SCATENI. E' "de profundis" dell'Onu per il decreto della disumanità


Articolo pubblicato il: 19/05/2019 16:09:39
Ultimo aggiornamento articolo: 19/05/2019 16:09:39

Risponderà con un mussoliniano “me ne frego” anche alle 12 pagine dell’Alto Commissariato dell’Onu per i diritti umani, che condanna senza attenuanti il famigerato decreto sicurezza bis? Il durissimo atto d’accusa non lascia spazio a dubbi. Salvini deve rispondere di violazione dei diritti fondamentali dei migranti e delle norme internazionali sui salvataggi in mare. Il risultato dell’istruttoria è stato trasmesso dall’ambasciatore italiano alle Nazioni Unite al ministro degli esteri Moavero. Dal Viminale arriva in risposta un nuovo esempio di scorrettezza istituzionale. Testuale: “L’autorevole Onu dedichi le energie all’emergenza umanitaria in Venezuela, anziché fare campagna elettorale in Italia” (???). L’indispettito Salvini prova a censurare l’Alto Commissariato per aver reso pubblica la lettera ai media prima che al Viminale, ma deve chiedere ragione all’ambasciatore italiano dell’Onu e al ministro degli esteri, che l’hanno ricevuta il 15 maggio e ammesso che non l’abbiano trasmessa al Viminale. Insomma un’altra gaffe. “Il decreto”, dichiara il vice premier del Carroccio, “è necessario, urgente, tecnicamente ineccepibile” e ribadisce l’auspicio che venga discusso nel Consiglio dei ministri di domani”(vuoi vedere che fa marcia indietro, per non essere bocciato e aprire la crisi di governo?) Il durissimo atto di accusa condanna il ministro dell’Interno per la violazione dei diritti fondamentali dei migranti e delle norme internazionali sui salvataggi in mare. L’ufficio delle nazioni Unite ha trasmesso al ministro degli esteri Moavero il risultato di un’istruttoria sulle direttive di Matteo Salvini indirizzate alle forze di polizia, alla guardia costiera e in un caso allo stato maggiore dell’esercito, con cui si chiede di bloccare le navi impegnate nei soccorsi umanitari nel mediterraneo centrale. Il rapporto parla di una criminalizzazione delle organizzazioni della società civile impegnate nelle attività di ricerca e salvataggio in mare. “Siamo molto preoccupati dell’approccio del ministero dell’Interno contro la nave Mare Jonio non basato su decisione dell’autorità giudiziaria. Si tratta di un tentativo politico di criminalizzazione le operazioni di salvataggio compiute nel Mediterraneo centrale dalle organizzazioni della società civile”. Secondo l’agenzia Onu per i diritti umani l’azione del ministero dell’Interno intensificherebbe il clima di ostilità e xenofobia contro i migranti. Viene richiamato il principio del Place of Safety, il luogo sicuro di sbarco dei migranti naufraghi salvati. In molti rapporti Onu e delle Ong è ampiamente documentata la violazione dei diritti umani per i migranti in Libia, dove sono soggetti a traffico di esseri umani, detenzione arbitraria, tortura e maltrattamenti, violenze sessuali, esecuzioni extragiudiziarie, lavoro forzato e estorsioni. La Libia non può essere considerata un porto sicuro per lo sbarco dei naufraghi salvati nel mediterraneo centrale. Le Nazioni unite richiamano anche il principio di non respingimento previsto dalle convenzioni internazionali sui diritti dell’uomo e lo sbarco nei porti di Tripoli dei migranti recuperati delle motovedette libiche, azione che viola proprio il principio di non respingimento.

È intenzione di Salvini di mettere il decreto bis all’ordine del giorno di domani, ma Lo confermerà? Diciamo di sì. I parlamentari 5Stelle rifiuteranno di votare? Voteranno “no”? Voteranno “sì”? La condanna dell’Onu sottrae al litigioso governo gialloverde ogni via di fuga. Il sì consegnerebbe Di Maio alla gogna di un vigliacco dietrofront. Il “no”, se Salvini confermasse la triste fama di “Ce l’ho duro”, dovrebbe aprire ufficialmente la cisi mascherata da interessi di bottega. Nota a margine. Moavero dovrà spiegare come mai l’atto di accusa, datato 15 maggio, è noto solo ora. È comparso solo ora per sabotare il decreto, in vista del voto di domani chiesto da Salvini?

Nell’onda lunga delle proteste contro la ritorsione subita dall’insegnante palermitana per le riflessioni dei suoi studenti su analogie tra leggi razziali fasciste e decreto sicurezza, s’innesta con peso politico determinante la condanna dell’Onu per le farneticazioni xenofobe e razziste di Salvini. È sconcertante il commento di un ospite di Gramellini che ieri sera, nel programma “Parole” ha definito improprio l’accostamento proposto dagli studenti. Cos’altro è il decreto respingimenti se non una replica delle leggi razziali, delle loro vittime, se non la tragedia dei corpi di migliaia di uomini, donne, bambini che giacciono insepolti nei fondali del Mediterraneo, per mancato soccorso?