SCATENI. Sorprendente inciampo: Napoli 2, Lecce 3


Articolo pubblicato il: 09/02/2020 19:19:29
Ultimo aggiornamento articolo: 09/02/2020 19:19:29

Napoli-Lecce, giornata numero 23 del campionato. Compri tre e prendi tre: al mercato della Serie A al Napoli di Gattuso riesce l’impresa di cancellare il mezzo disastro della gestione Ancelotti e prova a scalare la classifica nel tentativo, tutt’altro che agevole di riagguantare una delle zonei privilegiate, quelle che danno accesso alla Champions  Lague o quanto meno dell’Europa League. Il problema è che non si può sbagliare più niente e sperare in qualche ‘infortunio’ delle squadre che precedono gli azzurri. Per cominciare è indispensabile smorzare la carica positiva e l’entusiasmo del Lecce di Liverani, premiato con il riconoscimento della ‘Panchina d’argento’. Dopo un inizio di campionato in sordina sta dimostrando di avere un buon organico e  una regia intelligente.
 
La missione invernale di Giuntoli ha immesso energie fresche e in parte cariche di talento in un impianto un  po’ logoro con Demme, Lobotka e da ultimo con Politano. Se n’è giovato il centrocampo, anche se i due nuovi arrivati non hanno le caratteristiche di metronomo, di regista, quello che manca agli azzurri dopo l’addio di Jorginho e Diawara. In ombra i misteri di Lozano, forse in partenza dopo ripetute prove così, così,  e di  Ghoulam, che dopo gli infortuni non ha più meritato il diritto di agire sulla sinistra della difesa azzurra, forse perché intenzionato a emigrare altrove. Il San Paolo torna a ricoprire il ruolo di dodicesimo azzurro e anche se per un match non di vertice qual è la sfida al Lecce, sfiora il tutto esaurito. Bsterà? Merito di Ringhio Gattuso, grande motivatore degli azzurri, di Insigne, che interpreta con autorità ed entusiasmo il ruolo di capitano, merito della ritrovata serietà professionale dell’intero organico? Di tutto un po’ e l’amarezza per un passato prossimo  da dimenticare è sembrata affievolirsi. La squadra di Gattuso però non deve sottovalutare il Lecce di Liverani, recentemente premiato con la panchina d'argento. I pugliesi hanno seppellito il Torino con una valanga di gol grazie a un modello di calcio propositivo hanno  bloccato sul pareggio nientemeno che Juventus e Inter. Il Napoli, su sette gare, vanta cinque vittorie sul Lecce. Basterà? Liverani deve rinunciare a Gabriel, Farias e Tachtsidis, forse anche a Babacar, Meccariello, Shakhov.
 
In sottofondo le riflessioni di Insigne sull’ammutinamento del dopo Salisburgo, il rifiuto di continuare il ritiro come imposto dalla società è il “casino” successivo, incontrollato dalla società e da Ancelotti. Dopo il cambio di allenatore, la ritrovata la fiducia e le vittorie su Lazio e Juventus. Ma ora c’è da imbrigliare un Lecce in crescita e il colpito è tutt’alto che facile.
 
Arbitra Giuia, pronti….via. Parte in quinta il Napoli, pericoloso con Politano, aggressivo come vuoleGattuso, ma il Lecce contiene bene l’offensiva. Al settimo è pericoloso Insigne. Tacco di Milik cross di Lobotka, il capitano gira di testa, deviazione in angolo del Lecce. Tre minuti dopo un classico del repertorio degli errori di Milik, che solo, soletto, a pochi passi da Vigorito, spedisce oltre la traversa. Bis di Zielinski dopo sette minuti e pallone fuori non di poco. Ci prova Mario Rui dieci minuti dopo dalla distanza. No problem per Vigorito. IL Napoli non è abbastanza fluido e incisivo come vorrebbe Gattuso. Il Lecce punta la preda e l’azzanna. È il trentesimo, Saponara, che ha recuperato, con uno spunto  felice serve Falco. Il suo tiro è respinto da Ospina in area, ma respinge e consegna il pallone ai piedi buoni di Lapadula. Uno a zero per il Lecce. Doccia fredda. Dopo tre minuti, nuova incursione di Saponara, conclusione di poco a lato di Falco. Sfiorano il pari gli azzurri, ma Insigne, sfortunatissimo, colpisce il palo. È il diciannovesimo legno colpito dai napoletani in questo scorcio di campionato. Nel terzo minuto dei supplementari il pareggio di Milik che rifinisce in gol una buona iniziativa di Insigne: il tocco impreciso è comunque vincente. Uno a uno. Si riparte e al minuto  56,  Insigne, tutto solo in area, colpisce molto male il pallone. Agevole la risposta di Vigorito. Minuto 61: cross da sinistra di Falco per Lapadula, Maxsimovic superato, 2 a 1 per il Lecce. Spreca ancora Milik, poi, su ripartenza dei pugliesi sparacchia ancora a lato di poco. In contropiede il Lecce conclude una buona azione: testa di Barak, Ospina salva con un fantastico intervento,  Milik cade in area al 73esimo, il signor Giuia non  ci crede e l’ammonisce. Va in gol il Lecce al minuto 82. Mancosu, appena entrato in campo, con una fucilata da trenta metri sorprende Ospina su punizione. Tre a uno. Giochi fatti? Sì, nonostante il gol di Callejon  a un minuto dal 90esimo su assist di Zielinski. Il The end; 3 Lecce, due Napoli, aghi ahi!. L’assalto del Napoli  nei 5 minuti di recupero non servono agli azzurri a cambiare l’esito della sconfitta che impone  il mea culpa agli azzurri e premia il Lecce rigenerato da Liverani.  Segnali di nervosismo in campo azzurro: ammoniti Koulibaly, Zielinski, Milik , Mario Rui, Demme e  domani, spera Gattuso sarà un altro giorno. .  
Napoli-Lecce, giornata numero 23 del campionato. Compri tre e prendi tre: al mercato della Serie A al Napoli di Gattuso riesce l’impresa di cancellare il mezzo disastro della gestione Ancelotti e prova a scalare la classifica nel tentativo, tutt’altro che agevole di riagguantare una delle zonei privilegiate, quelle che danno accesso alla Champions  Lague o quanto meno dell’Europa League. Il problema è che non si può sbagliare più niente e sperare in qualche ‘infortunio’ delle squadre che precedono gli azzurri. Per cominciare è indispensabile smorzare la carica positiva e l’entusiasmo del Lecce di Liverani, premiato con il riconoscimento della ‘Panchina d’argento’. Dopo un inizio di campionato in sordina sta dimostrando di avere un buon organico e  una regia intelligente.
 
La missione invernale di Giuntoli ha immesso energie fresche e in parte cariche di talento in un impianto un  po’ logoro con Demme, Lobotka e da ultimo con Politano. Se n’è giovato il centrocampo, anche se i due nuovi arrivati non hanno le caratteristiche di metronomo, di regista, quello che manca agli azzurri dopo l’addio di Jorginho e Diawara. In ombra i misteri di Lozano, forse in partenza dopo ripetute prove così, così,  e di  Ghoulam, che dopo gli infortuni non ha più meritato il diritto di agire sulla sinistra della difesa azzurra, forse perché intenzionato a emigrare altrove. Il San Paolo torna a ricoprire il ruolo di dodicesimo azzurro e anche se per un match non di vertice qual è la sfida al Lecce, sfiora il tutto esaurito. Bsterà? Merito di Ringhio Gattuso, grande motivatore degli azzurri, di Insigne, che interpreta con autorità ed entusiasmo il ruolo di capitano, merito della ritrovata serietà professionale dell’intero organico? Di tutto un po’ e l’amarezza per un passato prossimo  da dimenticare è sembrata affievolirsi. La squadra di Gattuso però non deve sottovalutare il Lecce di Liverani, recentemente premiato con la panchina d'argento. I pugliesi hanno seppellito il Torino con una valanga di gol grazie a un modello di calcio propositivo hanno  bloccato sul pareggio nientemeno che Juventus e Inter. Il Napoli, su sette gare, vanta cinque vittorie sul Lecce. Basterà? Liverani deve rinunciare a Gabriel, Farias e Tachtsidis, forse anche a Babacar, Meccariello, Shakhov.
 
In sottofondo le riflessioni di Insigne sull’ammutinamento del dopo Salisburgo, il rifiuto di continuare il ritiro come imposto dalla società è il “casino” successivo, incontrollato dalla società e da Ancelotti. Dopo il cambio di allenatore, la ritrovata la fiducia e le vittorie su Lazio e Juventus. Ma ora c’è da imbrigliare un Lecce in crescita e il colpito è tutt’alto che facile.
 
Arbitra Giuia, pronti….via. Parte in quinta il Napoli, pericoloso con Politano, aggressivo come vuoleGattuso, ma il Lecce contiene bene l’offensiva. Al settimo è pericoloso Insigne. Tacco di Milik cross di Lobotka, il capitano gira di testa, deviazione in angolo del Lecce. Tre minuti dopo un classico del repertorio degli errori di Milik, che solo, soletto, a pochi passi da Vigorito, spedisce oltre la traversa. Bis di Zielinski dopo sette minuti e pallone fuori non di poco. Ci prova Mario Rui dieci minuti dopo dalla distanza. No problem per Vigorito. IL Napoli non è abbastanza fluido e incisivo come vorrebbe Gattuso. Il Lecce punta la preda e l’azzanna. È il trentesimo, Saponara, che ha recuperato, con uno spunto  felice serve Falco. Il suo tiro è respinto da Ospina in area, ma respinge e consegna il pallone ai piedi buoni di Lapadula. Uno a zero per il Lecce. Doccia fredda. Dopo tre minuti, nuova incursione di Saponara, conclusione di poco a lato di Falco. Sfiorano il pari gli azzurri, ma Insigne, sfortunatissimo, colpisce il palo. È il diciannovesimo legno colpito dai napoletani in questo scorcio di campionato. Nel terzo minuto dei supplementari il pareggio di Milik che rifinisce in gol una buona iniziativa di Insigne: il tocco impreciso è comunque vincente. Uno a uno. Si riparte e al minuto  56,  Insigne, tutto solo in area, colpisce molto male il pallone. Agevole la risposta di Vigorito. Minuto 61: cross da sinistra di Falco per Lapadula, Maxsimovic superato, 2 a 1 per il Lecce. Spreca ancora Milik, poi, su ripartenza dei pugliesi sparacchia ancora a lato di poco. In contropiede il Lecce conclude una buona azione: testa di Barak, Ospina salva con un fantastico intervento,  Milik cade in area al 73esimo, il signor Giuia non  ci crede e l’ammonisce. Va in gol il Lecce al minuto 82. Mancosu, appena entrato in campo, con una fucilata da trenta metri sorprende Ospina su punizione. Tre a uno. Giochi fatti? Sì, nonostante il gol di Callejon  a un minuto dal 90esimo su assist di Zielinski. Il The end; 3 Lecce, due Napoli, aghi ahi!. L’assalto del Napoli  nei 5 minuti di recupero non servono agli azzurri a cambiare l’esito della sconfitta che impone  il mea culpa agli azzurri e premia il Lecce rigenerato da Liverani.  Segnali di nervosismo in campo azzurro: ammoniti Koulibaly, Zielinski, Milik , Mario Rui, Demme e  domani, spera Gattuso sarà un altro giorno. .