SCATENI. Buona la partenza, Napoli prolifico, ma applausi alla Fiorentina


Articolo pubblicato il: 25/08/2019 13:21:07
Ultimo aggiornamento articolo: 25/08/2019 13:21:07

Nella gabbia del quattro, tre, due, uno, disegnato da Ancelotti, c’è come da un paio di anni a questa parte un finto numero 9, in alternanza con il polacco Milik, caricato sulle spalle del gagliardo Mertens, così caro ai napoletani da aver meritato il nome d’arte di Ciro, tipicamente partenopeo. Svanite nel nulla le illusioni di affiancare a Insigne e Callejon o allo steso Mertens una stella mondiale con attitudini del centravanti di peso, realizzatore; in attesa di un ripiego qual è per età lo spagnolo Llorente, o del determinante Icardi, l’esordio al centro dell’attacco, in questo bollente 24 Agosto,  è ancora per il folletto belga. Lo solleverà del duro impegno Lozano? Si vedrà. Di inedito, nel team azzurro, c’è un tosto Manolas dove agiva Albiol, il promettente Di Lorenzo dove  difendeva Hysaj, il lodatissimo Lozano ed Elmas, talento indiscusso.
 
Parma-Juventus ha preceduto la prima trasferta del Napoli sulle rive dell’Arno e che dire, non si è visto quasi niente del calcio spettacolo di Sarri, assente per smaltire i postumi della polmonite. La striminzita vittoria dei bianconeri si deve alla fortunatissima deviazione di Chiellini su un tiro senza pretese. Certo è prematuro formulare giudizi al via del campionato, ma questa Juventus, zeppa di assi e alle prese con una squadra senza ambizioni oltre la quota salvezza, proprio non ha fatto paura. C’è di più, il secondo tempo è stato appannaggio del Parma e se questa non è una sorpresa…
 
Per i tifosi toscani è viva l’attesa per l’arrivo di un grande campione qual è Ribery, ma non è meno la soddisfazione per aver rifiutato per Chiesa offerte ultramilionarie di grandi club. Per una squadra giovane la presenza di Ribery è come definirla terapeutica e pedagogica e Montella ne trarrà evidenti vantaggi. Domanda: nel Napoli, con l’esodo di Diawara, ai piedi di chi è affidata la regia di centrocampo?
 
Pronti, via…Parte a razzo la Fiorentina, Il Napoli contiene. Al sesto caos nell’area azzurra e dopo un tocco di ginocchio di un attaccante viola e il pallone finisce sul braccio largo di Zielinski. Il Var convince Massa ad assegnare il rigore che Pulgar trasforma. Uno a zero per i toscani. Per 25 minuti non si vede il Napoli di un anno fa e neppure quello della nuova stagione. Almeno una decina di passaggi da dimenticare, centrocampo senza un nocchiero con padronanza sull’ago della bussola. Il Napoli così contratto non riesce a innestare le marce alte e i viola ne profittano per evitare ogni rischio e insidiare il pacchetto difensivo degli azzurri. Mertens si sfianca con sgroppate di trenta metri nel vano tentativo di contrastare i rinvii di Dragowski e non gode neppure di un lancio praticabile. Nemmeno un secondo dopo le ragioni di queste difficoltà del Napoli e di Mertens svaniscono d’incanto. Il belga riceve finalmente un pallone giocabile da Insigne. Ciro trova i venti centimetri di spazio per scagliare un missile all’incrocio dei pali. Capolavoro e 1 a 1. Due minuti dopo, al quarantesimo, Mertens è atterrato in area da uno sgambetto. Rigore, Insigne perfetto, 2 a 1 per gli azzurri. Ma…ma non è un Napoli bello da vedere, pur con tutti gli alibi per le difficoltà generali dell’esordio in questo campionato. E’ tempo di asciugare il sudore. Massa spedisce tutti negli spogliatoi.  Poco da dire sui “nuovi”: per Manolas non è ancora il tempo dei giudizi, la prestazione di Di Lorenzo ha convinto sia in fase difensiva, che nelle volate sulla fascia destra. Non decisivi Fabian Ruiz e Zielinski, ma tocca a loro la regia di centro campo? Messaggio ad Ancelotti.
 
Ripartenza e replay dell’inizio del primo tempo con la Fiorentina all’assalto. Al settimo, angolo per i viola e Milenkovic vola letteralmente su tutta la difesa azzurra. 2 a 2. Passano quattro minuti e il Napoli ricorda come si  interpreta il  calcio dei vip. Avanza Zielinski, palla a Insigne che a memoria intuisce dov’è Callejon. Destro al volo, precisione chirurgica, pallone nell’angolo alla sinistra di Dragowski. 3 a 2. Botta e risposta. Al 60° entra Boateng, si prepara Ribery, l’Artemio Franchi s’infiamma. La Fiorentina non ci sta e attacca a pieno organico. Grande azione dei viola, grandissimo destro di Boateng, 3 a 3,  Napoli distratto, ma per nulla domo. Al minuto 22 vola Insigne sulla destra, serve Mertens e si proietta al centro dell’area. Il pallone finisce a Callejon, cross perfetto, testa di Insigne 4 a 3. Che partita. Alro che lo stiminzito 1 a 0 della Juve con il Parma. Finisce qui? Ancelotti manda sul campo Ghoulam per Mario Rui e il neo acquisto Elmas per Allan.
 
Boato al  minuto 77, entra Ribery per Sottil e  in scena c’è un grande campione. Il Napoli inizia la gestione di un efficace   giro palla, alla Sarri. Corrono i minuti, i 2500 napoletani vanno in fibrillazione. Ancelotti si cautela e rimpolpa il pacchetto difensivo con Hysaj. Esce Mertens. Il cronometro dice meno cinque al 90esimo, più quattro di recupero. Angolo per i viola, occasione fallita di un incredibile quattro  a quattro. 5, 4, 3, 2, 1 minuto alla fine.  Fischia Massa, cala il sipario su una grande partita.   
 
Luciano Scateni