Articolo pubblicato il: 01/03/2025 18:25:26
Questo il comunicato stampa diffuso dalla Sopritendenza di Caserta e Benevento: "Venerdì 7 marzo 2025, alle 10.30, la Soprintendenza Archeologia belle arti e paesaggio per le province di Caserta e Benevento, in collaborazione con la Diocesi di Sessa Aurunca e con il Comune di Sessa Aurunca, presenta l’evento “Colori Divini” - si legge nel comunicato - nella Sala Pio IX del Museo Diocesano Diffuso Diamare.
Il progetto espositivo è nato per promuovere la conoscenza della scultura in legno policromo d’età moderna e per condividere studi e ricerche su alcuni significativi restauri - si legge ancora - promossi dalle Diocesi di pertinenza ed eseguiti sotto l’alta sorveglianza della Sabap. La prima parte della mattinata sarà dedicata alla presentazione del libro Notizie dai restauri. Nuove acquisizioni sulla scultura lignea del Settecento in Terra di Lavoro, Edizioni Saletta dell’Uva, a cura delle storiche dell’arte Paola Coniglio (Sabap di Caserta e Benevento) e Immacolata Salvatore (Sabap per il Comune di Napoli), che racconta la storia conservativa e il contesto storico-artistico di quindici fra le principali - prosegue il comunicato - sculture lignee restaurate in questi anni.
Nel corso della seconda parte si visiterà la mostra “COLORI DIVINI. La scultura lignea del Settecento in Terra di Lavoro”, composta da un gruppo di sculture di soggetto sacro, proveniente dall’area dell’antica Terra di Lavoro e che, tra il 2018 e il 2024, è stato oggetto di interventi di restauro, per il recupero della stabilità strutturale e dei corretti valori cromatici. Il Soprintendente Mariano Nuzzo - si legge ancora - ha dichiarato: “L’attività di studio e di ricerca portata avanti dai funzionari tecnici, in primis quella che presentiamo della dottoressa Coniglio, è una delle chiavi di lettura della missione della Soprintendenza Archeologia belle arti e paesaggio per le province di Caserta e di Benevento, che rimanda direttamente al territorio a cui è legata. La valorizzazione e la fruizione da parte del pubblico delle opere restaurate permette di restituire anche quella che è la loro origine e la loro storia. Riconosciamo - prosegue il comunicato - così il giusto valore di ogni opera d’arte, promuovendone le potenzialità e, in sinergia con le Diocesi e con i Comuni, convogliamo l’interesse del pubblico verso tutto il patrimonio in custodia".