Torna 'Caserta, la Città delle Donne': oltre mille appuntamenti alla Reggia sotto la direzione artistica dell'attrice Chiara Francini






Articolo pubblicato il: 28/09/2026 17:19:39

Questo il comunicato inviatoci in redazione: "“CASERTA, LA CITTÀ DELLE DONNE” TORNA NEL 2027:  OLTRE 1.000 APPUNTAMENTI ALLA REGGIA DI CASERTA

Dal 5 all’8 marzo torna la manifestazione ideata da Fondazione Orizzonti, diretta da Chiara Francini e ospitata dalla Reggia di Caserta.

ROMA, 28 settembre 2026 – Nella Sala della Regina di Palazzo Montecitorio è stata presentata la seconda edizione di “Caserta, la Città delle Donne”, il progetto ideato da Fondazione Orizzonti che dal 5 all’8 marzo 2027 riunirà a Caserta esponenti della cultura, dell’arte, dell’impresa, della ricerca, delle istituzioni e dell’impegno sociale.  La nuova edizione si svolgerà alla Reggia di Caserta, patrimonio mondiale dell’UNESCO: una scelta che accompagna l’evoluzione del progetto, pronto ad ampliare la propria dimensione e a coinvolgere una rete sempre più estesa a livello nazionale e internazionale.  L’incontro è stato aperto dall’On. Anna Rita Patriarca, Segretaria di Presidenza della Camera dei Deputati, e moderato dalla giornalista Maria Antonietta Spadorcia, vicedirettore del Tg2. Sono intervenuti: Chiara Francini, direttrice artistica della manifestazione; Giuseppe Menniti, Presidente della Fondazione Orizzonti; Antonio Leo Tarasco, Direttore Generale Archivi e Direttore ad interim della Reggia di Caserta; presenti tutti i parlamentari del Territorio ed altri rappresentanti delle istituzioni e del mondo culturale.  La scelta di Caserta non è casuale. Qui, nella seconda metà del Settecento, prese forma l’esperienza della Real Colonia di San Leucio, che introdusse modelli avanzati di organizzazione del lavoro e di riconoscimento dei diritti, fino alle Leggi Leuciane che per la prima volta al mondo sancirono e applicarono concretamente la parità di genere, riconoscendo pari dignità e diritti nella vita sociale, familiare, nell’istruzione e nel lavoro.  “Caserta, la Città delle Donne” raccoglie questa straordinaria eredità e la proietta nel futuro, con l’ambizione di fare di Caserta un centro mondiale di riferimento per il pensiero, il talento e l’eccellenza femminile e di costruire qui la più grande manifestazione internazionale dedicata alle donne e al loro contributo al progresso della società.   

«Presentare Caserta, la Città delle Donne alla Camera dei Deputati ha un significato preciso. Le donne hanno conquistato il diritto di voto ottant’anni fa. Da allora hanno conquistato molto altro, ma continuano a dover dimostrare di meritare spazio, ascolto, potere. Da direttrice artistica, voglio che il festival dia voce a ciò che le donne pensano e fanno: nell’arte, nella scienza, nell’impresa, nella vita pubblica. Voglio che a Caserta si discuta anche di ciò che ancora le ostacola, senza accontentarsi di celebrare i traguardi raggiunti. La libertà delle donne non si misura dai discorsi che facciamo su di loro. Si misura da quanto siamo disposti a lasciarle decidere», ha sottolineato Chiara Francini.  La prima edizione ha registrato più di 200 eventi, più di 1.000 donne coinvolte e circa 25.000 partecipanti, con una rete di associazioni, fondazioni, centri antiviolenza, enti di formazione e istituti scolastici che ha ampliato la portata del progetto oltre gli appuntamenti ufficiali.  Per il 2027 sono previsti oltre 1.000 appuntamenti, tra iniziative dirette e attività inserite nel cartellone diffuso, che attraverseranno cultura, arte, editoria, innovazione e creatività, insieme ai temi sociali e civili.  «Con “Caserta, la Città delle Donne” vogliamo dimostrare che un grande progetto culturale può diventare anche uno straordinario strumento di trasformazione e di rilancio reputazionale di un territorio. Vogliamo che Caserta sia sempre più riconosciuta come città della bellezza, dei diritti e dell’uguaglianza, capace di raccogliere la propria storia e trasformarla in una visione contemporanea. Ma c’è un’ambizione ancora più grande: mettere insieme energie, competenze e talenti femminili che troppo spesso agiscono separatamente e farne una forza collettiva capace davvero di incidere e cambiare le cose.

Per quattro giorni Caserta sarà attraversata da libri, arte, impresa, scienza, incontri, fiere, spettacoli, musica, creatività e festa: linguaggi diversi dentro un unico grande progetto. Perché il cambiamento non nasce da una sola voce, ma dalla capacità di farne incontrare migliaia e trasformarle in una forza comune», afferma Giuseppe Menniti.  Una sezione fieristica ed espositiva sarà riservata agli editori e aperta alla partecipazione di imprese, associazioni e organizzazioni attive nei diversi ambiti del mondo femminile. Completeranno il palinsesto attività aperte al pubblico, laboratori, spettacoli e iniziative dedicate al benessere e alla partecipazione.  Il percorso verso il festival sarà anticipato da un appuntamento nazionale dedicato al contrasto della violenza contro le donne, in programma a Caserta il 24 e 25 novembre 2026. L’incontro coinvolgerà istituzioni, magistratura, forze dell’ordine, psicologi, centri antiviolenza, scuole e testimoni, con un focus non solo sulla sensibilizzazione, ma anche sulla prevenzione, la formazione e la costruzione di reti di sostegno.  Con la seconda edizione, “Caserta, la Città delle Donne” consolida la propria rete e rafforza la presenza nel dibattito nazionale, aprendo nuove relazioni anche sul piano internazionale.  Come ha osservato Antonio Leo Tarasco, «questo evento rappresenta un virtuoso punto d’incontro tra società civile e istituzioni e ci ricorda che la crescita di un territorio è sempre il risultato di un'azione corale. I cittadini hanno un ruolo attivo, a cui non possono abdicare. Ben vengano, dunque, le realtà associative che contribuiscono allo sviluppo sociale e culturale della Nazione formulando proposte concrete e stimolando nuovi progetti. Plaudo a iniziative come questa, capaci di generare una magnifica moltiplicazione di intenti, creando un'alleanza concreta tra gli enti pubblici e le migliori risorse del settore privato»".