SCATENI/Che giornata: fatti e misfatti di Casa Italia


Articolo pubblicato il: 09/02/2019 18:06:56
Ultimo aggiornamento articolo: 09/02/2019 18:06:56

Aziona l’allarme l’Istat: l’industria è ferma, produzione in netto calo, lo spread si avvicina pericolosamente a quota 300, la borsa è in picchiata. Insomma è recessione. Conte: abbiamo di fronte in 2019 bellissimo! Tria, ministro dell’economia, dichiara allegramente che è solo una battuta d’arresto: “Abbiamo diversi strumenti per avviare la crescita”. Unico e solo è il reddito di cittadinanza e s’informi Tria. La Finlandia ci ha preceduto e non ha ottenuto nessun effetto sull’occupazione. Esperimento fallito dopo due anni. Beata inconscienza italica.

Crisi Francia-Italia. Il frullocco Di Maio dopo la gaffe diplomatica dell’incontro con i gilet gialli (senza neppure avvertire il governo francese): “Pienamente legittimo, rivendico il diritto di dialogare con altre forze politiche che rappresentano il popolo francese”. Forze politiche? Di quale partito? Commenta il movimento dei gilet: “Chi ha incontrato Di Maio non ci rappresenta. Non riconosciamo come leader le persone che ha visto, non ci sono leader, quello dei gilet gialli è un movimento di popolo”. Di Ma e Di Ba hanno dato credito a tale Chalencon, autore di dichiarazioni sovversive: “La guerra civile è inevitabile. Se Macron non vuole piegarsi, spetta ai militari consentire un governo di transizione”. 

Oltre a zoppicare in italiano, il vice premier grullino vaga in ampi spazi di ignoranza di geografia e storia. Nella lettera al quotidiano Le Monde parla di “Francia, democrazia millenaria”. Il giornale lo bacchetta: “La rivoluzione che ha segnato la fine della monarchia e l’alba della Repubblica risale a soli 230 anni fa. Si ricordano altre gaffe del Di Ma. Per esempio gli svarioni tipo “il corpo umano è composto al 90% di acqua” e “il presidente cinese Ping che in realtà si chiama Xi Iinping”.

Zeit, settimanle tedesco: “Di Maio e Salvini sono ‘spinti da un mix pericoloso di completa ignoranza, totale assenza di senso di responsabilità e sconfinata sete di potere’, propagatori di odio, che identificano un colpevole e poi lo insultano davanti a tutti aizzando il pubblico”. Un articolo del Guardian sulla crisi italo-francese ricorda che “Salvini è vicino alla leader di estrema destra Marine Le Pen, rivale del presidente Macron”. E Le Monde : “Come ai tempi di Mussolini e Hitler. Di Maio è come ‘Un elefante in una cristalleria’”.

I tentennamenti Lega-5Stelle sul caso Tav provocano reazioni pericolose della Ue: “Se non si fa chiarezza entro poco tempo salta l’accordo per i fondi europei”. l'Italia rischia di perdere gli 813,6 milioni previsti nel periodo di bilancio 2014-2020, di cui circa 120 milioni da restituire perché già versati. A questo si aggiungerebbero altri 380 milioni stanziati nel periodo 2007-2013 che l'Italia dovrebbe restituire.

La Francia interrompe le trattative per la partnership con l’Alitalia, che deve restituire all’Europa 140 milioni di euro, rifiuta l’accordo europeo di accoglienza dei migranti della Sea Watch, e richiama l’ambasciatore, rallenta l’alleanza per Fincantieri e Stx Chantiers del l’Atlantique, Tav. Che dire della strabiliante sortita di Toninelli: “Il dossier Alitalia è a buon punto, penso che Marzo possa essere risolutivo. Quando la avremo salvata e rilanciata, sono sicuro che nessuno ci dirà 'bravi'” Anche come profeta, niente male.

La prassi nazional fascista di epurare chi critica il potere è nel dna dei 5Stelle e prosegue con il no al rinnovo dell’incarico di Signorini, economista universalmente stimato (anche da Tria e il leghista Giorgetti) a vice direttore della Banca d’Italia, perché reo di aver criticato la manovra di bilancio del governo gialloverde. La decisione è il prologo dell’intenzione pentastellata di mettere le mani anche sulla banca d’Italia.

La Raggi gongolante, annuncia che il discusso stadio della Roma si farà e distrae l’attenzione sul suo esecutivo che perde pezzi. Si dimette anche l’assessora all’Ambiente e con lei sono nove ad aver mollato la sindaca. Le dimissioni di Pinuccia Montanari sono arrivate al termine della riunione di giunta che ha bocciato il bilancio per il 2017 dell’Ama, azienda per la rimozione dei rifiuti: “Ritengo di fatto del tutto ingiustificata la bocciatura del bilancio che getta un’azienda che dà lavoro a oltre 11.000 romani in una situazione di precarietà che prelude a procedure fallimentari”.

Luciano Scateni.