SCATENI. Verde speranza


Articolo pubblicato il: 03/06/2019 13:07:57
Ultimo aggiornamento articolo: 03/06/2019 13:10:48

È un auspicio, forse un’illusione, ma in tempi di depressione politica e con residui vistosi di caos nella casa del centrosinistra, chissà che l’onda verde che tinge con il colore della speranza le aspettative del mondo di rinsavire non si alimenti di nuova linfa  fino a trasformarla in uno tsunami positivo, che salvi il mondo dal pronosticato declino. Il verde ha colorato una quota importante del voto tedesco per le europee e la Francia sembra esserne favorevolmente contagiata. Un’indagine su campione, all’indomani del 26 maggio, sondaggio Odoxa, rivela che al capolista di Europe-Ecologie-Le Vers  va il 32% di consensi, più di Marie Le Pen, più di Macdon (30%) e che i verdi conquistano il terzo posto tra i partiti francesi, a ridosso di Rassemblement National e Repubblique En Marce. Chissà quanto ha contribuito al risveglio delle coscienze ecologiste la giovanissima icona della salvezza, la sedicenne svedesina Greta. L’intraprendente crociata mette in  stand by l’apprendimento scolastico e diventa ambasciatrice dell’ambientalismo in un tour mondiale che la porterà anche a tenere un discorso all’Onu. Sarà ancora poco, ma non prescindono dalla sua campagna le iniziative che  si moltiplicano in Italia per abolire gli oggetti di plastica non degradabile. I verdi di casa nostra, purtroppo poca cosa elettoralmente, hanno la grande opportunità di crescere in parallelo con Germania  e Francia e di immaginare future alleanze con i partiti democratici. Ma il tempo stringe e l’emergenza politica del Paese non consente lenti work in progress.  
 
Strana gente abita la politica, ovvero una fauna purtroppo non in via di estinzione che disamministra, s-governa e bada solo agli interessi personali o di bottega, cioè di partito. L’incredibile, ma atteso incidente del gigante del mare che a Venezia, fuori controllo, ha speronato un traghetto, riceve commenti indignati, condanne sommarie e appelli all’urgenza perché si metta fine, dopo anni di polemiche, alo scandalo di questi mostri che entrano pericolosamente nella laguna di Venezia, per assecondare gli  interessi della mega compagnie di  navigazione. Strana gente abita la politica. I media “amici” (primi fra tutti i Tg della Rai) hanno amplificato gli strepiti indignati del sindaco di centro destra Brugnaro, il suo  perentorio “Basta” all’ingresso delle navi nel cuore della città. Che strano: nel 2013 lo stesso Brugnaro negò la sede del Palazzo Ducale alla mostra del maestro, della fotografia, veneziano. Censurò le immagini di Berengo Gardin, che mostravano l’assurdo delle navi nello scenario intimo di Venezia.
 
Salvini ci riprova. Le critiche per la strumentalizzazione del rosario e della croce, della Madonna, a caccia di voti dei cattolici non lo scalfiscano e chissà che non ricevano il “like” di un paio di conduttrici del Tg1 leghista, che in onda esibiscono vistosi  crocifissi sul petto. Il vice premier del Carroccio ha lasciato intendere di aver fatto richiesta di un’udienza con Papa Francesco, che lo smentisce. “Dai vicepremier non ho ricevuto richieste”. Di ritorno dal viaggio in Romania, Bergoglio precisa di aver incontrato solo Conte, nega l’affermazione di Salvini e aggiunge un riferimento esplicito all’uso politico che il ministro fa della religione.  Il Papa: Dobbiamo aiutare i politici a essere onesti, a non fare campagna con bandiere disoneste, come  la calunnia, la diffamazione, gli scandali.  E non seminare odio e paura. Questo è terribile. Una politica, un politico, mai, mai deve seminare odio e paura” Più esplicito di così…
 
A posteriori del 2 Giugno, festa della Repubblica, lo scamiciato Salvini (ma la neo compagna Verdini, perché non gli regala un paio di cravatte di Marinella? Mi correggo subito, non lo farebbe mai, Marinella è un ‘terrone’)  si è tuffato a caccia di selfie tra i fan, i quali non ricordano e dimenticano di proposito che  il 2 Giugno il loro ‘capitano’ esternò questo ‘raffinato’ commento sulla festa della Repubblica: “Oggi non c’ un c…o da festeggiare”.
 
Luciano Scateni