SCATENI. Sensi, Verratti, due volte Quagliarella, Kean, Pavoletti: Italia 6, Liechtestein 0


Articolo pubblicato il: 27/03/2019 10:01:12
Ultimo aggiornamento articolo: 27/03/2019 10:01:12

Buona sorte per Mancini e gli azzurri in questo avvio degli “Europei”. Esordio con una delle realtà territoriali minori, la Finlandia, ai confini Nord del Vecchio Continente e in seconda battuta l’infinitamente piccolo Principato del Liechtestein, che conta circa 38 mila sudditi, pari a quanti abitanti vivono in un popoloso quartiere di Roma, Milano o Napoli. La modestia dell’avversaria concede all’innovatore che guida la nazionale di traslare nell’undici, che si oppone ai baldi giovani dello staterello stretto fra Austria e Svizzera, il talento di nostri virgulti, potenziale ossatura dell’Italia di là da venire. C’è di che divertirsi. I ragazzi vestiti di azzurro (a proposito, è un colore denso, tendente al blu, bello) come tutti i giovani sono spregiudicati, ricchi di energia, generosi e trasudano voglia dimettersi in mostra. Sembra che Kean, diciannove anni e un radioso avvenire dinnanzi a sé, con la prestazione di Udine e il bel gol segnato alla Finlandia, sia ancora più il soggetto del desiderio di club straricchi, disposti a investire cifre da capogiro per tesserarlo. L’agente del giovanotto spara una cifra alla Ronaldo per indicare il valore del suo assistito. E che ne pensa Salvini, come ingoia il rospo di un ragazzo di colore che canta l’Inno di Mameli e dice con orgoglio “Sono italiano”? E poi, Perché Kean ne ha diritto e non Rami, anche lui nato in Italia, perfettamente integrato, aspirante carabiniere?

Dunque Italia-Liechtestein, in quel di Parma, dopo l’emozionante accoglienza di Udine agli azzurri. A bordo campo Adam e Rami. Ricevono un’ovazione del pubblico, l’affetto dei giocatori azzurri, la maglia della nazionale e soprattutto il pentimento di Salvini che costretto dalla pressione di tutto il Paese si rimangia l’odioso “Rami parlerà di ius soli quando sarà eletto parlamentare” e dichiara che il piccolo eroe diventerà cittadino del nostro Paese.

I rossi, allenati da Kolvidsson, si schierano nel 50% del terreno di gioco, la propria metà. L’Italia aggredisce, ma deve superare un muro compatto. Comunque, il gap del Liechtestein è vistoso e gli azzurri spadroneggiano. Al 17esimo uno strepitoso Spinazzola ubriaca il diretto difensore con un dribling immarcabile. Cross morbido, irrompe Sensi, che un gigante non è, colpisce alla perfezione di testa. Uuno a zero. Non cambia niente. L’inerzia della partita è completamente degli azzurri che preparano il raddoppio. Il miglior Verratti da molto tempo in qua s’incunea al minuto 32 in un groviglio di difensori. Lo slalom gli concede mezzo metro di spazio, quanto basta per un gol alla Insigne. Destro a giro, due zero. Manca all’appello, ma per poco, il mitico Quagliarella. In una mischia furibonda nell’area Hasler colpisce con il braccio. Rigore. Il centravanti napoletano della Samp non perdona. 3 a 0. Bello, generoso, il gesto di Jorginho, rigorista dell’Italia. Gli lascia la conclusione e si ripete al 45esimo, quando Kaufmann respinge sulla linea di porta un pallone destinato a entrare in rete. Rigore, espulsione del giocatore, doppietta di Quagliarella e 4 a 0. Detto di 45 minuti divertenti e del bel gioco degli azzurri, non si deve però dimenticare che hanno avuto di fronte una squadra di valore tecnico pari a quello di una formazione della nostra serie B in lotta per non retrocedere.

Ripartenza. Diventerà goleada questo match-allenamento dell’Italia che affronta il secondo tempo in 11 contro 10? Largo ai giovani: Mancini dà spazio a Zaniolo e si abbassa ancora ‘età media degli azzurri. Calerà ancora al minuto 72 . Esce Quagliarella ed è standing ovation, entra Pavoletti, che dopo quattro minuti colpisce di testa un cross dalla destra. Respinge alla meglio Buchel, tapin del centravanti del Cagliari, dopo l’esperienza negativa con Sarri nel Napoli, 6 a 0. Prima di lui con l’ostinazione di chi vive per fare gol, era arrivata la rete di Kean di testa a due passi da Buchel. Almeno metà merito è di Spinazzola. autore di una percussione sulla fascia sinistra, culminata con un doppio dribling e il cross al centro di una mischia fitta, a due passi dalla linea di porta. Quinto quinto gol dell’Italia. La rete numero sette non arriva e risparmia una mortificazione più severa ai simpatici calciatori del Principato. Quasi dimenticavo: ancora più verde la nostra nazionale con l’ingresso di Izzo per Bonucci. Buon futuro.

 

Luciano Scateni