SCATENI. Come vivremo quando il Tav sparirà dai media?






Articolo pubblicato il: 08/03/2019 15:11:54
Ultimo aggiornamento articolo: 08/03/2019 15:11:54

Anche a voi è sembrato che mancasse un elemento del tragicomico guazzabuglio Tav? Che fortuna, provvede a colmare la lacuna il governatore del Piemonte, il dem Chiamparino. Egli, rabbioso, minaccia con una punta d’ironia: “Conte”, questa l’esternazione, “ci ha spiegato a lungo che l’acqua calda può scottare e, abbiamo capito che il governo ha deciso di non decidere, adducendo con la scusa nuovi approfondimenti con partner che da anni hanno già approfondito. Lunedì giornata decisiva: se i bandi non partono si perdono una parte dei fondi europei e l’opera rischia di essere definitivamente affossata”. Di qui l’appello alla mobilitazione di imprenditori, sindacati, professionisti, associazioni. Chiediamo se pensa anche a sommosse di piazza e barricate, a una guerra civile tra sì Tav e no Tav.

Munitevi di cronometro (ce n’è uno anche sugli smartphone)e scandite il tempo che passa ogni sessanta secondi. Minuto dopo minuto, il debito del nostro Paese aumenta di 70mila euro, ovvero di 4milioni e 200mila ogni ora, di 100 milioni al giorno, tre miliardi al mese, cento miliardi all’anno. La cifra impressionante di duemilatrecentocinquanta miliardi a cui ammonta il debito totale cresce con l’andamento descritto e, tra l’altro, l'Italia paga 69 miliardi all'anno di interessi. Cosa propone la Lega per uscire dal baratro? Di vendere gli immobili di proprietà demaniale o, in alternativa di ristrutturare il debitoallungando i tempi della rata di trent’anni. Questo indica il leghista Perosino. A prescindere dal fermo scetticismo della Germania e dei Paesi del Nord Europa, capite in che mani siamo capitati? Provate ora a contare tutti i sessanta secondi che nell’arco di ogni giornata esauriscono l’iniziativa politica del governo gialloverde con la zuffa sul Tav, che maschera lo spaventoso approssimarsi dell’Italia alla iattura delle recessione ed ecco, saprete a quali mani, il 4 marzo del 2018, l’Italia si è consegnata.

Di sfuggita: anziché starsene nell’ombra, per ammortizzare i danni d’immagine effetto di una nuova indagine che lo vede alle prese con la giustizia, Berlusconi rischia visibilità negativa lanciando uno spot pubblicitario per Salvini premier. Con quali voti? “Mi risulta che siano molti in Parlamento, anche fra i Cinque stelle, disponibili per convenienza, per calcolo o per senso di responsabilità, a sostenere un nuovo governo senza passare per nuove elezioni”. Che ne pensate? Il Berlusca merita l’ attestato di portacolori dell’etica in politica.

Se l’onere fiscale fosse progressivo, cioè più consistente in relazione ai livelli di reddito alto-altissimo e meno gravoso per quelli bassi-bassissimi, quanto sarebbe giusto imporre alla famiglia Ferrero, quella della Nutella, la più ricca tra i nababbi italiani, in testa alla graduatoria con un patrimonio di 22,4 miliardi, a Del Vecchio di Luxottica, con 19.8 miliardi? Meglio non azzardare cifre, c’è il rischio di fughe ancora più clamorose di capitali nostrani al sicuro nei paradisi fiscali. Non solo maschi nella classifica dei miliardari italiani. Massimiliana Landini Aleotti, erede dell’Industria Farmaceutica Menarini, è stata tra le top ten delle donne più ricche del mondo (ora è accreditata del patrimonio di 7,4 miliardi di euro). Gli altri protagonisti di casa nostra presenti nel World’s Billionaires sono arcinoti: Berlusconi, Bertelli e signora Miuccia Prada, Piero Ferrari figlio del fondatore dell’auto in assoluto più ambita, Giorgio Armani, i Benetton. Quanto è forte la curiosità di conoscere le loro dichiarazioni dei redditi?