SCATENI. 1 a 3 per il Salisburgo, il Napoli stenta a sopravvivere


Articolo pubblicato il: 14/03/2019 23:17:32
Ultimo aggiornamento articolo: 14/03/2019 23:17:32

 

Chi ama il calcio, a prescindere dal campanilismo, condividerà il forte disagio per una brutta partita del Napoli, accreditato di un tasso tecnico di gran lunga superiore al Salisburgo, ma nel retour match largamente inferiore per grinta, velocità, aggressività, disposizione tattica e soprattutto per aver supposto che il gol di Milik al minuto 14 del primo tempo avesse chiuso il discorso sul passaggio ai quarti di finale per il vantaggio complessivo di 4 gol a 0 (3 dell’andata +1). Un Napoli senza la schiena nella ripresa si è rifugiato nel più utilitaristico catenaccio, nel palla fa tu di calcioni per allontanare il pericolo dall’area di rigore, in un dispositivo lecito l’ultima della nostra serie A che affronta la Juventus. L’errore è apparso anche più vistoso per la contemporanea assenza di Koulibaly e Maxsimovic che Chiriches e Luperto hanno sostituito dignitosamente, ma senza l’autorevolezza e l’affiatamento degli assenti. Che il Red Bull Arena fosse terreno fecondo, fertile, per i rossi di Marco Rose era noto. Mai una sconfitta del Salisburgo negli incontri casalinghi e un preavviso di quanto sarebbe accaduto lo aveva spedito al mittente il gagliardo Dabbur al 25°. Il primo comandamento per centrocampisti e difensori vieta, com’è noto, i passaggi laterali. Ha peccato Allan e per Dabbur è stato un gioco da ragazzi battere Meret. A proposito, il giovane portiere mostra sicurezza da veterano, ma…ma qualcuno, magari Ancelotti, gli devono insegnare che le rimesse dal fondo sono importantissime, sempre che riescano a servire un compagno in attacco. I suoi lanci finiscono sistematicamente sulla testa o sui piedi di un avversario. A un’altra lezione devono partecipare tutti gli azzurri, in perenne difficoltà nell’esecuzione dei falli laterali. Ma questi sono dettagli. Conta l’atteggiamento degli azzurri al rientro in campo per disputare la ripresa. La squadra, completamente schiacciata nella propria metà campo consegna al Salisburgo il permesso di attaccare come un rullo compressore e i Red ringraziano. Trasformano l’attacco al forte di Meret in assalto e lo fanno con spavalda efficacia. L’esito del pressing non può che concretizzarsi e accade al minuto 65. Rose manda in campo un attaccante e si priva di un centrocampista. Gulbrandsen per Mwepu e la mossa è vincente. Il nuovo entrato conclude un’azione perfetta del Salisburgo con un tiro da posizione molto angolata, Colpisce al volo un cross dalla sinistra, 2 a 1 per gli austriaci. Il campanello d’allarme suona invano per il Napoli, che si chiude ancora di più in difesa. L’unica occasione per gli azzurri è malamente sprecata da Mertens, che spedisce alle stelle un cross da stoppare e calciare con tutta calma. Ancelotti ragiona come se il Napoli non corresse pericoli e decide di concedere il riposo a Zielinski. Dentro Diawara. Al 77esimo si verifica quello che proprio non doveva accadere. Chireches un po’ s’infortuna, un po’ non ha nelle gambe i 90 minuti e dà forfeit. Hysaj diventa il centrale della difesa, che si completa con Malcuit. Il Salisburgo innesta la quinta e fa paura. C’è solo una squadra in campo e al minuto 87, il formidabile Dabbur, autore di una semi rovesciata in acrobazie, colpisce il palo a Meret battuto. Fuori Mertens, dentro Yunes, immesso nella bolgia dello sprint finale degli austriaci, nell’illusione che a due minuti dal novantesimo quel che è fatto è fatto. Non va così. Fabian Ruiz commette un fallo, che probabilmente poteva evitare. Punizione, la batte l’inesauribile Ulmer, irrompe Leitgeb, 3 a 1. Nei minuti di recupero, uno svarione di Onguene da posizione favorevolissima evita il drammatico 4 a 1 che avrebbe rimesso in gioco il passaggio ai quarti di finale del Napoli. Quando lo spagnolo Carlos del Cerro Grande fischia tre volte, a bordo campo Ancelotti esibisce un sorriso di convinta soddisfazione. Certo non perché soddisfatto di questa prova del Napoli, da dimenticare in vista del futuro prossimo di Europa League.

Luciano Scateni