San Prisco. Sequestrato ingrosso di legname che violava le norme ambientali. La nota dei Carabinieri






Articolo pubblicato il: 09/03/2019 12:44:26

Questo il comunicato stampa inviatoci dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Caserta:

"Militari appartenenti alla Stazione Carabinieri Forestale di San Gregorio Matese (CE), nell’ambito dei servizi interforze di prevenzione e contrasto dei roghi di rifiuti e delle condotte illecite coordinati dalla Cabina di Regia costituita presso la Prefettura di Napoli, presieduta dal Vice Prefetto Gerlando Iorio “Incaricato per il contrasto del fenomeno dei roghi di rifiuti nella regione Campania”, coadiuvati da militari dell'Esercito Italiano del contingente - si legge nel comunicato- “Operazione Strade Sicure” e - si legge nel comunicato - da personale tecnico dell’ARPAC Dipartimento Provinciale di Caserta, hanno sottoposto a sequestro giudiziario una rivendita ..., sita in comune di San Prisco (CE), non rispettosa della normativa ambientale. Infatti, nel corso dell’accertamento - cita la nota stampa - sono state infatti rilevate le seguenti violazioni connesse alla illecita gestione di rifiuti speciali, pericolosi e non pericolosi:

  • su una prima area, dell’estensione di circa 1800 mq, destinata a lavorazione - si legge nel comunicato-, taglio della legna e deposito pellets, è stato rinvenuto uno stoccaggio non autorizzato di diverse tipologie di materiali costituenti rifiuti speciali;
  • su una seconda area - afferma il comunicato -  dell’estensione di circa 1000 mq, retrostante la prima, anch’essa utilizzata per lo stoccaggio non autorizzato di diverse tipologie di materiali costituenti rifiuti speciali in stato di abbandono, posti alla rinfusa e miscelati tra loro, tra cui: tre motocarri ape, autocarri, mezzi agricoli, motori, cassette, telai, componenti meccaniche, ferro, pneumatici fuori uso, - si legge nel comunicato- taniche, filato di ferro, traverse in cemento, due bicilette, un motorino.

Infine, nel corso della verifica, inoltre, non è risultato presente un sistema di raccolta e trattamento dei reflui delle acque di piazzale e che, pertanto - si legge nella nota - venivano scaricate direttamente su suolo nudo, integrando la fattispecie di reato di scarico di acque reflue industriali non autorizzato".