Speranza per Caserta e Caserta Decide intervengono sulla restituzione del finanziamento da 2,6 milioni di euro per il biodigestore






Articolo pubblicato il: 26/09/2026 15:00:07

Questa la nota congiunta diffusa da Speranza per Caserta e Caserta Decide: "Restituzione del finanziamento per il biodigestore, il Laboratorio Open: "Nel 2018 restammo inascoltati in Consiglio Comunale"

Negli ultimi giorni, ha tenuto banco - si legge - la notizia dell’inserimento nella massa passiva del dissesto, al fine della loro restituzione alla Regione Campania che li aveva erogati in anticipazione, di 2,6 milioni di euro destinati alle spese di progettazione del Biodigestore in zona Ponteselice. Alla fine il progetto, del valore complessivo di 26 milioni di euro, fortunatamente non si è realizzato, ma contemporaneamente si è scavato ancora un po’ più in fondo alla già enorme voragine nei conti di Palazzo Castropignano.

Speranza per Caserta e Caserta Decide, durante entrambe le giunte Marino, si sono fortemente battute per evitare che un così grosso impianto (si parlava di 40mila tonnellate all’anno) di trattamento dei rifiuti organici venisse costruito a così poche centinaia di metri dalla Reggia di Caserta e dal popoloso quartiere Acquaviva, oltre che dai comuni viciniori di San Nicola La Strada, Casagiove e Recale. Abbiamo intrapreso ogni possibile via per opporci alla scellerata decisione dell'ex sindaco Carlo Marino. Speranza per Caserta ha presentato ricorsi al Tar - prosegue - assieme ai comuni interessati ed alle associazioni ambientaliste; insieme a Caserta Decide e alle associazioni si sono organizzate manifestazioni pubbliche, cortei e presentate mozioni in consiglio comunale, sin dal 2016, con i nostri consiglieri all'opposizione, Norma Naim, Francesco Apperti, Antonello Fabrocile, e poi Raffaele Giovine dal 2021. In particolare, in un infuocato consiglio comunale nell’aprile 2018, la consigliera Naim a più riprese invitò il Sindaco a fermare l’iter, perché poi si sarebbe dovuto restituire il finanziamento in caso di mancata realizzazione dell’opera, ma rimase inascoltata. 

La battaglia è stata vinta, ma rimane il rammarico per un ulteriore spreco di denaro pubblico, e per il fatto che alla fine l’impianto, in ogni caso utile per chiudere il ciclo dei rifiuti ed abbassare la TARI imposta ai cittadini casertani, non si è fatto né a Caserta né altrove. Come questa storia, quante altre hanno distrutto le finanze pubbliche dei casertani?

Pur riconoscendo - continua la nota - la necessità di un impianto di trattamento della frazione organica, le forze del laboratorio OPEN hanno sempre affermato, dati e rilievi alla mano, che il nostro territorio comunale non presenta aree idonee alla costruzione di questo genere di strutture, in quanto fortemente urbanizzato ed antropizzato. Si sarebbe dovuto ragionare con i comuni vicini per trovare il luogo migliore, evitando di intestardirsi nel voler per forza gestire i 26 milioni di finanziamento regionale. Quanto avvenuto dovrà essere uno spunto di riflessione per tutti i futuri amministratori della città".