Articolo pubblicato il: 19/12/2025 09:48:21
Questo il comunicato stampa diffuso dall'Accademia Palasciania di Capua: "L'Accademia Palasciania si avvia al gran finale delle sue attività del 2025, consistite principalmente nelle lezioni del XVI festival-laboratorio di scienza, filosofia, poesia, gioco - si legge nel comunicato - e umana armonia «Dedalo o il sublime» e in quelle del XVII, «Spectrum mundi», a coronamento del quale – nell'àmbito delle iniziative in onore di Ferdinando Palasciano (1929-1995) per il trentesimo anniversario della sua morte – si è inaugurato il Premio Palasciano-Bellofiore - si legge ancora - per la Letteratura, conferito per la prima edizione a Wanda Marasco.
Nello stesso àmbito domenica 28 dicembre alle ore 11.15, nella Sala del Barocco del Museo Campano (Capua, via Roma 68), per gentile concessione della Provincia di Caserta e dell'ente museale si terrà – a ingresso gratuito – un incontro musicale - prosegue il comunicato - ma privo di musica scritta da chicchessia: «Suono come dono II. Col Mago fra Artide, Oceania, altri mondi», simmetrico all'evento di cinquantadue settimane prima «Suono come dono. Sonata fra terra, cielo, empìreo».
Come allora, l'autodidatta di genio Marco Palasciano siederà al pianoforte – messo a disposizione dal M° Carmine Migliore – senza sapere quali tasti premere, lasciandosi guidare come una marionetta dai fili della grazia iperurania, a produrre in tempo reale una serie di improvvisazioni nel solco stilistico della grande tradizione cólta europea. In più - si legge ancora - la sua esibizione sarà introdotta da quella del semiautodidatta Giulio Verazzo, allievo dell'Accademia Palasciania candidato al XLV Premio dell'Amicarium, che improvviserà un brano atematico da cui quindi lo scolarca dell'Accademia – Palasciano stesso – salperà per improvvisare quattro brani a tema: «Artide», «Il Mago», «Altri mondi», «Oceania».
Alle cinque improvvisazioni si abbinerà la lettura di altrettanti preludi in versi appositamente composti dallo scolarca, i quali conferiranno - si legge ancora - a «Suono come dono II» lo statuto di racconto mistico e lustrale".