Articolo pubblicato il: 12/10/2026 10:46:11
Questo il comunicato stampe diffuso dal professor Giovanni Cerchia, docente universitario e presidente associazione "Progressisti per Terra di Lavoro: "La memoria è una cosa seria. Definisce identità collettive e individuali, indicando il nostro posto nel mondo e orientando ciò che vorremmo fare per il futuro. Soprattutto, la memoria - si legge nel comunicato - è un artefatto culturale mutevole, alimentata dai cambiamenti e, talvolta, manipolata per ricostruire coerenze e presunti punti di riferimento. I monumenti dedicati ai caduti sono nati dopo la Grande guerra per celebrare il ricordo di 650 mila giovani italiani morti nelle trincee.
Questa nazione di pietra è stata occupata dalla ritualità fascista che ne ha esasperato i toni con un nazionalismo e una retorica bellica che ha condotto prima alla costruzione della dittatura, poi all'abbraccio con Hitler e alle leggi razziali antisemite - si legge ancora - infine al macello della Seconda guerra mondiale. Con la nascita della Repubblica democratica, quegli spazi monumentali sono diventati un luogo di raccoglimento in nome dei valori di una patria edificata sui valori della libertà, dell'eguaglianza (formale e sostanziale) e della Resistenza all'oppressione.
È questa la memoria che quei monumenti evocano, non quella di forze secessioniste, antimeridionali o addirittura eredi del neofascismo missino. Nei confronti di questi ultimi non si può, on. Zinzi e consigliere Napoletano, che essere, effettivamente, divisi. Non per ragioni legate alla destra o alla sinistra, ma perché noi siamo italiani e italiane - si legge ancora - che difendono il perimetro della Repubblica e della sua Costituzione antifascista. Non c'è dunque luogo migliore dove tanti ragazzi e tante ragazze possono denunciare, con uno striscione - si legge ancora - la tragedia di Gaza. A loro va tutta la mia, la nostra solidarietà".