SCATENI. Il rosso dell'Arena si tinge d'azzurro. 3 Napoli, 2 Salisburgo


Articolo pubblicato il: 23/10/2019 23:31:40
Ultimo aggiornamento articolo: 23/10/2019 23:32:21

Questo Napoli su cui sovrintendono De Laurentiis, Giuntoli e Ancelotti, non viene fuori da un momento di calcio esaltante. Si direbbe che non ha sfrattato il sarrismo e non ha traslocato nella filosofia di mister Ancelotti, che detto tra noi è l’icona di un glorioso passato non ancora a pieno il presente atteso dai napoletani. Al ‘Red Bull Arena’ di Salisburgo gli azzurri si presentano con l’undicesima formazione messa in campo nelle undici partite finora disputate tra campionato e Champions. Pro e contro: alternare i ventidue della rosa, in base a un’attenta valutazione del ‘nemico’ e della loro condizione psicofisica, consente di dosare le energie dell’intero organico, ma può anche diventare motivo di ostacolo all’affiatamento, al  muovere il pallone smistandolo a memoria, al ritrovarsi in automatico. Il Napoli visto finora ha conferma le perplessità sulla seconda conseguenza dell’impiego a singhiozzo. Un paio di exploit e primo fra tutti il due a zero del San Paolo sui campioni  d’Europa del Liverpool, ma anche sciatterie come il pari con il Genk o la sconfitta interna con il Cagliari.
 
L’impegno di questo mercoledì ottobrino non è certo da sottovalutare. Il Salisburgo è team forte, aggressivo, ha vigoria giovanile da vendere e gode di un tifo al calor bianco che i 2.000 napoletani al seguito avranno difficoltà a bilanciare. Gli austriaci si presentano all’appuntamento con gli azzurri con un biglietto da visita di tutto rispetto: due vittorie, nove gol all’attivo. In campo per il tecnico americano Marsh due accreditati, diciannovenni, l’ungherese Szboszlai e il norvegese Haaland. Ancelotti risponde con un problema difensivo provocato dalle condizioni fisiche imperfette di Mario Rui, che costringe il destro Di Lorenzo a spostarsi a sinistra, lui che mancino non è e dal sei in condotta assegnato a Ghoulam. Il motivo ufficiale è ‘negligenza’ durante gli allenamenti. Ci crediamo? Il reparto difensivo gode comunque di buon credito. Zero gol nelle ultime due partite. Il calcolo delle probabilità è a favore di Ancelotti: da tre anni non vince in trasferta e dopo il tre nel calcio non c’è il quattro. Fischia il francese Turpin, pronti, via…in un’orgia di bandiere argento-rosse, spettacolo ad altissima temperatura emotiva. In pratica è il dodicesimo uomo in campo del Salisburgo. Dà forfeit anche Manolas. Ancelotti preferisce Lozano a Insigne. Al primo minuto tiro al volo di Mertens, grande intervento di Stankovic. All’ottavo batti e ribatti in zona pericolosa, il pallone finisce a Haaland e gol, ma il Var annulla: fuori gioco.  Gioco pari nei primi dieci minuti con alternati capovolgimenti di fronte. Duettano a meraviglia Callejon e Mertens, il belga  fulmina Stankovic con un missile che entra in rete tra palo e mano del portiere. Il minuto 17 è fatale per il Salisburgo. 1 a 0. Il numero di  gol del belga è pari a quello del mitico record di Maradona. Gli austriaci accusano il colpo, ma per poco, la difesa dei red conferma di non essere impenetrabile. Mertens è indemoniato e mette paura alla difesa austriaca. Al 25° Haaland  a un passo dal gol. Meret, si oppone tre volte agli attacchi del Salisburgo e subisce un colpo alla mano da Hwang. Pericolo per gli azzurri. La squadra allenata da Marsch preme e tiene gli azzurri nella propria metà campo. Al 30esimo in fase di ripartenza Mertens vede Stankovic fuori dai pali e da metà campo prova il gol impossibile. Pallone oltra la traversa, Stankovic s’infortuna arretrando. Lo sostituisce Coronel. Si susseguono i calci d’angolo per il Salisburgo, ma niente di fatto. Al 36eisesimo miracolo di Meret su tiro a colpo sicuro di Daka. La pressione degli austriaci schiaccia gli azzurri che non riescono a ripartire. Ammonito Lozano per un fallo tecnico. Attacchi a ripetizione dei red e cresce il rischio di subire la loro aggressività. Al 40 il pari. Malcuit atterra in aerea Hwang. Rigore, Haaland non fallisce. 1 a 1. Il terzino francese aveva mostrato difficoltà nel contrastare Hwang sulla sinistra del fronte offensivo del Salisburgo. Meglio Hyasj? Continuano ad aggredire i padroni di casa. Si riscuote il Napoli, ma per pochi secondi. Cinque minuti di recupero e l’inerzia della partita rimane del Salisburgo. Ammonito Haaland al 45esimo. Spedisce Luperto fuori campo con uno spintone gratuito. Squadra giovane il Salisburgo, riuscirà ad essere così aggressiva anche per i secondi 45 minuti?  Nel Napoli pesa l’assenza a di un grande difensore qual è il greco Manolas. Buoni i primi venti minuti degli azzurri, poi dominio austriaco. Ancelotti deve studiare qualcosa per contrastare i red nella fase cruciale della  costruzione a centro campo e forse le qualità di Insigne nel costruire i collegamenti difesa-attacco (fuori Zielinski), potrebbero cambiare l’inerzia della partita.
 
È second time. Primo pallone per il Salisburgo. I red aggrediscono con pari intensità rispetto al primo tempo. Spingono i padroni del campo. È loro il possesso palla. Il Salisburgo non perde in casa dal 2016 e non sarà un caso. La sua furia non  subisce cali di tensione. Adrenalina  a mille degli austriaci, compreso il tecnico Marsch che si fa ammonire. La macchina da guerra del Salisburgo ha la quinta innestata, quella degli azzurri si muove con la terza marcia. Imminente l’ingresso di Insigne. Bellissima azione sulla destra degli azzurri, cross perfetto per Mertens che non perdona. 2 a 1, al minuto 64. Il belga meglio di Maradona per un gol in azzurro in più. I red sembrano accusare lo sforzo di quasi un  tempo e mezzo. Allora Serrare le fila, migliorare la qualità degli scambi, addormentare la partita: è il compito degli azzurri per controllare l’ardore del ‘nemico’. Un cross che poteva essere innocuo trova Haaland completamente libero ed è 2 a 2. Difesa degli azzurri assente. Dopo neppure un minuto il Napoli si vendica. Lungo lancio di Loulibaly per Mertens, cross al centro, Insigne riceve, batte Coronel e corre ad abbracciare Ancelotti. 3 a 2, immense emozioni. Llorente per un super Mertens, anche per avere una torre difensiva sui cross. Var  per un fallo di mano di un difensore red ma non è rigore, braccio attaccato al corpo. Entra Elmas per Callejon al minuto 80. Ancelotti si cautela. La furia degli austriaci si è placata e il Napoli controlla con calma. Otto minuti al 90esimo, più recupero. Sei minuti al the end…quattro…tre.  Lento pede dei red,  a tutto vantaggio del Napoli. Un minuto al 90esimo, 50 secondi, tre i minuti di recupero. Se ne va il primo, angolo per il Salisburgo. Un minuto e mezzo da giocare…cinquanta secondi,, trenta…venti…dieci, secondi…triplice fischio di Turpin. Il Salisburgo non perdeva in casa da 38 anni, che impresa  e che regalo per i duemila tifosi azzurri. Red Bull Arena, espugnato, Ancelotti padre e figlio si abbracciano, la Napoli incollata ai televisori è in festa, gli impacci dello zero a zero con il Genk sono un ricordo lontano.