SCATENI/Che Napoli, meglio e molto del miliardario Psg






Articolo pubblicato il: 25/10/2018 12:52:44

Eh no, che il Psg debba cavarsela al minuto 93 con un tiro alla Insigne di Di Maria, che vanifica al 50 percento il capolavoro di un Napoli stratosferico, merita che i 5000 tifosi azzurri del Parco dei Principi e i milioni di telespettatori di tutto il mondo bestemmino contro la iella e pronuncino in tutte le lingue la parola “peccato”: dommage (francese), sunde (tedesco), sin (inglese), pecado (spagnolo), rpex (russo), perché il pari acciuffato in over time dai francesi e uno sberleffo della sfortuna. Il Paris parte con la quinta innestata e gli azzurri lasciano che si sfoghino, a rischio zero. Poi viene fuori il nerbo, l’organizzazione di gioco studiata per l’occasione da Ancelotti, in sostanza l’autorevolezza di un centro campo perfetto, con Hamsik metronomo come ai tempi migliori, il fenomeno Allan che meriterebbe una serie di palloni d’oro, e lo strepitoso Mario Rui che con il prossimo rientro di Ghoulam sarà il problema di Ancelotti con l’imbarazzante scelta tra i due. Il Psg subisce, stordito dall’intraprendenza degli azzurri, lascia inoperoso Ospina, rischia più volte di subire l’inerzia della partita, tutta del Napoli. Capolavoro di Mertens, al minuto 24. Si avventa su uno di tanti cross dalla sinistra di Mario Rui e la deviazione è dispettosamente respinta dalla traversa della porta difesa così-così, da Areola: la sfortunatissima conclusione, precede di poco il giusto, logico compenso di un Napoli stellare. La combinazione del genio di Callejon e del talento puro di Insigne regalano al Napoli lo strameritato vantaggio al 29rsimo. Lancio in profondità, millimetrico, dello spagnolo, Lorenzo brucia in velocità l’intero pacchetto difensivo del Psg e beffa Areola con un lob perfetto. I francesi ne sono annichiliti ed è solo Napoli fino al 45°.

Gli azzurri hanno speso moltissimo e al via della ripresa Neynmar e compagni spingono forte. Il Napoli riparte con qualche difficoltà, ma senza rischi e spreca qualche buona occasione di raddoppio, una in particolare con Hamsik, per generosità. In posizione favorevole per tirare in porta lo slovacco allarga sulla destra e l’opportunità sfuma. La fortuna, al sedicesimo strizza l’occhio ai francesi. Un tiro di Meunier che Ospina avrebbe quasi certamente neutralizzato, schizza sulla schiena di Mario Rui e per il portiere azzurro è una beffa immeritata. Uno a uno. Va in panchina Cavani che i rumor vorrebbero oggetto del desiderio del Napoli e purtroppo deve uscire Insigne, per aver rimediato una botta al costato. In campo Zielinski. Il Napoli è in serata di gala e l’esito della predominio, inimmaginabile alla vigilia del match, lo premia al minuto 77. Un tiro insidioso di Fabian, altra buona prestazione la sua, finisce tra le gambe di Marquinhos che va ian confusione. Come un falco ne approfitta Mertens e da pochi passi mette il pallone alle spalle di Areola. Due a uno, impazziscono i cinquemila napoletani del Parco dei Principi. Cambi: Diaby per Verratti, Milik per Mertens, Rog per Callejon e su quest’ultimo cambio forse ci sarebbe da ridire. Entrare al minuto 87 a chi va in campo non dà neppure il tempo di acclimatarsi e purtroppo non impedisce che il Paris, senza alcun merito, trovi il pareggio sul due a due con Di Maria, tre minuti dopo il novantesimo. Tiro a rientrare, alla Insigne, nessuna colpa per Ospina.

Rammarcio, certo, ma anche euforia per gli azzurri, per l’autorevolezza acquisita con Ancelotti, in un tempo davvero breve. E la classifica? Per il momento il Napoli continua a distanziare il Psg (5 punti contro 4) e se il Liverpool vincesse la prossima partita affiancherebbe appena gli azzurri. Mister Ancelotti? Comincia proprio a piacere e non è poco dopo l’era Sarri.

Luciano Scateni