SCATENI/Parità, senza se, senza ma: 0 a 0 Milan-Napoli


Articolo pubblicato il: 27/01/2019 09:58:51
Ultimo aggiornamento articolo: 27/01/2019 09:58:51

In un crescendo molto interessante, Kévin Malcuit, francese di origini marocchine, conferma partita dopo partita di essere la migliore scelta del Napoli per completare il settore difensivo e non solo. Nei 95minuti di Milan- Napoli ha interpretato il ruolo come prescrive il calcio moderno. Attento e tempestivo in fase di difesa, spesso decisivo nel contrasto alle incursioni dei rossoneri, perfetto nella spinta sulla fascia destra, efficace nei duelli uomo contro uomo, cross intelligenti, rientri tempestivi.

Contro un Milan, che Gattuso ha plasmato a sua immagine, cioè grintoso, deciso, arrembante, il Napoli oppone quello che può, con qualche limite determinante. Il prevalere del possesso palla è un dato banalmente numerico, si rivela inefficace per il ritmo lento di tutta la squadra e agevola il compito della difesa rossonera, coriacea, compatta, senza sbavature, che alle spalle conta sulla statura non solo fisica di Donnarumma. Niente male neppure Ospina, in particolare su un paio di conclusioni ravvicinate dei rossoneri, una sull’irruzione in area di rigore di Piatek. Con Malcuit è Koulibaly il migliore degli azzurri. In tono minore Insigne, che denuncia un evidente calo di rendimento da qualche partita in qua e Mertens, meno brillante del solito. L’andamento del match, privato di emozioni forti per la sterilità dei due attacchi, avrebbe forse consigliato di affidarsi e non in extremis all’estro e al tiro dalla distanza di Ounas, all’intraprendenza del tedesco Younes e, per compensare le difficoltà di suggerire proiezioni in profondità all’esperienza, all’esperienza, alla dote di propulsore di Hamsik. Un corollario che avrà ripercussioni nel futuro immediato è la doppia espulsione di Fabian Ruiz e di Ancelotti. Lo spagnolo per doppia ammonizione, la seconda assolutamente ingiustificata, fischiata per un fallo di mano che ha stento avrebbe meritato un calcio di punizione, quella dell’allenatore provocata da giuste proteste per l’espulsione di Fabian. Il risvolto negativo di questo pareggio senza reti è probabilmente nel gap che domani potrebbe consentire alla Juventus di mettere dieci punti tra sée e gli azzurri. A cosa imputare la partita sotto tono degli azzurri è indagine complessa. Quel che appare è un affaticamento generale della squadra, nonostante i ripetuti turnover pianificati da Ancelotti e pesa non poco la mancanza del cosiddetto metronomo di centrocampo, di un emulo di Pirlo. Tutto sommato, in attesa di cercare e trovare il sostituto di Jorginho, meglio Diawara che niente. Altrimenti il Napoli sarà costretto a tessere un’inutile ragnatela di passaggi a centro campo, spesso laterali, a volte all’indietro.

La serata meno brillante del solito di Faban Ruiz ha contribuito vistosamente alla sterilità di Milik e compagni e anche se può sembrare un’eresia per i fan di Insigne, potrebbe essere un toccasana dare spazio a Ounas per un paio di giornate, per restituirgli la fame da gol e la voglia di esprimere la rabbia agonistica dei tempi migliori. Che dire della cronaca: un paio di occasioni per il Milan, altrettante per il Napoli, ma nulla di straordinario. Obiettivamente, il pari è il logico esito di una partita che non ha mai provocato brividi nella schiena dei tifosi di casa, né della migliaia di napoletani. Martedì si replica per la Coppa Italia, obiettivo secondario che con la vittoria su questo stesso Milan vedrebbe il Napoli quasi certamente contro la Juventus. Nel frattempo farà certamente bene alla salute psicofisica di Fabian Ruiz, riposare martedì e quando sconterà la squalifica per l’espulsione.

Luciano Scateni.