SCATENI. Un modesto pari. Spal-Napoli 1 a 1


Articolo pubblicato il: 27/10/2019 17:22:54
Ultimo aggiornamento articolo: 27/10/2019 18:03:17

Nona giornata del campionato, quasi 4.000 tifosi azzurri sugli scarsi 15 mila del Paolo Mazza. Nessun dubbio, l’ostacolo Spal, penultima in classifica, sembra poca cosa sul percorso a ostacoli del Napoli all’inseguimento di Juve e Inter, ma la storia del calcio è costellata di se e di ma. Mai fidarsi di previsioni fondate su dati di fatto e nel caso specifico del precariato dei ferraresi che languono sul fondo della classifica. La recentissima lezione  impartita da due squadre minori alle prime della classe è probante per allertare Ancelotti: anche le presunte squadre ‘cuscinetto’ possono smentire i pronostici favorevoli alle ‘grandi’.  Per di più, nella previsione sull’esito di Spal-Napoli, è da considerare il gap del pacchetto difensivo azzurro, privo di Manolas, Maximovic e Mario Rui e l’incognita supplementare la propone Ancelotti, che manda in campo al Paolo Mazza di Ferrara la dodicesima formazioni in dodici partite. La filosofia del risparmio alternato di energie, in vista di impegni europei, ha una sua logica, ma c’è un suo contrario: la squadra incontra difficoltà nell’interpretare il calcio dell’allenatore, latita l’affiatamento che genera fluidità e applicazione di schemi. Un conto è impostare l’attacco su un centrale del calibro di Milik, altro è disegnarlo per i “piccoli”, anche se del livello di Mertens, specialmente se il centrocampo non è ispirato da un regista di ruolo.  I ‘cattivi’, come chi scrive, sospettano che gli eccessi di turnover obbediscano all’obiettivo di tenere alte quotazioni di mercato dell’intero organico, in vista di vendite e acquisti futuri.
 
Squadre in campo, fischia il romano La Penna e vediamo se si conferma il pronostico molto sbilanciato a favore del Napoli, che prova ad accorciare il distacco dalla Juve, per portarlo a soli 4 punti, dopo il pari con il Lecce e a tre punti dall’Inter che ha pareggiato con il Parma.
 
Negli azzurri, di nuovo Di Lorenzo a sinistra. Non è tra ai pali Meret, ex di lusso.  In campo Elmas, 20 anni.
 
Pronti…via.
 
Al secondo minuto, fallo di Koulibaly al limite dell’area, punizione. Petagna, gran  tiro, .respinge la traversa. Brividi. Parte in quinta la Spal, poi il Napoli prende le misure a centro campo. Al 9° azione fulminea degli azzurri. Allan in percussione, assist per Milik, Berisha raccoglie in fondo alla rete. 1 a 0. Terzo gol nelle ultime due partite del polacco. Tutto molto facile. Al 14esimo pareggia la Spal. Su un cross dalla destra disattenzione difensiva del Napoli e dei centrocampisti. Nessuno marca Kurtic, 1 a 1. Elmas assente, è l’antagonista dello sloveno.  Di Lorenzo mostra qualche disagio nel ruolo di terzino sinistro. Elmas impreciso in un paio di circostanze, dopo l’errore di aver mancato la marcatura di Kurtic in occasione del gol. Fino al 30esimo dagli azzurri niente di più del gol di Milik, ma assalto negli ultimi 15 minuti del primo tempo, però nessun pericolo per Berisha. Mano di Vicari al 38esimo in area di rigore su tocco di Mertens, l’arbitro osserva il Var e nega il penalty. Boooooh?  Se ne va la prima frazione di gioco e il voto per gli azzurri è vicino all’insufficienza. Due minuti di supplementari.  
 
Si rinnova il giudizio sulla personalità degli azzurri, sul loro affiatamento limitato dai continui cambi di formazione (12 formazioni diverse in dodici partite), sul ripetersi di disuguale qualità di gioco del Napoli tra primo  e secondo tempo (ammesso che la seconda frazione sia migliore della prima) e  soprattutto la mancanza di una testa pensante in regia. Ma questo è un rilievo purtroppo inutile. La campagna acquisti di De Laurentiis, caso Ibraimovic a parte, è ormai out.  Il via alla ripresa è spallino. Angolo, lo batte Vicari, Ospina con una mano toglie il pallone che sembrava quasi in rete, S’infortuna il portiere azzurro, ma resta in porta. Ancelotti manda in campo Fabian Ruiz per Elmas. Semplici richiama in panchina Igor entra Cionek. Fosse questo il punteggio finale i vantaggi di Juve e Inter rimarrebbero immutati. Il Napoli non trova sbocchi in avanti, la Spal difende con autorità e riparte con coraggio. Al minuto 60 entra Floccari (500 partite in serie A) per Paloschi. Gran tiro di Fabian deviato in angolo. S’infortuna Malcuit, si prepara  Ghoulam, rientra il francese, poi lascia e avviene il cambio, ma a sorpresa entra Callejon. Altra tegola sulla difesa degli azzurri. Ancelotti prova a metter cavalli nel motore del Napoli con l’innesto dello spagnolo. Esce Mertens  al 71esimo per Llorente. Al 73 azione strepitosa degli azzurri. Assist di Insigne per Fabian e palo. Compensa la traversa colpita da Petagna. Preme il Napoli, innesta la quinta, ma in  ritardo. Valoti per Kurtic nella Spal. Il tempo per sfondare il muro dei ferraresi corre via inesorabile. Buona conclusione di Milik all’80simo, para Berisha. Ancora: il polacco colpisce alla perfezione su assist di  Insigne, miracolo di Berisha. L’assalto al forte degli azzurri sembra destinato a sterilità anche per la fitta barriera spallina arroccata in area di rigore. Sei minuti oltre il 90esimo. Tre se ne vanno senza niente da raccontare. Anche il quarto. Encomiabile la Spal di Semplici. Lotta con coraggio. 50 secondi alla fine. The End.
 
Lezione capita? Che non ci sia la tredicesima formazione in 13 partite e per favore, che Di Lorenzo non giochi più a sinistra. Inutili i rimpianti: meritato il pari della Spal.