CAPUA. Il 26 novembre Biagio Izzo in "Tartassati dalle tasse" inaugurerà la stagione 2019/2020 del Teatro Ricciardi






Articolo pubblicato il: 23/11/2019 10:16:12

Questo il testo del comunicato stampa arrivato in redazione:

"Martedì 26 novembre 2019, ore 20.45, Teatro Ricciardi di Capua, Inaugurazione stagione teatrale 2019/2020, Info 0823963874. AG Spettacoli e Tradizione e Turismo presentano Biagio Izzo in "Tartassati dalle tasse", una commedia scritta e diretta da Eduardo Tartaglia con Mario Porfito, Magdalena Grochowska, Arduino Speranza, Roberto Giordano, Adele Vitale, scene Luigi Ferrigno, costumi Marianna Carbone, musiche Antonio Caruso, disegno luci Francesco Adinolfi, produzione esecutiva Giacomo Monda. Si legge nel comunicato. 

Giulio Andreotti soleva dire che l’Umiltà, che di per sé costituisce una grande virtù, si trasforma in una vera iattura quando gli Italiani la praticano in occasione della loro dichiarazione dei debiti. “Io le tasse le pagherei. Ed anche volentieri! Se solo però poi le cose funzionassero veramente!...” Si legge nel comunicato. Quante volte abbiamo ascoltato simili confidenze? E quante volte anche la nostra coscienza di pur buoni ed onesti cittadini ha segretamente partorito concetti del genere?... Il problema, però, è che se poi davvero ragionassimo tutti quanti sempre così, come e perché mai le cose potrebbero veramente funzionare? Si legge nel comunicato. Sarà costretto improvvisamente a domandarselo anche Innocenzo Tarallo, 54 anni ben portati, napoletano, imprenditore nel settore della ristorazione: il classico “self made man”, che da nipote e figlio di baccalaiuolo si ritrova ora proprietario orgoglioso di un ristorante internazionale di sushi all’ultima moda. Si legge nel comunicato. E che dopo tanti sacrifici avrebbe voluto ora godersi anche un po’ la vita; magari anche grazie a qualche piccola “furbizia” di contribuente. E che si ritroverà invece in balia di mille peripezie e problemi. E soprattutto costretto a risolvere il quesito che angustia la stragrande maggioranza di noi: come è possibile che due parole che da sole evocano così tanta bellezza: “Equità” e “Italia”, quando si uniscono si contraggono dolorosamente come chi è in preda alla più dolorosa delle coliche addominali?"