la sanità, i trasporti, le disuguaglianze, la qualità dei servizi pubblici, la legalità e le opportunità per le giovani generazioni. Non possiamo limitarci a recepire le scelte che maturano altrove: dobbiamo contribuire a elaborarle, partendo dalla conoscenza dei territori e dal rapporto quotidiano con le comunità.

Per farlo - si legge ancora - abbiamo bisogno di un partito partecipato, nel quale le diverse esperienze possano concorrere alla definizione della linea politica e alla costruzione di una proposta comune. Il riavvicinamento di energie che in passato hanno compiuto scelte differenti rappresenta un'opportunità - si legge ancora - proprio in questa direzione: allargare il confronto, arricchire la nostra elaborazione e rafforzare la capacità del PD di essere presente e riconoscibile. Il mio impegno, come segretario provinciale, è quello di favorire questo percorso, garantendo ascolto, coinvolgimento e luoghi reali di confronto. Naturalmente, questo richiede disponibilità da parte di tutti: la capacità di partecipare, di contribuire alle decisioni e poi di lavorare insieme per realizzarle.

Non dobbiamo chiedere a tutti di pensarla allo stesso modo, ma dobbiamo essere capaci di convergere sulle priorità, rispettare le decisioni condivise e mettere al centro l'interesse generale del partito e delle comunità che rappresentiamo. La sfida delle prossime elezioni politiche ci impone di guardare oltre le appartenenze e le differenze del passato. Ci chiede di costruire una proposta di governo, una classe dirigente preparata e un'organizzazione capace di mobilitare energie e partecipazione. È un lavoro che comincia anche da qui, dalla qualità del confronto che sapremo costruire nella nostra provincia.

Il risultato che dobbiamo perseguire - si legge ancora - è un Partito Democratico provinciale più partecipato e più autorevole: un partito capace di discutere al proprio interno, di contribuire alle scelte nazionali e di presentarsi alle prossime sfide con una visione condivisa e una responsabilità collettiva. Voglio chiudere con un appuntamento concreto che riguarda il nostro territorio e che considero importante. Sabato 24 ottobre, alle ore 13, a Castel Volturno, si terrà la manifestazione nazionale “No ai CPR, né a Castel Volturno né altrove”, con concentramento presso il Centro Fernandes. Invito tutte e tutti a partecipare e rivolgo un appello ai nostri amministratori, ai circoli, agli iscritti e ai dirigenti del Partito Democratico: facciamo sentire la nostra presenza.

La contrarietà alla realizzazione di un CPR a Castel Volturno non può fermarsi a una dichiarazione. È una questione che riguarda il modello di sicurezza e di sviluppo che vogliamo per il territorio. La sicurezza - si legge ancora - non si costruisce soltanto attraverso la detenzione, ma anche investendo nei servizi pubblici, nella scuola, nella sanità, nel lavoro regolare, nella tutela ambientale e nella dignità delle persone.

Chiediamo che le risorse pubbliche siano orientate a rispondere alle necessità reali di un territorio che ha bisogno di opportunità - si legge ancora - servizi e attenzione istituzionale. Castel Volturno deve poter contare su una strategia di sviluppo che valorizzi la comunità, contrasti lo sfruttamento e rafforzi la legalità. Partecipare significa affermare che i diritti, la sicurezza e la dignità umana non sono questioni separate. Sono parte della stessa idea di comunità e di futuro. Concludo tornando al senso del lavoro che stiamo facendo. Abbiamo il dovere - si legge ancora - di stare accanto a chi affronta difficoltà concrete, di costruire proposte amministrative credibili, di rafforzare la nostra organizzazione e di contribuire a un progetto nazionale capace di dare risposte al Paese. Nessuna di queste sfide può essere affrontata da soli. Servono confronto, responsabilità - si legge ancora -  e la disponibilità a mettere le energie di ciascuno al servizio di un obiettivo comune.

Come segretario provinciale, voglio lavorare perché il Partito Democratico di Caserta sia sempre più presente nei territori, aperto al contributo di tutte le sensibilità, rigoroso sui principi e concreto nelle proposte. Un partito - si legge ancora - che sappia ascoltare, decidere e assumersi le proprie responsabilità. È su questo impegno che chiedo a tutte e a tutti di continuare a lavorare insieme".