Piedimonte Matese. Centro 'Hope'. Il Cons. Com. Iannotta: "Occorre trasformare i princìpi in opportunità reali per i bambini"






Articolo pubblicato il: 01/11/2026 09:20:52

Questo parte del comunicato stampa diffuso dal Cons. Com. di Piedimonte Matese, Emilio Iannotta:

“CENTRO HOPE, IANNOTTA: «ACCOLTO IL PRINCIPIO DELL’INCLUSIONE, MA NON LE NORME PER RENDERLO CONCRETO»

Il consigliere comunale indipendente - si legge nel comunicato - torna sul dibattito consiliare relativo al Regolamento del Centro HOPE: «Occorre trasformare i principi in opportunità reali per bambini e ragazzi con disabilità, DSA e disturbi del neurosviluppo, famiglie e caregiver» (...).

Nel corso della discussione - prosegue il comunicato - Iannotta aveva presentato un emendamento integrativo finalizzato a rafforzare la funzione inclusiva del Centro, con particolare attenzione ai bambini e ragazzi con disabilità, DSA e altri disturbi del neurosviluppo, alle loro famiglie e ai caregiver.

«Una parte importante della proposta è stata accolta», sottolinea Iannotta.

È stata infatti approvata la modifica - si legge ancora - all’articolo 1 del Regolamento, introducendo tra le finalità del Centro il principio dell’inclusione, della partecipazione, dell’autonomia e della valorizzazione delle capacità delle persone - prosegue il comunicato - con disabilità e dei giovani con DSA e altri disturbi del neurosviluppo. Un risultato positivo, ma soltanto parziale.

«Le modifiche proposte agli altri articoli avevano proprio lo scopo di trasformare quel principio generale in strumenti concretamente utilizzabili. Queste modifiche, invece, non sono state accolte».

Tra le proposte figuravano: la possibilità di consentire - prosegue il comunicato - l’accesso alle attività inclusive anche indipendentemente dagli ordinari requisiti scolastici o universitari; la presenza, quando necessaria, di genitori, caregiver e operatori senza le limitazioni previste per gli ospiti occasionali; la gratuità delle tariffe comunali - si legge ancora - relative all’utilizzo degli spazi e delle attrezzature per le attività inclusive; una programmazione stabile di laboratori musicali, teatrali, artistici, culturali e formativi, attraverso la collaborazione tra Comune, Ambito sociale, scuole, servizi sanitari e sociosanitari, famiglie, associazioni e Terzo settore.

«Il problema non è soltanto affermare un principio. È creare le condizioni perché quel principio possa essere concretamente esercitato». Iannotta ringrazia inoltre i consiglieri Leuci - si legge ancora - D’Andrea, Rossi e Boggia, che nel corso del dibattito e della votazione hanno sostenuto le proposte finalizzate a dare concreta attuazione al principio dell’inclusione. 

INCLUSIONE E INTEGRAZIONE: NON SOLTANTO UNA QUESTIONE DI PAROLE

Un ulteriore elemento evidenziato riguarda il linguaggio stesso del Regolamento. «Il testo parla di inclusione, ma non parla mai di integrazione. Non voglio trasformare questa distinzione - prosegue il comunicato - in una disputa terminologica. Per me, però, integrazione significa qualcosa di molto concreto: non semplicemente prevedere attività destinate ai bambini speciali, ma permettere loro di vivere gli stessi luoghi e le stesse esperienze degli altri».

Musica, teatro, studio, creatività, socializzazione e formazione dovrebbero diventare occasioni condivise. «Non immagino uno spazio separato - si legge nel comunicato - “per i disabili”. Immagino esattamente il contrario: un luogo nel quale le differenze possano incontrarsi, nel quale un bambino con disabilità possa suonare, recitare, studiare e creare insieme agli altri - si legge ancora - e nel quale anche le famiglie e i caregiver possano sentirsi pienamente parte della comunità».

UNA VISIONE CHE VIENE DA LONTANO

Una visione che, ricorda Iannotta, non nasce oggi. «Già quando ero Presidente dell’Ambito sociale avevo sollecitato una destinazione - si legge ancora - di quegli spazi anche all’integrazione. Oggi quella stessa idea continua nel lavoro di PONTE BLU – A.F.O.C.I.A.I. e nel percorso di Piedimonte Città Blu».

Da qui anche una diversa lettura dello stesso nome del Centro. H.O.P.E. – HUB FOR OPPORTUNITIES, PARTICIPATION & EXPRESSION

«Per noi HOPE non dovrebbe significare soltanto “speranza”. Avevamo immaginato H.O.P.E. come Hub for Opportunities - si legge ancora - Participation & Expression: un Hub delle Opportunità, della Partecipazione e dell’Espressione». Una speranza che diventa opportunità concreta.

«Il fatto che il principio dell’inclusione sia oggi presente nell’articolo 1 - prosegue il comunicato - rappresenta un punto di partenza importante. Adesso bisogna fare in modo che non rimanga soltanto scritto sulla carta. HOPE può diventare realmente un luogo nel quale inclusione - si legge ancora - e integrazione prendano forma attraverso esperienze quotidiane, relazioni e opportunità condivise. Non un luogo per qualcuno, ma un luogo di tutti e con tutti”.