SCATENI. Ciao Europa. Il totale è Arsenal 3, Napoli 0


Articolo pubblicato il: 19/04/2019 10:57:11
Ultimo aggiornamento articolo: 19/04/2019 10:57:11

Dal latino, la grande lingua dei romani a cui dobbiamo quasi tutto, recuperiamo l’espressione “redde rationem” che connota l’ardua sfida delle maglie azzurre agli uomini di Unai Emery. Il rebus da risolvere non chiedeva solo di risolvere le difficoltà pregresse, manifestate nello scorcio di campionato che ha preceduto questi quarti di finale dell’Europa League, in parte smentite dalla vittoria, ma proprio facile, con il retrocesso Chievo. Problema numero uno: non subire gol e non era compito agevole, contro un avversario con buonissime qualità offensive. Problema numero due, non meno impegnativo: segnare almeno due gol, andare ai supplementari, metterne assegno un terzo o vincere la cosiddetta lotteria dei rigori.

Insomma si parte così, in un San Paolo con qualche vuoto sugli spalti, ma con l’entusiasmo trascinante dei 40mila e poco più sulle gradinate . Ancelotti conta sulla compattezza e l’affiatamento degli undici e sulla carta di riserva di Ciro Mertens. Il Napoli è in campo nello sperimentato assetto 4, 4, 2, l’Arsenal risponde con il collaudato 3, 4,1, 2. Significativi il segno della croce dei giocatori cattolici in azzurro, le mani giunte in preghiera di Allan. Arbitra il romeno Ovidiu Hategan, 39 anni, 33 arbitraggi in coppe internazionali. Questa prova del nove dirà se l’abulìa del passato molto prossimo ha spiegazioni solo in un episodio di deconcentrazione, di rassegnazione al dominio straripante della Juventus.

Scenografia da brividi, con un mare ondeggiante di cartelli bianco-azzurri e argento, striscioni significativi come “Lotta e vinci”. Al via tocca il primo pallone il Napoli. L’Arsenal parte come se fosse il Napoli in vantaggio per due a zero e c’era da aspettarselo. Per i gunners l’importante non è difendere e consentire spazi offensivi agli azzurri. Emery ne è pienamente consapevole e chiede ai suoi il pressing a tutto campo. Il Napoli comincia a prendere le misure dello schieramento avversario e si insedia nella metà campo dell’Arsenal. Al 24° azione ficcante degli azzurri, assist per Milik e gol ma in fuori gioco, anche se sarebbe stato utile affidarsi al Var, che non c’è. Al 27° grande occasione per Milik che da pochi passi, di testa, manda a lato un pallone invitante. I minuti scorrono troppo veloci al cronometro del Napoli e lo zero a due dell’andata pesa come un macigno. La mazzata arriva al 36°. Maxsimovic commette fallo, non così evidente, poco oltre l’area di rigore. La barriera forse è disposta male, perché consente a due giocatori dell’Arsenal di piazzarsi ai lati dei napoletani. Al momento del tiro si staccano e lasciano scoperto lo spazio per il tiro di Lacazette, che s’infila alla sinistra di Meret, colpevolmente fermo al centro della porta. 1 a 0 per l’Arsenal e il Napoli è chiamato all’impresa impossibile di segnare quattro gol. Uno di non pochi problemi è la difficoltà di fornire Milik al centro della difesa dei gunners. L’intervallo è vicino e si riducono le chance degli azzurri di ridurre lo svantaggio. Basteranno 45 minuti per il miracolo della rimonta? Ci si mette anche l’arbitro con un paio di decisioni molto discutibili. Rimane il rammarico per il gol in fuori gioco di Milik, segnalato dal guardalinee, in assenza della la verifica al Var. Peccato per un contropiede ficcante concluso da Callejon con un tiro potente ma centrale. A questo punto, cioè in fase di tutto per tutto, forse servirebbe un Napoli a trazione anteriore sprint, con Mertens chiamato a scardinare l’impianto difensivo dell’Arsenal grazie a scambi ravvicinati con Milik e Insigne, anche con il rischio di favorire il contropiede dei gunners. Altra variante sarebbe di spingere anche sulla fascia destra con Mario Rui. Ancelotti la pensa come noi e dal primo minuto sostituisce Maxsimovic con Mertens. Callejon arretra. 47°: fuga di Insigne, cross per Fabian senza avversari, tiro al volo altissimo. Al 48 Meret compie un miracolo. Con un mano intercetta un tiro destinato a finire in rete. Allan conferma di non essere al top della forma. Troppi errori, non da lui. Preme il Napoli, Mertens e Insigne spingono a tutta velocità. L’Arsenal si dedica solo al contropiede ed è pericoloso. Il tempo è tiranno e la pressione degli azzurri è arrembante. Al 56° altro gol in fuori gioco. E’ di Koulibaly, ma era davvero in fuori gioco? Secondo dubbio e due sono troppi. Callejon crossa un paio di volte senza costrutto, ma è solo Napoli. Come volevasi dimostrare funziona la doppia percussione sulle fasce destra e sinistra. Al minuto 61 fuori Insigne dentro Younes, appena dopo un’occasione mancata del capitano, fischiata dalle gradinate. Il gol non arriva e l’obiettivo Europa League somiglia sempre di più a una chimera. Il calcio è quasi una scienza esatta. Lo diceva Boskov “Vince chi segna più gol e l’Arsenal ne ha fatti tre al Napoli, contro zero. I gunners controllano la partita con la calma dei forti e cala il sipario sul sogno svanito degli azzurri di non rimpiangere l’esito parzialmente positivo del campionato. Chapeau per gli uomini di Emery, che accedono alla semifinale di coppa. E però, almeno un gol il Napoli lo avrebbe ampiamente meritato. E’ troppo chiedere a De Laurentis di dotare la squadra di un regista da scudetto per il prossimo campionato? E’ un pio desiderio, che immaginiamo sarebbe respinto al mittente. Ancelotti? Il “suo Napoli” ancora non si è visto.

 

Luciano Scateni