SCATENI/Una statua per il gigante d'ebano. Koulibaly punisce il difensivismo di Allegri. Napoli 1, Juve 0


Articolo pubblicato il: 23/04/2018 11:57:05

Lettera aperta al signor Allegri, mentre in città sembra rinnovarsi il rito dei fuochi d’artificio di Capodanno, dei clacson a distesa delle auto e il telefono squilla a ripetizione. Dai luoghi più remoti del Paese i napoletani “emigrati al Nord” e perfino da Londra scaricano l’adrenalina di 90 + quasi cinque minuti di over time e promettono di lanciare sui social una catena di sant’Antonio per una raccolta fondi da offrire al più famoso scultore vivente, che immortali il gigante nero, mister Koulibaly, che al minuto novantesimo scaduto è salito in cielo come avesse le ali e ha colpito di testa il calcio d’angolo battuto con intelligenza somma da Callejon. Buffon, è arrivato in tuffo sulla linea di porta quando il pallone aveva già gonfiato la rete. Il gol del difensore più prolifico dell’intero campionato è l’ineccepibile premio per l’azzurro di undici uomini forti di cuore. Al signor Allegri, che per la partita delle partite ha scelto di non prenderle per conservare i quattro punti di distanza dal Napoli, va detto che la vigliaccheria di mettere in campo il peggio del calcio, ovvero il catenaccio, è un disonore per la vecchia signora, forse a torto considerata nobile da folte schiere di tifosi. In novantacinque minuti neppure un tiro in porta della Juventus, tutta rattrappita nella propria metà campo, surclassata dagli azzurri in tutti i fondamentali del calcio: possesso palla, tentativi di andare in gol, tenuta atletica, determinazione.

Non è facile raccontare l’impresa del Napoli. La partita per larga parte dei due tempi è apparsa perfino noiosa, per le difficoltà degli azzurri di finalizzare l’inerzia favorevole del gioco e la tenacia dei bianconeri nel contrastarla con il solo scopo di perseguire l’obiettivo minimo dello zero a zero.

Si possono giudicare le prestazioni individuali degli azzurri, a cominciare da Mertens. Sarri deve fare una scelta coraggiosa e tenere il belga fuori squadra per un paio di partite. Avversarie di alta classifica e di modesto tasso tecnico hanno assimilato i principio che il finto centravanti inventato con intuito magistrale, se stretto da due centrali di stazza, non rende quanto nella prima fase del campionato. Può darsi che un paio di partite in panchina facciano il miracolo di ritrovarlo goleador. L’alternativa? Il tandem Milik-Mertens con il sacrificio di Callejon. Anche per i suoi tagli alle spalle della difesa avversaria il “nemico” ha trovato l’antidoto. Hamsik ha smaltito il sovraccarico di lavoro e contro la Juve è stato prezioso regista delle manovre più incisive in attacco, a conferma di un’intesa quasi perfetta con Insigne, ma anche di percussioni che contro la Juve non si sono concluse in gol per un niente. Allan non è quello dell’inizio del campionato e forse potrebbe cedere il ruolo a Rog o a Zielinski. L’intraprendenza di Mario Rui maschera alla grande l’assenza di un uomo squadra qual è Ghoulam e la coppia Albiol-Koulibaly è il certificato di garanzia del sistema difensivo in cui è incappato anche Higuain, benchè abbandonato da Allegri al destino di punta spuntata in un attacco inesistente. Quasi disoccupato Reina, discreto Hysaj, Non brillante Jorginho. Insigne, ben contenuto nella sua fascia d’elezione, ha provato in un paio di occasioni a sorprendere Buffon, ma senza la riconosciuta efficacia. Milik non è giudicabile, ha bisogno di fiducia, di giocare dal primo minuto.

In campo bianconero? Quattro meno, meno ad Allegri e, insufficienza collettiva agli undici in campo con l’eccezione di un evanescente Dybala, che merita un tre tondo, tondo. Il meno uno che ancora separa gli azzurri dalla Juve, se valutato per quello che si è visto all’Allianz di Torino. è colmabile. Più onerosi sono certamente i prossimi impegni della Juventus e non è cosa di poco conto.

Luciano Scateni