Questo parte del comunicato stampa della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord diffuso dai Carabinieri: "Nelle prime ore del mattino, nelle province di Caserta, Napoli ed Arezzo, i carabinieri della Compagnia di Casal di Principe, con un dispositivo di circa 200 militari dell'Arma territoriale competente, nel corso dell'operazione denominata 'Piazze pulite' hanno dato esecuzione ad un'ordinanza di custodia cautelare a carico - si legge nel comunicato - di 48 indagati, 26 in carcere, 10 agli arresti domiciliari, 3 divieti di dimora, 6 obblighi quotidiani di presentazione alla P.G. e 3 deferiti in stato di libertà - emessa dall'Ufficio Gip del Tribunale di Napoli Nord, nei confronti di di 47 cittadini italiani e uno straniero, ritenuti responsabili, a vario titolo e in alcune circostanze anche in concorso tra loro, di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti (art. 110 c.p. e 73 D.P.R. 309/90 nonchè il più grave art. 80 comma 1 lettere a) ed e)). L'indagine, condotta (...) dai militari della stazione Cc Villa Literno sotto la direzione di questa Procura della Repubblica, ha consentito di raccogliere nei confronti degli indagati, alcuni dei quali - prosegue il comunicato - anche percettori del reddito di cittadinanza, gravi indizi di colpevolezza circa diverse centinaia di episodi di spaccio al dettaglio - hashish, marijuana e cocaina - nella provincia di Napoli, Caserta ed Arezzo. In proposito (...) veniva avviatat - a seuito di una serie di accertamenti caratterizzanti alcuni degli odierni indagati - un'intensa attività info-investigativa che dava luogo all'avvio del monitoraggio di utenze telefoniche cellulari di soggetti (...) che fin dall'inizio permettevano di acquisire elementi probanti inerenti il reato summenzionato e che consentivano di cristallizzare numerossissime cessioni di sostanze stupefacenti dele più svariate tipologie ache in favore di minori degli anni 18. Nel corso delle attività di intercettazioni, attraverso una censura effettuata con dispositivo ambientale si riusciva poi a certificare gli episodi di spaccio grazie a significativi riscontri compiuti dai Carabinieri, attraverso i controlli che seguivano le operazioni di pedinamento condotte dalla predetta polizia giudiziaria. Spesso le attività di cessione si concretizzavano - prosegue il comunicato - in luoghi convenzionali riconosciuti sia dagli spacciatori che dagli acquirenti locali (...). Venivano a delinearsi quindi una serie di piccoli gruppi di spacciatori, che collaboravano tra loro senza alcuno scopo associativo, ma con l'uico obiettivo di rifornire il mercato locale della droga, a Villa Literno. Dato il considerevole numero di indagati coinvolti veniva a costituirsi un multilivello delle attività di spaccio che venivano poste in essere grazie alla vera e propria collabrazione di autisti che in modo ciclico si presentavano ad accompagnare lo spacciatore dapprima a rifornirsi nelle zone del napoletano e del casertano quali Caivano, Melito di Napoli, Rione Traiano e Castel Volturno nonchè nella vicina Casal di Principe e successivamente a compiere le singole cessioni nel territorio liternese. Tra gli indagati, infatti - si legge ancora nel comunicato - grazie al combinato disposto dell'attività di monitoraggio espletata e delle attività di osservazione pedinamento e controllo venivano individuati dei veri e propri fornitori di zona (...) che venivano identificati grazie all'innumerevole quantitativo di episodi di approvvigionamento verificatisi e di cui si rendevano responsabili gli spacciatori liternesi. Le numerose cessioni al dettaglio avvenivano in particolare a Villa Literno, soprattutto in orario serale, a seguito di contatto telefonico, talvolta con l'uso di parole in codice quali 'caffè' ovvero frasi del tipo 'fare un servizio' - con acquirenti talvolta minorenni (...). Altre volte - prosegue il comunicato - invece, gli stessi spacciatori utilizzavano un linguaggio piuttosto chiaro - circostanze emerse soprattutto dal monitoraggio ambientale - dove veniva invece effettuato un esplicito riferimento alle diverse tipologie di sostanze stupefacenti, riconosciute con il nome di Maria (marijuana), Mario (hashish), bubbazza e cocaina. Le investigazioni esperite permettevano di acclarare inoltre anche comportamenti illeciti inerenti lo spaccio di sostanze stupefacenti(...). Durante l'attività di monitoraggio che si è protratta per circa quattro mesi (...) sono stati effettuati molteplici riscontri, culminati con numerosi arresti in flagranza di reato, denunce in stato di libertà e sanzioni amministrative ex art. 75 D.P.R. 309/90, attività - conclude il comunicato - che conduceva al sequestro di centinaia di euro, oltre un ingente quantitativo di sostanza stupefacente di diverse tipologie".
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